11/06/2008
Lavorare CON la natura del neonato
Per farsi capire dal neonato occorre parlare il linguaggio degli amanti.
Degli amanti! Sì, degli amanti.
E cos'è che dicono gli amanti?
Non si parlano: si toccano.
Sono timidi, pudichi.
Per toccarsi, per accarezzarsi, vanno a mettersi nel buio.
Spengono la luce. Oppure semplicemente chiudono gli occhi.
Rifanno la notte intorno a sé, la notte degli altri sensi.
Per non essere più altro che tatto.
Nelle tenebre ritrovate si toccano, si palpano, si sfiorano.
Si circondano con le loro braccia.
Rifanno intorno a sé la carne, l'antica prigione.
Non fanno alcun rumore, le parole sono talmente inutili.
Sono le loro mani a parlare.
Sono i loro corpi a capire.
I loro respiri che si mescolano ed esplodono di gioia.
Ecco che cosa occorre al neonato.
Ecco che cosa capisce.
Ecco come parlargli: toccandolo, accarezzandolo.
Secondo il suo respiro.
Frédérick Leboyer, Per una nascita senza violenza
L'aspettativa del cucciolo umano è quella di essere tenuto in braccio, essere cullato, sentirsi al sicuro, avere risposta immediata alle proprie esigenze.
Imparare ad essere genitori parte in primo luogo dal non ascoltare: non ascoltate mai i saccenti, quelli che vorrebbero dirvi come comportarvi col vostro bambino, le riviste che oggi promuovono un prodotto domani un altro, etc.
Per essere genitori dobbiamo imparare a fare non quello che ci costa meno fatica o quello che è meglio secondo i nonni, i parenti, gli amici, il pediatra, ma a fare ciò che si aspettano i nostri bambini: i bambini sanno di cosa hanno bisogno e sono in grado di guidarci così bene da strabiliarci. E tutto questo fin da quando sono nel pancione! Allora mamma, papà, l'unica cosa di cui avete bisogno è di imparare dal vostro bambino.
Un neonato parla il linguaggio dell'istinto e si preoccupa della sopravvivenza, e un bambino che è stato capito fin da neonato sarà sicuramente un adulto più sicuro e più fiducioso. Se riscoprissimo l'istinto e imparassimo a comunicare nel modo giusto con il nostro bambino allora fare la mamma diventerebbe facile, e sarebbe davvero il mestiere più bello del mondo!
Ma in pratica cosa possiamo fare per accudire al meglio il nostro piccolo? Ecco alcuni suggerimenti:
Un "adulto in esclusiva"
Spesso si ritiene che tutti si possano intercambiare nell'accudimento del bambino. Non è così, in quanto lui riconosce benissimo la mamma e il papà rispetto al resto del mondo, anche se sono parenti stretti e vicini a voi.
La cosa migliore sarebbe che la mamma si occupasse del piccolo fino almeno all'anno di età: nel rapporto col proprio bambino è fondamentale l'allattamento, che stimola il rilascio di un ormone chiamato prolattina che a sua volta accresce i sentimenti materni.
La comunicazione madre-figlio è stata lungamente studiata e si è giunti alla conclusione che essi hanno un sistema di comunicazione complesso e perfettamente sincronizzato, sono cioè in grado di interpretare i più piccoli segnali per rassicurarsi e per soddisfarsi reciprocamente.
Dall'anno di età fino ad almeno 3 anni compiuti ogni bambino dovrebbe avere un adulto che si occupa esclusivamente di lui, meglio se la mamma o il papà, oppure in casi di necessità un nonno o a una persona preparata e di estrema fiducia. Ricordate che fino ad almeno 18/20 mesi i bambini non interagiscono tra di loro, quindi è sconsigliato l'asilo nido fino ad almeno questa età.
