04/02/2009

l'ascolto attivo come base per la disciplina.

Una delle difficoltà maggiori che noto nelle mamme è quella di marcare il confine tra il "neonato" e il "bambino", cioè dove comincia il momento in cui essere "severi".

Io ritengo invece che occorre porre maggiore attenzione alla comunicazione e all'ascolto attivo, come base di dialogo e disciplina successiva alla fase del puerperio.

L'ascolto attivo presuppone di ascoltare sì le esigenze del neonato, ma non solo di rispondergli prontamente, bensì di dare un feedback al bambino rispetto al fatto che lo capiamo, che siamo empatici con lui.  Per dare un feedback è importante verbalizzare le nostre intenzioni, infatti:

- dal tono della voce della mamma il neonato sa se rassicurarsi o meno.

- facilitiamo lo sviluppo del linguaggio.

- poniamo la base del dialogo tra genitori e figli.

- evitiamo la sindrome del "pacchetto" (il bambino viene preso, girato e rigirato, senza mai essere avvertito in alcun modo di cosa aspettarsi, di conseguenza diventa irrequieto.)

Quando il neonato ci manifesta una sua difficoltà piangendo, nel rispondere, usiamo empatia: "cosa c'è, piccolo mio? Adesso la mamma prova a cambiarti, vediamo se è questo che ti da fastidio. Non era questo? Ora la mamma prova a cullarti, ti piace?"

A seconda della risposta del bambino possiamo adattarci, avanzare, indietreggiare. L'ascolto attivo è come una danza in cui i due partner sono sincronizzati e non si pestano mai i piedi.

L'ascolto attivo può essere amplificato attraverso il massaggio del bambino. Il massaggio infatti è un atto di riconoscimento, con cui si fa sentire il neonato amato, riconosciuto, legittimato nel suo essere persona.

Se il nostro neonato saprà di valere per voi indipendentemente da ciò che fa sarà un bambino con minor necessità di pestare i piedi per venire legittimato, e tutto sarà più semplice.

 

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