22/12/2008

Bambini e problemi. Come riconoscerli e affrontarli.

Sempre a stretto contatto con i bambini, ho avuto modo di notare come i disturbi dell'età infantile siano sempre riconducibili a difficoltà:

  1. a livello del sistema NERVOSO-ORMONALE

  2. a livello del sistema RITMICO

  3. a livello del sistema VOLITIVO

1.

Equiparo, in questo contesto, sistema nervoso ed ormonale, proprio come possibilità per il bambino, di far passare correttamente le informazioni sotto forma di impulso elettrico (sistema nervoso) o di impulso chimico (sistema ormonale). Anche un leggero sfasamento di uno di questi sistemi può produrre effetti catastrofici nei bambini, soprattutto se associato a disturbi anche agli altri livelli (emotivo e della volontà). Per salvaguardare la funzionalità e l'integrità di questi sistemi è importante:

  • a livello nervoso: ridurre e, meglio, eliminare gli stimoli eccitanti, quali televisione, computer, videogiochi (eccesso di stimolazione sensoriale. Anche a livello scolastico e famigliare, eccesso di disagio e smarrimento oppure protezione) preferire i colori tenui, i giocattoli semplici, l'ordine. I bambini di oggi, abituati a stimoli veloci e a non avere mai la mente libera (televisione accesa tutto il giorno, Pc, Videogiochi, radio, musica) non sono più capaci di concentrarsi. Innumerevoli studi dimostrano come Tv, videogiochi e computer disturbino in modo anche pesante il corretto sviluppo del sistema nervoso. Il bambino, di fronte alla Tv, ma anche a un banale cartone animato, verte in stato di trance, quindi in stato anomalo, per la sua conformazione naturale. Lo stare fermo, innaturale nel bambino, conduce ad accumulo eccessivo di energia, che poi va scaricata. Molte volte i nostri bambini non sono in grado (perché ancora piccoli, oppure perché dopo il cartone costretti di nuovo all'immobilità per studiare e fare i compiti) di eliminare questa energia in eccesso. Ne derivano disturbi quali l'ADHD, la sindrome ipercinetica, l'incapacità di concentrazione, ma anche l'apatia, la mancanza di obiettivi o l'incapacità di raggiungerli. L'apatia, l'eccessiva stanchezza, l'astenia, non sono dovute infatti a mancanza di energia, ma a eccessiva energia, che ci comprime e non ci permette di muoverci come vorremmo, schiacciati da troppo, troppo peso.

  • a livello ormonale: importantissima la cura dell'alimentazione e del movimento. I bambini DEVONO muoversi e stare all'aria aperta, d'estate e d'inverno, almeno 1 ora al giorno. Devono nutrirsi in modo corretto, eliminare (almeno nei periodi più stressanti o nei quali si ammalano di più) latticini – soprattutto formaggi- zuccheri e alimenti raffinati. I bambini devono mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, meglio se del proprio orto, altrimenti biologica. Diamo almeno 1 porzione di verdura cruda al giorno (non la sera, è più pesante da digerire).

2. 

 


Il sistema ritmico è strettamente connesso all'emozione. I bambini sono creature abitudinarie. Questo non significa che non amino le sorprese e le novità, ma sempre con criterio all'interno di un forte sistema ritmico. Il ritmo accompagna l'uomo e la terra in ogni cosa, dall'alternarsi di notte e giorno, dalla luna piena e vuota, le stagioni, la pioggia e il sole, etc. La prima cosa che un embrione mostra è il battito cardiaco, la prima cosa che un neonato fa appena nato è respirare, ritmo, ritmo, ritmo: infatti il modo migliore per calmare un neonato è dondolarlo, battergli sul sedere, camminare, tutte azioni ritmiche.

