L’oleolito di Achillea Millefoglie

oleolito achillea.jpgL’Achillea è una pianta che non può mancare quando c’è una donna in casa: è una delle erbe associate al pianeta Venere, che esplica la sua attività di rivitalizzatore.

L’Achillea è la pianta del fegato (“il grande vivificatore”, infatti ogni cura antroposofica parte sempre dalle compresse di Achillea Millefoglie sul fegato) ed è utilissima nei problemi del ciclo femminile e anche come potente cicatrizzante della pelle (viene anche chiamata “erba dei tagli”). Combatte le malattie nervose, le mestruazioni dolorose, la leucorrea.

L’Achillea può essere utilizzata per via interna, sotto forma di tisana, ma spesso esplica un’azione fortissima soprattutto per via esterna.

In questo post vorrei parlarvi nello specifico dell’oleolito di Achillea: l’oleolito, usato quotidianamente, ha la capacità di rigenerare completamente l’epidermide.

Il nome Achillea deriva infatti dall’eroico personaggio Achille, al quale il centauro Chirone insegnò l’arte di curare le ferite con questa pianta, dall’alto potere cicatrizzante.

La tradizione lo ritiene per l’appunto un valido aiuto in casi di cicatrici e smagliature. Secondo la tradizione erboristica ha proprietà antinfiammatorie, schiarenti, lenitive, protettive capillari. Si utilizza per massaggi e impacchi in caso di pelle sciupata, macchie cutanee, capillari deboli.

 

COME FARSI L’OLEOLITO DI ACHILLEA IN CASA:

 

Fare gli oleoliti è un procedimento piuttosto semplice, fare dei buoni oleoliti implica però una grande cura, l’utilizzo di materie prime di eccellente qualità e l’accuratezza di seguire il procedimento passo passo.  Il modo più nobile per realizzare un oleolito è il procedimento di estrazione tramite decozione solare: occorre usare un vaso di vetro trasparente a bocca larga da riempire con fiori essiccati di achillea millefoglie (se possibile da raccolta spontanea o da coltivazione biodinamica). 

Si coprono i fiori con olio extravergine di oliva biologico o biodinamico e si chiude in modo ermetico (per proteggere dalle eventuali intemperie). Le quantità sono circa 400 gr. di capolini di achillea essiccati in 750 ml di olio. 

Il vaso va esposto per 1 settimana al sole, avendo la cura di rimestare quotidianamente. Dopo 1 settimana il composto va travasato in vetro verde e marrone e lasciato in decozione in un luogo dove prende il sole solo per mezza giornata.

Occorre ancora 1 mese per ottenere l’estrazione dei principi attivi dell’achillea da parte dell’olio. Dopo questo tempo si può filtrare e utilizzare direttamente sulla pelle.

Affinché l’olio faccia effetto la regola è di tenere sempre “bagnata” la parte bisognosa di cura (attraverso un impacco da fissare sulla pelle) .

Per l’uso quotidiano come olio cosmetico si raccomanda l’uso alla sera, perché può dare fotosensibilità.

Un altro ottimo modo di utilizzare l’oleolito è realizzare delle creme o unguenti per uso quotidiano: potete realizzare un’ottima crema utilizzando cera d’api o burro di karite’, oleolito e olio essenziale. Si scioglie la cera a bagnomaria, si aggiunge olio in quantita’ desiderata e si profuma con qualche goccia di olio essenziale. Si versa la preparazione calda in un contenitore per crema e si lascia raffreddare. Una volta fredda la preparazione può essere usata in sostituzione della comune crema.

 

Acquista l’achillea per farti l’oleolito

 

Libri utili:

 

L’achillea, una pianta straordinaria

 

Virtù e segreti delle piante medicinali

 

L’oleolito di Achillea Millefoglieultima modifica: 2012-08-29T14:00:00+00:00da mammaserena
Reposta per primo quest’articolo

5 Commenti

  • Avevo chiesto info sull’olio di achillea e ringrazio tanto per la sollecita risposta. Ma io,seguendo le indicazioni trovate su qualche sito,non l’ho esposto al sole,anzi come prescritto l’ho tenuto al buio per un mese !!! Il risultato finale è un olio apparentemente uguale a prima,giallo come è l’olio EVO, ma con un odore particolare. Allora chiedo se doveva diventare di un qualche colore,come fa l’olio di iperico,oppure no,ho sbagliato ? Mi dica qualcosa per favore ! Grazie

  • Ciao Sdrava,
    tutti gli oleoliti vanno esposti al sole qualcuno di piu’ qualcuno di meno: solo attraverso la decozione solare i principi attivi delle piante passano nell’olio. Nel caso dell’achillea, che e’ una pianta dura, occorre la decozione di piu’ di 1 mese (1 settimana in vetro chiaro completamente al sole, 4 settimane in vetro scuro con sole diretto per mezza giornata.) Se l’achillea e’ fresca, e non essiccata, bisogna avere l’accortezza di tenere coperto con una garza durante il giorno (per evitare che entri la polvere, ma affinche’ possa uscire l’umidita’) e chiudere ermeticamente la notte. La mattina occorre asciugare le goccioline di acqua depositate all’imboccatura del vaso di vetro. Si chiude ermeticamente, sia di giorno che di notte, quando non si deposita piu’ l’umidita’.
    L’achillea non modifica molto il colore dell’olio (a differenza di iperico, rosso, e calendula, arancione)direi che accentua il colore verde piu’ che altro.
    Sicuramente l’olio all’ombra non ha assorbito in ugual misura le proprieta’ dei fiori, provi a esporlo per qualche giorno al sole per assicurarsi che avvenga la decozione.
    Cari saluti!

  • Grazie delle ampie delucidazioni,ma ormai l’achillea l’ho tolta dall’olio,e temo di non poter fare altro che usarlo così,l’anno prossimo farò tesoro dei suoi consigli…Purtroppo sul web c’è tutto e il contrario di tutto,bisognerebbe fidarsi solo di chi ha sperimentato di persona più volte !! Comunque grazie davvero,ora che ho scoperto il suo blog sarò una fedele lettroice !
    Una piccola osservazione logistica: nel blog sull’aamro svedese i vari post sono in ordine dal più vecchio al più recente,quindi per leggere gli ultimi bisogna scorrere sui tantissimi interventi scritti negli anni…non sarebbe più logico il contrario,cioè i post più recenti in cima ? Grazie,un saluto Sdrava

  • Ciao Sdrava,
    purtroppo ho cercato ma non sono riuscita a modificare l’ordine dei commenti, va in automatico cosi’!
    A presto

  • Una precisazione: la decozione deve avvenire al sole. Dopo la filtrazione l’olio invece va mantenuto, chiuso, in luogo buio e asciutto, meglio se in vetro scuro.
    Probabilmente l’indicazione che aveva trovato in internet riguardava l’aspetto della conservazione.
    Cordialita’.

Lascia un commento