18/09/2009

Come far addormentare il bambino senza allattare. Il metodo della "rimozione dolce"

Continuo l'articolo dedicato alle mamme che decidono di cominciare ad intervallare le poppate dei loro cuccioli, dopo aver ben effettuato lo svezzamento (quindi dopo l'anno di età).

Cercare di allattare un po' meno è strettamente collegato al sonno del bambino, infatti in genere le mamme di bimbi grandicelli usano il seno principalmente per far addormentare il bambino e durante i risvegli notturni.

E' assolutamente normale per un neonato addormentarsi mentre succhia il latte al seno o al biberon. Col passare degli anni, però, questa tendenza normalissima rischia di diventare per il bambino un'associazione fortissima tra nanna e succhiare. E, se anche ci sono mamme che riescono ad allattare per tutta la notte ad oltranza, la maggior parte (soprattutto chi deve lavorare di giorno) non riesce a gestire i continui risvegli ed allattamenti.

 Quando il bimbo è neonato e allattato al seno è  normale che la mamma dorma tutta la notte (o una buona parte) insieme al piccolo. In questo modo i cicli di sonno si sincronizzano e quindi i risvegli avvengono contemporaneamente. Quando ciò accade la mamma riesce a riposare a sufficienza, il bambino è appagato e tranquillo e in questo modo è raggiunta l'armonia perfetta.

Riporto lo studio del dott. J. MCkenna:

"Abbiamo rilevato che i bambini che dormivano nel letto con la mamma erano rivolti verso di lei e che sia le madri che i piccoli sono molto reattivi ai movimenti reciproci, si svegliano più frequentemente e trascorrono più tempo nello stadio di sonno leggero. i bambini che dormono insieme alla madre chiedono di nutrirsi circa il doppio delle volte e la poppata dura tre volte di più rispeto a chi dorme solo. ma non piangono quasi mai. E il sonno delle madri che hanno l'abitudine di dormire con i bambini è sostanzialmente pari, per quantità, a quello delle madri che dormono senza."

In effetti questo sonno leggero dei neonati che dormono con la mamma è stato ipotizzato come "protezione" contro la SIDS (morte in culla) proprio perché la mamma "ricorda" al bambino di respirare. Io stessa sono sostenitrice del sonno condiviso e ho tenuto nel lettone i miei bambini fino a 3/4 anni e quando ne avevo 2 piccoli insieme avevamo creato una perfetta soluzione di 1 letto matrimoniale attaccato a un letto a 1 piazza e 1/2 perfetto per dormire tutti quanti insieme. Riflettendoci, però, è vero, per i primi mesi questa soluzione è perfetta, perché permette alle neo-mamme di recuperare il sonno, ma a lungo andare il bambino si abitua ad essere allattato spessissimo, con conseguente mancanza di qualità del sonno di tutti.

Ma come fare per passare gradualmente al distacco?

Punto 1  Giorno/Notte

Il primo passo da compiere sta nell'imparare a distinguere tra giorno e notte. Il neonato dorme senza distinzione sia il giorno che la notte distribuendo il sonno lungo 6/7 intervalli e questo è necessario affinché si nutra nel modo corretto. E' pero' indicato, fin da subito, cominciare a fargli distinguere il giorno dalla notte: perciò è importante che i pisolini diurni siano in una stanza illuminata, con i rumori quotidiani della casa, e in un posto diverso dalla stanza della notte. La notte, invece, facciamo che la casa diventi più buia e silenziosa. In genere già verso l'anno il bambino regolarizza il sonno a 2 pisolini diurni (in genere metà mattina e metà pomeriggio) e verso i 2 anni (ma anche prima, per alcuni) al sonnellino (anche abbastanza lungo 2/3 ore) al pomeriggio. Naturalmente tutto dipende dal tipo di bambino che abbiamo, cerchiamo comunque di far percepire al bimbo la differenza tra giorno e notte.

Punto 2  I rumori del sonno/Bisogno di essere allattato

 Durante il sonno noterete che il bambino si muove ed emette rumori e rumorini. Non tutti i movimenti e rumori che il neonato fa significano "voglio attaccarmi al seno". Quindi impariamo, prima di offrigli il seno, ad "ascoltarlo": aspettiamo il suo segnale, attendiamo. Il piccolo potrebbe riaddormentarsi da solo semplicemente sentendo il vostro respiro. Se desidera essere allattato sarà facile capirlo!

