02/03/2010
Ancora sullo smettere di allattare e i risvegli notturni
Lo so che l'allattamento al seno, come anche il co-sleeping, è forse uno dei temi più sentiti e più controversi in educazione.
Ricevo moltissime email di genitori che vogliono saperne di più e quindi vorrei provare ad offrire un ulteriore approfondimento rispetto agli altri miei articoli pubblicati.
Lo so che è difficile avere a che fare con bimbi che si svegliano anche fino a 4 -5 volte per notte, ma in realta' non sono i bambini ad avere problemi se si svegliano 3 o 4 volte per notte, ma il nostro ritmo di vita che ci impone di tornare a lavorare prestissimo e quindi di pagare la "fatica notturna" di giorno.
E' vero che il co-sleeping, come risulta da diversi studi, "disturba" il bambino, nel senso che i nostri movimenti involontari durante la notte contribuiscono a farlo svegliare, ma e' anche vero che, dalla nostra presenza, i bambini attingono molta sicurezza (esistono studi che invece sostengono che i bambini tenuti nel letto siano piu' intelligenti...) e poi, diciamocelo, e' proprio bello dormire tutti insieme! Quindi, l'affidarsi a studi sulla durata dell'allattamento o dei risvegli notturni lascia un po' il tempo che trova, perche' ogni studio si smentisce con l'altro.
Quindi, ovviamente, ogni bambino ogni mamma sono un universo a sé stante e il seguire il proprio istinto, niente è più opportuno di quello!
Però seguire l'istinto non è "ho letto quell'articolo, sono d'accordo, stimo quella persona e quindi il mio istinto è quello (questa modalità è inconscia e molto comune), ma davvero, con lucidità, mettendo da parte la propria simpatia e antipatia, seguire un'intuizione che, per quel bambino con cui abbiamo a che fare in quel momento ci sembra, nel profondo, quella giusta.
Riguardo allo smettere di allattare, in modo particolare, mi sento di consigliare questo modo di porsi che, se utilizzato in modo tutto personale e consapevole, può davvero aiutare le mamme: parlo della capacità materna di saper dare alternative.
Il cominciare gradualmente (e quando ogni singola mamma con quel singolo bambino si sente pronta) un piccolo "distacco graduale" (trovate tutti i consigli qui, nell'articolo sulla rimozione dolce) perché è vero che i bambini smettono di attaccarsi al seno quando sono pronti, ma solo se noi gliene diamo la possibilità, ovvero offriamo loro altre scelte.
Altrimenti un bambino come puo' sapere che oltre alla tetta di mamma esiste qualcos'altro?
Il mio articolo sulla mia esperienza di distacco dal seno del mio figlio più piccolo, volutamente "estremo", ha semplicemente questo senso, perché oggi vedo troppe mamme che non decidono e non si impongono tanto "il bambino fa tutto quando è pronto, il bambino sa quando è il momento..."
Il bambino è pronto se noi prima, con pazienza, con amore, con rispetto, gli abbiamo preparato l terreno. Siamo noi a dover essere adulti e a prenderci la responsabilità delle nostre scelte. Questo significa essere genitori: essere una guida, accogliere quel bambino con le sue doti, i suoi talenti, i suoi impedimenti, ed essere in grado di sviluppare gli uni e mitigare gli altri. Attraverso le nostre scelte.
Troppo comodo (e controproducente alla fine: quasi tutti i problemi di iperattività e difficoltà di relazione dei bambini di oggi sono collegati a questa distorsione genitoriale, non mi dite che sono "genetici" altrimenti non sarebbero saltati fuori solo ora) lasciar scegliere i bambini!
Riguardo ai risvegli notturni, io ho provato sulla mia pelle che, in modo naturale, semplicemente offrendo ritmo e tranquillità (dell'ambiente ed emotiva) i bambini gradualmente arrivano intorno ai 3-4 anni a dormire per tutta la notte da soli (e anche qui come potete immaginare non è una cosa semplice e naturale del bambino, perché spetta a noi la scelta di mandarli a letto prestissimo, spegnere gli apparecchi elettronici, abbassare le voci, accompagnarli a letto, dare loro sicurezza, etc...)