L'abitudine
Il neonato e in seguito il bambino sono gli esseri più abitudinari del mondo. A loro piace essere accuditi sempre dalle stesse persone, stare sempre negli stessi ambienti, fare sempre le stesse cose, sentire sempre le stesse voci e gli stessi suoni, etc. I bambini non vogliono cambiare perché l'abitudine da' loro grande sicurezza: sanno sempre cosa li aspetta. L'organizzazione della giornata, della settimana e dell'anno attraverso la ritmicità e la ripetizione, oltre ad essere molto rassicurante, evita inoltre moltissimi di quelli che chiamiamo comunemente "capricci": se il bambino sa che durante la giornata si deve fare qualcosa, lo farà e basta. Ma se ogni giorno è diverso dall'altro sarà difficile che il bambino risponda di buon grado ad ogni nostra richiesta.
Il massaggio
Il tocco delle mani, imbevute di olio tiepido, sulla pelle del bimbo nutre il neonato allo stesso modo del grembo materno prima della sua nascita e lo aiuta a prendere coscienza dei confini, che non sono più le pareti uterine. Inoltre, il massaggio, stimola e regola il sistema circolatorio, muscolare, immunitario e gastrointestinale (prevenendo e dando sollievo al disagio delle coliche gassose); si rivela un buon regolatore del ritmo sonno-veglia. La stimolazione tattile delle terminazioni nervose della pelle, che trasmettono gli stimoli al cervello, determina la sensazione di uno stato di benessere e facilita la crescita psicofisica del bambino. Il tocco, le carezze, l'abbraccio non sono tecniche, ma un modo di comunicare con il proprio bimbo, favorendo la relazione armoniosa tra genitore e figlio.
Vedi i nostri corsi di massaggio del bambino
L'allattamento
L'allattamento al seno è un dono della natura. Il bilanciamento tra elementi nutritivi, anticorpi, ormoni, facilità di assimilazione e digestione deriva da millenni di prove e successi e nessun altro alimento può sostituirlo.
L'allattamento non è indispensabile solo per il benessere fisico, ma anche e soprattutto per quello psichico: la vicinanza e il contatto materno, il fatto che la mamma si prenda del tempo tutto per il suo piccolo, la trasmissione di energia tra il bambino e la sua mamma sono fondamentali per uno sviluppo fisico, mentale, sociale ed emotivo normale del bambino.
Non elenchiamo gli innumerevoli studi che dimostrano quanto sia indispensabile allattare né prendiamo in esame gli innumerevoli benefici sul bambino, ma vi garantiamo che niente può sostituirlo, se non a grave discapito del benessere di vostro figlio.
Ricorda che il latte materno è il mezzo studiato dalla natura per garantire la sopravvivenza della specie: il ricorso al latte artificiale è giustificato solo in situazioni molto rare e particolari. Praticamente tutte le donne (almeno il 97%) sono perfettamente in grado di allattare al seno il loro bambino (anche due e addirittura tre gemelli) esclusivamente e per almeno 4-6 mesi e di continuare per tutto il tempo che lo desiderano (tranquillamente fino anche a 3 anni).
Finché si allatta, il latte viene prodotto, per anni, adeguandosi sempre ai bisogni del bambino che variano con il tempo. Questi bisogni non diventano meno importanti via via che il bambino cresce, ma cambiano semplicemente.
Portare il bambino
La carrozzina è un'invenzione dell' '800, nient'altro che una moda. Tutto ciò che è stato inventato dalla nostra cultura per giustificare il ricorso a questo mezzo è solo per moda e vantaggio economico di chi le produce.
Il bambino non è fatto per dormire nella carrozzina o nella culla, ma per stare in braccio a sua mamma, rannicchiato in una fascia.
Ricordiamo i grandissimi benefici del portare i propri bambini:
* Il contatto con la mamma: se il bambino sa che la sua mamma è con lui non ha bisogno di piangere per richiamare la sua attenzione, sa che è al sicuro dai predatori. Tutt'al più le farà capire con qualche smorfia che ha fame o vuole essere cambiato.
* Secondo le discipline bioenergetiche il neonato scarica l'energia in eccesso tramite il corpo della mamma, dato che lui non è ancora in grado di farlo autonomamente. Per questo i bambini portati sono molto più tranquilli e felici.