La cosa migliore per dare tranquillità e sicurezza emotiva a un bambino è proprio dandogli ritmo. Il ritmo non è monotonia, ma scandire gli avvenimenti in modo che si ripresentino periodicamente ma sempre con qualche sfumatura nuova. Mi spiego: se il bambino sa che alle 8 ci si alza, ci si lava, si fa colazione, ci si prepara per la scuola, si sale in macchina, alle 12 si mangia, alle 15 si va dalla nonna, alle 16 al parco, poi si torna, si prepara la cena, si mangia e si va a letto, il fatto di non doversi aspettare sorprese gli permette di concentrarsi sul gioco, sulle sue attività, piuttosto che preoccuparsi per cosa succederà dopo. Se un bambino non sa mai cosa aspettarsi, né come reazione materna (la mamma oggi per questo non si arrabbia, il giorno dopo sì, il giorno dopo no e poi quello dopo è una tragedia) né come attività e luoghi predefiniti (oggi sono dalla nonna, domani con la mamma, poi mi lasciano al punto gioco, poi mi portano 1 ora dalla zia – oggi mi lavo le mani, domani la mamma è stanca e non me le fa lavare, poi devo lavarle per forza, etc.) il piccolo diventa intrattabile, “capriccioso”, “difficile”. Ma il bambino protesta come può per questa insicurezza, emotiva, affettiva, pratica (o anche una sola di queste). Il modo migliore per evitare i capricci è che tutto si svolga sempre nello stesso modo -prima di mangiare mi devo sempre lavare le mani- con la flessibilità dovuta a piccole modifiche – se siamo al parco uso le salviettine umidificate, a casa l'acqua, d'estate posso tuffarmi nella fontanella in giardino d'inverno no, etc.-

Il ritmo permette inoltre al bambino di orientarsi temporalmente nella giornata, per lui lo scorrere del tempo non ha alcun valore, se non come susseguirsi di eventi. Es. se so che dopo essermi svegliato dal pisolino pomeridiano, faccio merenda, gioco e poi arriva a casa la mamma dal lavoro, l'attesa è meno faticosa e meno ansiosa.

 

3.

Il sistema volitivo, cioè della VOLONTÀ, è all'inizio della vita, per il bambino, strettamente connesso ai bisogni del corpo: il bambino appena nato esercita la sua volontà, vuole cibo, latte, mamma, subito! Per un neonato sperimentare che la sua volontà (piangere fino ad ottenere) persegue dei risultati permette di crearsi una grande “forza di volontà”. Quando il bimbo raggiunge i 7-8 mesi la volontà diventa la volontà di voler fare e raggiungere obiettivi. Per questo è importante la frustrazione e il non veder soddisfatte le proprie esigenze prima ancora che se ne senta la necessità! Ma, mentre per noi è più facile non rispettare la volontà del neonato, che permettere al bambino piccolo di sfogare la propria frustrazione, spesso osservo nei genitori che quando il piccolo è appena nato si ritiene che farlo piangere sia formativo, ma che poi, quando il bambino deve faticare per raggiungere i suoi obiettivi, si sostituiscano a lui, mettendolo seduto con cuscini, sorreggendolo per imparare a camminare, portandogli di corsa tutti i giochi che vuole. Etc.

Tenere il bambino seduto prima del tempo con sdraiette e cuscini, tenerlo sempre in braccio, porgergli sempre noi i giochi e ciò che gli serve, anche il tenere il bambino per le braccia per insegnargli a camminare è inutile e dannoso! Il bambino, se lasciato libero, arriva da solo alla conquista delle sue capacità senza che neanche ce ne accorgiamo e permettendogli di allenare la sua forza di volontà! Evitate i recinti, di bloccare il bambino oppure di spronarlo ed aiutarlo: "ci sono solo due cose che impediscono lo sviluppo del bambino:1 – che non gli permettiamo di provare 2- che ci sostituiamo a lui" E. De La Parra Paz

Quando il bambino cresce, ha bisogno di LAVORARE CON L'ADULTO, IMITARE L'ADULTO, FARE QUALCOSA DI FINALIZZATO, di questo e non dei giochi didattici! Il bambino sa che deve "allenarsi" a diventare adulto e i giochi e le attività fittizie non gli interessano, se non per breve tempo. Anche per questo i giochi non dovrebbero mai essere "finti", ma funzionanti, come la sega, il martello, i chiodi, la forbice, le pentole, le posate, i bicchieri, le grattugie, etc.