Ecco, mi auguro così di aver approfondito un po' i precedenti articoli e di aver dato un po' di conforto ai genitori che ne sentono il bisogno.
Potete leggere anche gli articoli correlati:
- Smettere di allattare, la mia esperienza
- Smettere di allattare come, quando e perché
10:53 Scritto da: mammaserena in educazione, educazione olistica, gravidanza e puerperio, I genitori domandano, psicologia infantile, salute e benessere | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: smettere di allattare, fino a quando allattare, età di svezzamento naturale, rimozione dolce, togliere seno, a che età smettere allattare, bimbonaturale | OKNOtizie |
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Commenti
Salve sono lamamma di un bimbo di 8 mesi con reflusso gastroesofageo.A causa dei continui pianti lo ho abituato ad addormentarsi al seno e adesso che devo tornare al lavoro ogni mattina dalle 10 alle 13 lo lascerei con baby sitter che lui conosce. Purtroppo, abbiamo fatto una prova, quando ha sonno piange disperato perchè non mi trova e questo mi mette in forte crisi perchè per ben 2 volte ho rimandato il mio rientro in ufficio ma ora non posso piu' perchè ho un contratto di collaborazione e perderei l'impiego. Cosa mi consigliate? Grazie e complimenti per questo bel sito.
Antonietta
Scritto da: ANTONIETTA | 19/03/2010
Ciao Cara Antonietta,
lo so che questa e' una situazione difficile nella quale secondo me non dovrebbe trovarsi mai nessuna mamma, 8 mesi sono pochi e le mamme avrebbero bisogno di piu' tempo... comunque cerchiamo di vedere in pratica cosa potresti fare.
In primo luogo devi essere sicura al 1000 per 100 che la persona a cui lasci il Tuo bambino è quella giusta. Questo Ti puo' aiutare a "staccare" dall'essere mamma e poter andare, per le ore che servono, al lavoro tranquilla.
In genere il bambino ha bisogno di almeno 1 settimana (spesso anche 2-3) per abituarsi al cambiamento, quindi il fare "una prova" non e' predittivo di come le cose andranno dopo 1 mese. Il Tuo bambino, per ora, vive nella routine dello stare con Te. L'addormentarsi con un'altra persona non rientra nelle sue abitudini, quindi piange.
Se, con calma e fiducia, ogni giorno per 1 settimana (anche con Te presente in casa, ma senza farTi vedere e intervenire, se riesci)dai l'opportunita' al tuo bambino di sperimentare ed abituarsi ad un'altra routine e alla baby sitter di prendere coraggio e conoscere meglio il bambino, vedrai che la situazione migliorera' e Tu potrai andare a lavorare con cuore piu' "leggero".
Spero di esserTi stata un po' di ispirazione anche se, non conoscendo bene la situazione, potrei aver omesso molti dettagli.
Aiutati con altri articoli del sito:
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/03/19/rimedi-naturali-il-reflusso-gastroesofageo-nel-neonato-e-nel.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2009/10/21/l-organismo-di-calore-nel-bambino-prevenire-e-curare-i-raffr.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2009/09/04/smettere-di-allattare-il-metodo-della-rimozione-dolce-in-sti.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/12/22/bambini-e-problemi-come-riconoscerli-e-affrontarli.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/04/14/il-mio-bambino-ha-paura-le-prime-paure-all-alba-dell-anno-di.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/06/11/lavorare-con-la-natura-del-neonato.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/03/07/imparare-a-gestire-il-bambino-tre-strategie-iii.html
http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/02/27/il-sonno-del-bambino-facciamo-un-po-di-chiarezza-parte-i.html
Scritto da: mammaserena | 26/03/2010
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