* Le particolarità anatomiche e i riflessi (come la prensione) del neonato ci suggeriscono che l'aspettativa del cucciolo d'uomo sia di stare in braccio (avete mai visto i cuccioli di scimmia?)
* Un bambino portato è un bambino stimolato, per questo più intelligente. Volete mettere gli stimoli che può dare una culla, rispetto al contatto pelle a pelle con la mamma, sentire il caldo, il freddo, il respiro, il battito del cuore, la fatica del camminare, il dondolio. Il bambino percepisce un mondo vitale, non un mondo fittizio.
* Il legame con la madre ne trae un grande vantaggio: la madre, sempre a stretto contatto col suo bambino impara prima e meglio a capire in che modo il suo piccolo comunica con lei, di conseguenza il bambino portato sarà un bambino soddisfatto.
* Il bambino portato è un bambino sicuro: che la madre lo ama, che i suoi bisogni vengono soddisfatti all'istante, che è al riparo dai predatori.
* Il bambino portato, proprio perché sicuro, si dimostrerà ben presto molto indipendente e lo vedrete esplorare il mondo con grande curiosità e slancio molto precocemente. Già dai 7-8 mesi comincerà il suo distacco graduale, prima comincerà ad esplorare l'ambiente e tornerà subito dalla mamma, via via crescendo il ritorno dalla mamma avverrà sempre meno fino al momento del distacco completo.
I bambini che non vivono la vicinanza della mamma, al contrario di quanto comunemente si pensa, sono molto più insicuri e si staccheranno molto tardi dalla madre. Allo stesso modo il corredino che le mamme preparano consigliate da esperti e riviste o rivenditori, è inutile! Il bambino non ha bisogno di biberon, succhietti, tettarelle, sterilizzatori, culle costose, interfoni, camerette, medicine, ha bisogno solo della sua mamma!
Non sono gli strumenti o gli accessori o le medicine che risolvono i problemi nati da un bambino che non riesce a farsi capire!
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Il giorno e la notte
I bambini piccoli hanno i loro ritmi e non interessa loro per niente se voi siete abituati a dormire 8 ore per notte. Soprattutto i primi 8/10 mesi è importante che il bambino si svegli di notte per poppare, è indispensabile per la sua corretta crescita.
Sarà molto più facile per te se il bambino dormirà accanto a te, o almeno nella tua stessa stanza. Appena darà segni di agitazione potrai offrirgli il seno, senza nemmeno aprire gli occhi.
Il segreto sta nel seguire i loro ritmi all'inizio, avendo la fiducia che se risponderete tempestivamente alle loro necessità e sarete tranquilli e pazienti, in pochi mesi il bambino modificherà i suoi ritmi per avvicinarsi sempre più ai vostri (in Programmazione Neuro-Linguistica questo processo si chiama rispecchiamento) potete usare l'inventiva più sfrenata per far dormire i vostri piccoli: alcuni li portano in giro in macchina di notte, altri fanno una letto quadrimatrimoniale per starci tutti insieme, alcuni capiscono cosa disturba il sonno dei loro bimbi, per esempio troppa luce, o troppo caldo o la posizione non comoda.
Abbiate fiducia, positività e tanto senso dell'umorismo, vedrete che quando saranno grandi un po' vi dispiacerà vedere il lettone vuoto!
Andate per gradi
Ci sono alcune cose nella vita di un bambino che non sono "naturali" e che il suo corredo genetico non prevede. Però, per la sua salute e sicurezza è importante che lui impari ad accettarle. Può essere per esempio il caso dell'uso del seggiolino di sicurezza per l'automobile.
Per farlo abituare ricordiamo di fare sempre questi 3 passi:
andare per gradi,
rendere la cosa piacevole
e non perdere mai la pazienza e la fiducia.
Per esempio, per far accettare al bebè il seggiolino dell'automobile potete cominciare con:
1. Andare per gradi: metterlo sul seggiolino quando è addormentato o quando sta per addormentarsi, facendo solo brevi tragitti.