Punto 3 Stiamo in ascolto

L'essere in ascolto del bambino non significa, a mio parere, dargli il seno ogni volta che piange, ma imparare ed osservare i suoi segnali. Il bambino ci segnala che deve evacuare (leggi Vivere senza pannolini) che ha fame, che è stanco, che è annoiato, che è triste e che ha sonno, etc. Non è detto che per ogni evenienza sia indispensabile il seno! Una madre che ascolta sa dare risposte differenziate a seconda delle necessità del bambino. Un bambino non è in grado di staccarsi dal mondo autonomamente e capire che ha bisogno di sonno (come invece può fare un adulto) perciò spetta a noi entrare in sintonia con i suoi segnali per accompagnarlo alla scoperta di sé. Riguardo ai segnali di stanchezza è importantissimo rispondere con tempismo, perché un bambino messo ad addormentarsi quando non è stanco si innervosirà, un bambino tenuto sveglio oltre le sue possibilità non riuscirà più ad addormentarsi con facilità ed avrà un sonno agitato.

Punto 4 Per addormentarsi è necessario il seno?

Sì, se noi lo vogliamo! Ovvero: per una mamma è positivo offrire il seno per dormire fino ai 5 anni? Benissimo, ognuno sceglie per sé! Ma non confondiamo quello che è diventata la routine per il bambino con una sua effettiva necessità! Un bambino al quale non è stata offerta nessun'altra alternativa se non dormire attaccato al seno non potrà liberamente scegliere cosa è meglio per lui, non ha scelta! Per il bimbo è fondamentale il ritmo e il rituale, ma questo non significa che il rituale non possa essere gradualmente modificato con l'avanzare dell'età e col cambiamento delle necessità della famiglia. Se sentite che l'offrire il seno al vostro bambino per Voi non è più l'ideale allora impariamo a creare un nuovo rituale dell'addormentamento.

Punto 5 L'importanza  del rituale

Ci sono genitori che portano il bimbo in macchina per ore, quelli che li dondolano, quelli che cantano la ninnananna, quelli che raccontano storie, io facevo addormentare la mia primogenita facendole passare il phon tiepido sul corpo! Ogni genitore trova il modo migliore per Sè e per il suo bambino e questo è il bello!!!

Questi sono solo piccoli spunti, dal quale ognuno possa trarre un'idea, se lo ritiene utile:

- Il segnale del sonno: abbiamo visto che il bambino manda dei segnali precisi quando è stanco. Potremmo dargli un "feedback" di quello che noi abbiamo percepito utilizzando un "segnale" del sonno, che potrebbe essere una canzoncina, una storiella, oppure una semplice parola. Per esempio: "shhh, è ora di fare la nanna", "shhhhhh buona notte". Per far sì che queste parole vengano associate correttamente al sonno utilizzatele SOLO quando il bimbo prova una situazione piacevole, per es. quando lo vedete ormai quasi addormentato e tranquillo.(vedi PNL e condizionamento neuro-associativo, A. Robbins, l'uomo e anche l'animale associano sensazioni corporee interne ed aspetti sensoriali provenienti dal mondo esterno, come ad es. un odore, una musica, un rumore) Quando l'associazione è avvenuta allora le potrete utilizzare per aiutarlo a calmarsi (la parola o il suono faranno "ricordare" la relativa sensazione corporea)

- Preparare "l'ambiente": difficilmente il bambino potrà avere un segnale che è ora di staccare se in casa ci sono ancora le luci accese, la Tv che va, il papà che lavora al PC... impariamo noi stessi l'importanza del rito! Potremmo spegnere le luci e sostituirle con candele almeno una mezz'ora prima di andare a nanna, spegnere ogni apparecchio elettrico, andare tutti insieme in bagno a lavarci, cantare una canzoncina dolce a ripetizione, etc.

- Il bagnetto: un bagno caldo può essere un buon modo di rilassare il bambino prima della nanna, meglio se fatto a lume di candela e insieme a mamma e papà.

- Il massaggio: aiutare il nostro bambino a percepire le sensazioni del suo corpo, rilassarlo, contenerlo, rassicurarlo, quale modo migliore per preparare una buona nottata?

