22/03/2010

Rapporto tra EC (Eliminatio Comunication) e allattamento

L'EC  (Eliminatio Comunication) sta cominciando a diffondersi anche tra le mamme italiane, accanto all'uso dei pannolini lavabili (che sono comunque una cosa grandiosa anche per chi non se la "sente" ancora di spingersi così oltre).

 

L'EC non dovrebbe essere vista come un training o come un insegnamento precoce dell'uso del vasino, ma semplicemente come un modo di comunicare, ma soprattutto ASCOLTARE il proprio bambino. Un bambino che ci fa capire se ha fame, se ha sonno, se ha freddo e anche quando gli scappa pipì!

 

 L'EC , lontano dall'essere una "richiesta" che si fa al bambino, "bruciando" le tappe, è qualcosa di molto più profondo e al tempo stesso semplice: è il modo con cui la mamma (il genitore, o chiunque accudisce il neonato), risponde alle necessità fisiologiche del suo bambino. È appunto comunicazione; comunicazione profonda tra mamma e bambino. Ovvero la mamma resta in ascolto del suo bambino e lo aiuta, prontamente, a diventare indipendente, con i suoi tempi, le sue difficoltà, ma senza chiudere gli occhi e dire "lo farà quando sarà pronto"... perché il bambino e' già pronto!


 
 
Il pannolino è questo, un "tappo" al bisogno del bambino di imparare ad ascoltarsi. Il seno, offerto come ciuccio (come molte mamme riescono a percepire, quando provano quel "fastidio" ad allattare e ad attaccare continuamente il bambino, soprattutto grandicello, al seno) e il ciuccio (dato come abitudine) sono tappi, al bisogno del bambino di comunicare e di imparare altre modalità di comportamento e di risposta alla frustrazione, al sonno, alla fatica, alla stanchezza, alla rabbia, etc. Vi rimando a uno degli ultimi articoli che ho pubblicato sull'argomento: http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/03/02/ancora-sullo-smettere-di-allattare-e-dormire-di-notte.html
 
Il bambino, come ogni mamma si augura, è capace di smettere di succhiare al seno quando è pronto. Ma è necessario preparare il terreno, creare una comunicazione totale, un ascolto totale, che possano permettere al bambino di ascoltarsi. Questo non significa che sia facile, ma che sia necessario che la parte adulta della relazione, ovvero noi genitori, si prenda sulle spalle la sua responsabilità
e lavori su se stessa, sull'ambiente, sulle emozioni, affiché riesca a "lasciare libero" il bambino di poter fare la sua parte. Su questo Vi rimando all'articolo:
http://www.bimbonaturale.org/node/355
Insomma, EC e rimozione dolce, sono due facce della stessa medaglia e all stesso tempo un modo molto saggio e antico di relazionarsi al bambino, così come si è sempre fatto in tutto il Mondo. Oggi vogliamo vivere nella comodità di dare il seno o il ciuccio al bambino ogni volta che piange, di mettere il pannolino fino a 5 anni e ci nascondiamo dietro "il bambino non è pronto"... "lo farà quando sarà pronto" ... ma siamo noi ad essere pronte ad essere mamme, ad essere adulte?
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