Importantissimo è il gioco libero, che deve essere tantissimo durante la giornata! Non dobbiamo noi intrattenere il bambino, ma lui trovare la forza interiore per crearsi la sua attività, per pensare, per annoiarsi. Occorre un ambiente calmo, ordinato, pulito, benessere fisico, presenza degli adulti ma autonomia del bambino (non è l'adulto che deve far giocare il bambino, ma l'adulto attraverso la sua attività quotidiana deve "ispirarlo" a trovare la sua attività), che grande esercizio di volontà!


Il ritmo genera volontà, le buone abitudini (dell'adulto) creano volontà: se ho dei tempi fissi, capisco anche quando ho il tempo libero. Date ritmo e rituali ai bambini sia durante l'anno (festa di s. michele, s.martino, natale, carnevale, pasqua, etc.) sia durante la settimana (es. da lunedì a venerdì qualche ora con la nonna o all'asilo, sabato e domenica con mamma e papà, etc.) che durante la giornata (es. alle 7
ci si alza, si fa colazione, ci si lava, ci si veste – importantissime le canzoncine e i girotondi – si va all'asilo, si mangia, viene la mamma a prenderci, andiamo al parco, facciamo la torta, etc. e poi possono anche capitare le "giornate pazze" o "speciali" in cui, con grande gioia e per qualche motivo particolare, non si segue la routine)


Esistono molti altri accorgimenti per aiutare i bambini con difficoltà, ma trovo che seguire queste semplici tre indicazioni risolva nel 90% dei casi molti dei problemi infantili, se non dovuti a effettivi danni fisici (ma aiutano anche in questi casi)

 

I problemi riscontrabili nei bambini possono infatti essere così raggruppati:

  •  

  • Disturbi dell'apprendimento: (difficoltà ad imparare a parlare, ascoltare, leggere e scrivere correttamente.)
     
    Ritardo mentale (fuzionamento intellettivo inferiore alla media, con scarso livello di: cura di se stessi, adattamento alla vita familiare, socializzazione, etc.)

     

  • Disturbi della comunicazione (espressione del linguaggio, ritardi del linguaggio, disfluenze, blabuzie, etc.)

     

  • Disturbi dello sviluppo (es. autismo)

  • Disturbo da deficit di attenzione e comportamento dirompente: (deficit attenzione e iperattività, disturbo della condotta, disturbo oppositivo provocatorio)

  • Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (anoressia, bulimia, obesità, etc.)

  • Disturbi da tic (es.sindrome di Tourette: tic motori e vocali)

  • Disturbi dell'evacuazione (enuresi e encopresi: evacuazione delle feci in modo ripetuto e solitamente involontario nei vestiti o a terra)

  • Disturbi del sonno (es. bruxismo, parvor nocturnus, incubi, insonnia, agitazione, etc.)

Potete notare come questi disturbi siano sempre riconducibili a uno sfasamento a uno (o tutti) di questi 3 livelli, nervoso-ormonale, ritmo e buone bitudini, volontà.

Voglio però ricordarVi che generalmente il disturbo lo creiamo noi adulti e che perciò una grande calma, tranquillità e fiducia nelle risorse interiori dei nostri bambini sono fondamentali affinché i loro "problemi" così come sono comparsi possano svanire.