 - un oggetto caro: personalmente, l'"oggetto caro" dei miei bambini siamo sempre stati io e il loro papà, infatti si sono sempre addormentati tenendoci la mano o abbracciandoci. Anche a noi adulti piace condividere il letto con le persone che amiamo, non vedo perché dovrebbe essere diverso per i bambini. Detto questo, mi sono resa conto che in particolari momenti della vita siano i nostri stessi bambini  a cercare privacy, solitudine, distacco. Perciò, concediamogliela. Possiamo aiutarli a staccarsi da noi durante il sonno utilizzando un "oggetto di transizione" che li faccia sentire protetti anche senza la nostra presenza. Molti bambini usano una copertina morbida e calda, altri un animale di pezza, altri una bambolina, fate entrare questo "oggetto caro" nella routine dell'addormentamento, dandogli l'importanza che gli spetta.

Punto 6 E se il rituale ha bisogno di essere modificato?

Con il passare del tempo un rituale che ha sempre dato i suoi frutti potrebbe diventare obsoleto, per es. ho notato che in modo assolutamente naturale il rito che uso con i miei figli è cambiato dal massaggio,  alla ninnananna, alla filastrocca, alla storiella inventata, fino a storie sempre più lunghe ed elaborate. Mi pare ovvio che dobbiamo essere noi adulti, sempre in ascolto delle esigenze del bambino, a compiere impercettibili ma significativi cambiamenti nel rituale, che assume così un RITMO (ripetersi di un evento che ogni volta, però, accanto ad elementi conosciuti ne porta di nuovi) Per es. il continuare a far addormentare un bambino di 3 anni nello stesso modo in cui lo si faceva addormentare a 3 mesi implica un tener legato il bambino al passato, a ciò che non è più. Il bambino resta "piccolo" interiormente perché non gli viene permesso di cercare altre strade, di fare la fatica di cambiare, di crescere. Nel cercare di proteggerlo troppo gli si fa in realtà un torto.

Ora, una delle associazioni più forti e difficili da modificare, è l'associazione succhiare-nanna. L 'associazione tra succhiare (il seno, il biberon o il ciuccio) e nanna è la più naturale, dolce e gradevole che il bambino possa avere. Il succhiare è "magico" e permette ai bambini piccoli di essere aiutati a calmarsi, ad addormentarsi, oltre ad essere nutriti, naturalmente. I problemi che possono sorgere sono:

- Come dicevo prima il fatto che al bambino non viene permesso di provare altre strade.

- Difficilmente una mamma riesce a tollerare la situazione per diverse ore della notte per anni (forse proprio perché non è poi così "naturale" come si creda: la natura prevede per le donne un parto ogni 18/24 mesi circa, se osservate cuccioli di animali noterete che nel momento in cui la mamma è pronta per una nuova gravidanza allontana, a volte anche con violenza, i propri cuccioli dal seno, ma questo non provoca in loro nessun "trauma": hanno avuto tutto ciò di cui avevano bisogno. )

-  La sindrome del biberon (se nel liquido del biberon, latte formulato, succo, the, tisana, è presente un dolcificante, questo potrebbe provocare carie. Sindrome meno frequente ma non inesistente negli allattati al seno)

- il biberon o il seno come conforto per addormentarsi possono portare il bambino a nutrirsi oltre le sue reali necessità.

Ora, come affievolire nel tempo questa naturale associazione, che il bambino difficilmente potrà cambiare senza il nostro intervento?

Punto 4 il metodo della Rimozione dolce in stile Pantley: scegliete una serata "buona" in cui notate i segnali di sonno e in cui il bambino sta bene. Per far addomentare il bambino, oppure per farlo riaddormentare quando il piccolo si sveglia, fate come siete abituate (col biberon, il ciuccio o il seno), però anziché lasciarlo così e riaddormentarvi, appena notate che il bisogno è stato soddisfatto e il bimbo è in dormiveglia, sfilate con delicatezza il capezzolo (o il ciuccio o il biberon). Soprattutto all'inizio il bambino comincerà a cercarli, ma, se riuscite, toccatelo  dolcemente sotto il mento o sulle labbra per aiutarlo a chiudere la bocca. potete anche usare il "segnale del sonno". Se il bimbo vi sembra non calmarsi allora offritegli di nuovo seno etc. finché non vi sembri di nuovo quasi addormentato allora procedete di nuovo.  Ci possono volere anche 5 tentativi, ma in genere oltre a questo limite il bambino si addormenterà (in caso contrario significa che non è il momento giusto, o perché ha qualche malessere, o è troppo nervoso, etc. allora aspettate un giorno più propizio). Usate questo metodo solo la sera e la notte finché l'associazione tra succhiare e nanna si fa meno forte. In genere sarà il bambino stesso che appena appagato si staccherà autonomamente e si girerà dall'altra parte per dormire. Sarà a questo punto naturale per lui  cercare sempre meno un supporto esterno per dormire e di conseguenza miglioreranno il pisolino pomeridiano e il sonno notturno, senza nemmeno una lacrima versata o stancanti tira e molla.