2. Rendere la cosa piacevole: vedete cosa piace al bambino in questo caso, gli piace che la mamma stia dietro con lui, oppure sentire della musica, oppure tenere dei giocattoli, oppure sfogliare un libro, oppure succhiare dal biberon o mangiare un pezzo di pane.
3. Tenete duro: ci vorrà un po' di tempo, ma in seguito il bambino comincerà ad apprezzare la macchina, si interesserà a dove andate, potrete spiegargli quello che vede dal finestrino e il gioco sarà fatto.
Prima di tutto la gioia
Quando vi sentite in difficoltà o siete molto stanchi, pensate che il vostro bambino quando vi guarda sorridendo vi dica: "grazie mamma, grazie papà dei sacrifici che stai facendo, te ne sono proprio grato!". Basterà questo per farvelo amare infinitamente! Siate sempre allegri e ricordate che i bambini amano ridere, facendoli ridere potete far fare loro tutto quello che volete! Divertitevi e siate lieti perché ricorderete questo periodo come il più bello della vostra vita!
06:30 Scritto da: mammaserena in gravidanza e puerperio | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: natura neonato, neonato, comunicare neonato | OKNOtizie |
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Commenti
Il tatto certo è parte fondamentale nei rapporti anche tra persone adulte. O cosidette. Ma il tuo post mi ha immediatamente traslato da considerazioni tecniche ed empiriche a quanto il tatto sia stato bistrattato ed sia degenerato in aggressione e violenza quali mezzi di sopraffazione sull'altro. E ci risiamo con le osservazioni che anche se prendono da lontano mirano all'uomo evidenziando la centralità dell'uomo. Credo che però il tatto per essere utilizzato come mezzo espressivo abbia bisogno di un background formativo, anche ancestrale e non cosciente. Ma retaggio di millenni di regole osservate.
Ciao e a presto.
Scritto da: Gianni | 11/06/2008
hai perfettamente ragione, caro Gianni.
L'articolo ragiona su come sia importante capire quali siano le aspettative del neonato, eredità di migliaia di anni di evoluzione, per potersi rapportare con lui con maggiore serenità.
La parte riguardante il tatto e il massaggio e' soltanto accennata, ma all'interno del blog e del nostro sito www.bimbonaturale.org trovate molti approfondimenti.
Durante i corsi di Massaggio del Bambino, infatti, prima di cominciare a toccare il bambino le mamme devono ascoltare se stesse, le proprie tensioni, le proprie emozioni, imparare a respirare e rilassarsi, e solo dopo chiedere al bambino il PERMESSO di lasciarsi toccare.
Questo e' importantissimo affinché il bambino impari la differenza tra un tocco buono e rispettoso e un tocco che non l è.
Ma prima di passare al massaggio vero e proprio, insegnamo l'appoggio delle mani e il contenimento, cioè la prima forma di con-tatto col bambino. Solo se il bambino è d'accordo e ci fa capire che gradisce, possiamo passare al massaggio vero e proprio.
Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di approfondire questo aspetto, che forse a volte si da un po' per scontato.
A presto!
Scritto da: serena | 12/06/2008
Bellissimo articolo....sono in linea con tutti i tuoi pensieri...L'allattamento è un'esperienza unica e irripetibile...ti senti mamma al 100%...completa e indispenzabile!Sono una mamma canguro di dolcissimo bimbo di 7 mesi....Auguro a tutte di capire l'importanza dell'allattamento al seno e del portarli in fascia! Il mio piccolo è sempre sereno,felice e sorridente!Quando è stanco e nervoso per aver giocato troppo lo metto in fascia e sbadiglia da subito! La notte è bellissimo dormire con lui(anche se al mattino mi alzo piena di dolori)Quando mi capita di doverlo mettere sul suo lettino mi si stringe il cuore vederlo tutto solo soletto! Lo prendo e mi accuccio con lui!E c'è chi mi dice che così lo vizio e non va bene....il mio cucciolo è un bimbo semplicemente amato ed è soddisfatto dell'amore che gli dò!
Scritto da: danyelasr77 | 04/10/2011
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