Per es. la balbuzie è un disturbo che compare nei primi anni di vita sotto forma di disfluenza del linguaggio: possiamo scegliere di non preoccuparcene seguendo semplici accorgimenti per supportare il nostro bambino, oppure di farne un problema. Nel primo caso è molto probabile che il disturbo si risolva in breve tempo, al limite siamo sempre in tempo a consultare un logopedista – non prima dei 6-7- anni!- nel secondo il disturbo diverrà probabilmente balbuzie, perché abbiamo confermato al bambino che doveva preoccuparsi di quella difficoltà e quindi lo abbiamo portato da specialisti su specialisti facendolo sentire “anormale”. Lui ci confermerà che avevamo ragione (sindrome della profezia che si autoavvera o effetto pigmalione.)

Questo avviene per TUTTI i problemi infantili.

Con ciò non voglio invitare i genitori a non avere a cuore i bambini e a non curarli, ma semplicemente a dare loro la fiducia, la forza, la sicurezza che tutto andrà per il meglio e che, in ogni caso, noi ci saremo.

Per consigli e suggerimenti scrivici.

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Commenti

Salve,

siamo i genitori di una bambina che compirà 2 anni e mezzo a Settembre. Innanzitutto volevo farle i complimenti per il blog e per i preziosi consigli che dà, grazie!

La nostra è' una bambina meravigliosa: intelligente, gioiosa, curiosa ed attenta. Ma il suo, e sopratutto nostro, problema è che fin dal periodo della dentizione (circa 9 mesi) ha iniziato a manifestare atteggiamenti di nervosismo e aggressività, in particolare con me, la mamma (l'ho allattata fino a 10 mesi circa), sopratutto morsicandomi. Nello stesso periodo ha iniziato ad andare al nido (l'inserimento è stato un pò difficoltoso all'inizio ma dopo un mese pareva tutto a posto) e verso i 15 mesi il problema ha iniziato a manifestarsi nei confronti dei compagni. Io sono educatrice, ho lavorato in un nido e so perfettamente che tutto ciò pur essendo molto fastidioso per me, rientra perfettamente nelle normali fasi di sviluppo dei bambini. Tra di noi ci siamo detti che era una fase che sarebbe gradualmente passata e che sgridandola un pochino senza eccessivi drammi tutto si sarebbe risolto. Ma oggi, all'età sopra indicata e, a parte qualche periodo molto breve (tipo una settimana) non smette di ricorrere a qualche morso, aggiungendo al repertorio schiaffi e pizzicotti. Prende di mira sopratutto bimbi un pò più piccoli di lei ma non necessariamente e non aspetta di subire provocazioni di alcuna sorta, sembra che agisca d'impulso. Anche se poi in genere appare dispiaciuta, spesso reitera il comportamento a distanza di poco tempo con lo stesso bambino.

Vorrei aggiungere che da Gennaio aspettiamo un secondo bimbo che nascerà ad Ottobre e non so se questo possa aver peggiorato la situazione ma, ripeto, è una cosa che ha praticamente sempre fatto... Noi le abbiamo provate un pò tutte, dallo sgridarla all'ignorarla, al mandarla in camera a riflettere (quando accadeva in casa nostra), abbiamo tentato di distrarla dalle situazioni, abbiamo provato a disincentivarla togliendole delle cose che lei gradiva o al contrario premiando le rare volte che si comportava bene, abbiamo evitato di usare altri mezzi pesanti (es. sculacciate) perchè sono convinta del fatto che siano inutili e dannose, ma oramai siamo alla frutta e non sappiamo più dove sbattere la testa, non riusciamo a capire perchè faccia così e ci stiamo seriamente preoccupando che la situazione permanga alla scuola dell'infanzia e che possa venire emarginata dai compagni.

Da Maggio è a casa con me, visto che con la gravidanza sono rimasta a casa dal lavoro e speravamo che anche questo l'aiutasse a superare questi atteggiamenti ma niente da fare... Vi prego! come possiamo aiutare la nostra bambina!!!!

Grazie e a presto!

Cordiali saluti.


Ilaria

Scritto da: Ilaria | 17/09/2011

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