Punto 5 tenere un "diario": mentre provate con i metodi sopra descritti potete tenere un resoconto delle nottate, per verificare che effettivamente la situazione stia migliorando e per monitorare le esigenze del bambino, per es. se in ogni caso e con ogni metodo il bambino si sveglia alle 3 di notte significa che la sua è una reale esigenza e quindi è giusto portare pazienza e aspettare che gli eventi facciano il loro corso.

Punto 6 tutti i metodi sopra descritti non sono contro l'allattamento al seno, anzi, il fatto di imparare ad ascoltare il bambino, a riconoscere le sue reali esigenze, a offrirgli alternative valide, permette alle mamme che desiderano continuare ad allattare a lungo di godere pienamente dei momenti di intimità con i propri bambini, sapendo che quella è l'esigenza reale e non un atto dovuto ad "abitudine". Credo che in questo senso l'allattamento al seno allora svolga appieno il suo dovere, non perché è l'unica scelta, ma perché è UNA scelta, personale e consapevole.

E per ultimo... speriamo che questi piccoli suggerimenti possano portare qualche beneficio a qualcuna di noi!

Puoi leggere anche:

- Smettere di allattare.

- E' giusto lasciar piangere i bambini?

- L'ascolto attivo come base per la disciplina.

- L'allattamento al seno rinforza i polmoni dei bambini.

- Fino a quando allattare. la mia opinione.

-

 

Libri consigliati:

Fai la nanna senza lacrime, di E. Pantley

Fai la Nanna Senza Lacrime 

Commenti

CIAO, HO UN BIMBO DI DUE ANNI CHE STO ALLATTANDO,SONO IN CINTA DI 5 SETTIMANE,E SONO IN CRISI NON SO COME FARE A TOGLIERE IL SENO AL MIO BIMBO,LUI DORME SOLO CON IL SENO ATTACCATO TUTTA LA NOTTE,E IO NON ME LA SENTO DI TOGLIERE QUESTO BEL MOMENTO CHE HA CON ME.

Scritto da: stefania | 30/12/2010

Non e' necessario togliere il seno al bimbo se non vuoi. E' vero che l'allattamento puo' provocare contrazioni uterine, ma se la gravidanza procede fisiologicamente in genere non e' indispensabile smettere. Ci sono mamme che allattano con successo due bimbi avuti da due gravidanze diverse, comunque di questo ne potrai parlare con il Tuo ginecologo di fiducia che sciogliera' ogni Tuo dubbio.
Cari auguri!

Scritto da: mammaserena | 30/12/2010

ciao io sn sempre stata contraria allattare il proprio bimbo piu dell' anno di età... ora ti potresti trovare veramente in difficoltà a togliere il seno al tuo primo bimbo ... xke penserà che glielo togli x darlo ad un altro..... e questa e la scena che si ritrovarà di fronte.... a sto punto cerca di dare ad entrambi il seno e pian piano capirà e sarà lui stesso a nn volerlo + . mi chiamo serena e sn una psicologa dell'infanzia

Scritto da: sere8710 | 31/12/2010

Ciao, ho un bimbo di 13 mesi che allatto ancora e voglio continuare ad allattare, anche la notte. Ci addormentiamo insieme nel lettone, lui succhia un po' e poi si gira dall'altra parte e si riaddormenta da solo. Si sveglia a volte 3-4 volte durante la notte, a volte una sola, ma non sempre vuole il seno, certe volte si riaddormenta da solo. Alla mattina, mi sveglio alle 6.15 e alle 6.30 se non si sveglia lui, lo sveglio dolcemente e gli offro il seno per la colazione: lui succhia fino alle 7.00 e poi si gira e si riaddormenta. Io vado a lavorare mentre lui rimane a letto tranquillo col papà per un'altra ora, a volte due. Volevo ringraziarti perchè sei la prima persona fino ad ora che - da quello che ho letto - non condanni il dormire insieme nel lettone e l'allattamento prolungato. Invece sono circondata da persone che mi dicono che dovrei smettere di allattarlo, che è grande, per di più maschio (e non ho capito cosa vuol dire...) e che dovrei spostarlo nel suo lettino, lasciandolo piangere se occorre. Ho provato a metterlo nel lettino, ma lui piange disperato, cosa che non lo aiuta sicuramente a rilassarsi per dormire! Se lo addormento al seno e poi lo sposto ne lettino, continua a svegliarsi anche ogni ora e piange disperatamente finchè non lo prendo in braccio. E io, dovendo lavorare, proprio non ce la faccio a passare notti in bianco... Io mi sentivo un po' incapace di non essere riuscita ad insegnargli a dormire e ad addormentarsi da solo e colpevole per aver ceduto al lettone. Invece leggendo le tue parole, penso che invece forse è giusto continuare così, se è una cosa che dà piacere ad entrambi (e anche al papà, anche se certo la nostra vita di coppia ne risente...). Tu che cosa dici? Grazie ancora per i tuoi preziosi consigli e per questo bellissimo blog. Laura

Scritto da: Laura | 20/01/2011

Ciao Cara Laura e benvenuta tra noi!
Trovi sul sito e sul blog tantissimi articoli sull'argomento nanna, lettone, allattamento... mi sembra che Tu non abbia problemi in merito, l'allattamento soddisfa Te e il Tuo bimbo, il lettone pure il papa' :-) figurati se devi dar retta a tutti quelli che hanno da dire sull'educazione dei figli altrui stai fresca!
Ti posso dire la mia esperienza: ho attuato il co-sleeping (come si dice in termini ricercati il tenere il bambino nel lettone) con tutti e due i miei figli (femmina e maschio), e Ti posso dire che: sono sani di mente, a 3 anni hanno voluto andare loro nella loro cameretta e hanno preteso il loro lettino "privato" e cominciato a dormire tutta la notte da soli.
Pero', allo stesso modo, non concordo con chi dice che occorre aspettare che il bambino "sia pronto": il bambino non conosce le possibili alternative, siamo noi che con dolcezza, ottimismo, fiducia e incoraggiamento dobbiamo proporre, quando riteniamo NOI di essere pronti, cambiamenti e indipendenza.
Come dico sempre durante i corsi alle "mie" mamme: il difficile nell'essere mamma e' saper accogliere con tutto il nostro cuore quando l'eta' del bambino lo richiede e lasciar andare con fiducia quando e' il momento giusto.
Cari auguri!

Scritto da: mammaserena | 20/01/2011

ciao!!!!ho un bimbo di quasi 3 mesi che nn è un gran dormiglione...di giorno fa riposini molto brevi se va tutto bene e la nottevuole assolutamente dormire con me, ed ogni tanto si sveglia per avere il seno senza mangiare realmente...come possso fare? è giusto aver messo la culla nella sua camera???

Scritto da: daniela | 14/04/2011

Salve a tutte

Sono mamma di uno splendido bambino di nome Michele che ora ha 10 mesi. L'allattamento non è stato semplice all'inizio, avevo poco latte, ma poi è andato piano piano migliorando e Michele è cresciuto sereno, sorridente e felice. Abbiamo utilizzato il lettino anzichè la culla che odiava e così dormiva benissimo, con pochi risvegli notturni. Poi è arrivato un brutto raffreddore. E con il nasino chiusissimo non respirava bene. Sono stati necessari continui risciacqui con la fisiologica (che pianti!!!!!) e aerosol. Da li l'ho portato nel lettone e mio marito è stato sfrattato nella stanzetta di Michele. Da allora, cioè da 6 mesi, non dormo più lui. Ci manca molto lo stare abbracciati a letto. Michele non condivide il letto con il padre perché vorrebbe giocarci anzichè dormire. Ed ogni singolo movimento o rumore lo sveglia. Mi sono accorta che entrambi fatichiamo a rilassarci. Lui si gira e rigira nel lettone mi appoggia i piedi sul corpo per sentire il contatto, spesso cerca il seno e dormiamo ad intervalli. Non riposo bene e mi sento in un continuo stato di tensione. Inoltre sono nuovamente incinta di 15 settimane e sono pervasa da un senso di spossatezza e affaticamento. Vorrei smettere di allattare, per ritornare a gestire la mia famiglia con l'energia necessaria. Posso avere qualche consiglio su come iniziare? Michele non vuole biberon, fatico anche con il ciuccio, non si rilassa con il papà. Devo dire poi che da quando gattona è tutto più faticoso. Si agita molto nel sonno e mi cerca molto spesso il seno. Ho l'impressione di non riuscire a farlo rilassare e farlo stare bene anche senza il seno. Mi viene un pó da piangere. Un saluto
Lucia

Scritto da: Lucia | 22/05/2011

Per Daniela,
scusa il ritardo ogni tanto mi sfugge qualche richiesta!
E' piuttosto normale per un neonato voler continuamente la vicinanza della mamma. Occorre essere noi, piano piano, a diradare le poppate e ad accompagnarlo a stare per un po' senza noi nelle strette vicinanze. Di solito io consiglio la culla per i primi tempi nella propria stanza, oppure in un luogo comodo per non doverci alzare ogni volta che il bimo brontola. Col tempo, se tutto va bene, si aiuta il bambino a conoscere il proprio spazio e a stare per periodi sempre piu' lunghi senza la mamma. Con alcuni bambini ci vogliono mesi, con altri anni. tanti auguri!

Scritto da: mammaserena | 23/05/2011

Ciao, il mio bimbo ha compiuto 5 mesi da un paio di giorni. Ho attuato praticamente da subito il co-sleeping e la situazione notturna è al momento perfetta. Qualche rara volta è più agitato, probabilmente per la crescita, e quando durante la notte chiede il seno ci sta troppo perché fatica a riaddormentarsi, ma in generale si sveglia poco e brevemente. Il mio "problema" però è che non riesco a farlo addormentare in alcun altro modo se non il seno anche durante i pisolini diurni. Prima dei 3 mesi avevo cominciato a staccarlo e sono riuscita a farlo addormentare in carrozzina o nel lettino, con il ciuccio, per ben due settimane, cantandogli sempre la stessa canzoncina. Poi però c'è stato lo scatto di crescita dei 3 mesi, in cui mi è sembrato che il mio latte non fosse più sufficiente, così per timore di perderlo del tutto e di non nutrire abbastanza il bimbo ho cominciato ad attaccarlo al seno molto più spesso, qualche volta anche ogni ora. Risultato: il bimbo cresce a vista d'occhio solo con l'allattamento al seno ma ha ripreso come prima e più di prima l'abitudine di addormentarsi col seno. Dico più di prima perché ora se tento di addormentarlo senza seno (col ciuccio) è capace di piangere all'infinito in modo disperato senza addormentarsi. Non ho mai verificato quanto potrebbe durare, perché quando ho provato non ho mai resistito più di 10 min (20 una volta perché ero in macchina) e gli ho ridato il seno. Il problema è che ovviamente si addormenta solo con me (niente papà e niente nonna), per cui non so come andrà quando tra qualche settimana dovrò stare lontana per lavoro qualche giorno fino a tarda sera. Inoltre se io mi alzo presto la mattina lui si sveglia e non si riaddormenta, conseguentemente sono diventata una dormigliona per far dormire lui; facendo la libera professione, al momento posso permettermi di non tornare al lavoro, ma potendo vorrei perlomeno tornare mattiniera... Infine mi chiedo se questo comporterà delle difficoltà educative. Il pediatra già prima dei 3 mesi mi disse che dovevo staccarlo o sarebbe cresciuto come un tiranno che ci avrebbe messo i piedi in testa... Non ne sono convinta, tuttavia ho timore che questo addormentarsi solo col seno possa creare al piccolo delle difficoltà con la crescita. Come posso fare per fargli cambiare routine? Può essere il momento giusto visto anche se ora gli stanno per spuntare i dentini?
Grazie.
Cristina

Scritto da: Cristina | 31/05/2011

ciao ..io sono mamma di un bambino di 15 mesi.vorei smettere di allattare .sono stanca ..una tecnica che funzioni .senza trauma anche la notte si sveglia 4 volte ...aiutatemi.grazie

Scritto da: anisa | 08/06/2011

ciao mamme sono vania ed ho una bimba di 21 mesi che allatto ancora.ora però vorrei smettere per il semplice fatto che non riesco più a staccarla dal seno senza ke lei si svegli per posarla nel suo lettino.sembra quasi aver paura che l'abbandono se lei dorme!da circa un mese il mio santo marito è riuscito nell'impossibile:la fa addormentare lui tutte le sere,senza tenerla nemmeno in braccio,ma facendola stare nel lettino, cantando e raccontando storie. per me è assolutamente impossibile tutto ciò dal momento che per lei sono solo "tetta"!anche la notte quando si sveglia, è da qualche giorno che devo svegliare mio marito perchè non ne vuole sapere di essere depositata nel lettino per dormire, apre gli occhi appena la poso!siamo stanchi!!grazie

Scritto da: vania | 06/11/2011

Scrivi un commento

NB: i commenti di questo blog sono moderati tra le 18 e le 09 (Europe/Paris) sia in settimana che nel week end.