16/04/2010
Ritmo e regolarità per prevenire e curare l'asma
Più volte abbiamo sottolineato come il ritmo e i rituali siano un grande nutrimento per l'anima e la psiche del bambino. vedi approfondimento
Così come il massaggio, l'abbraccio e il confronto fisico con gli altri bambini offrono al bimbo un contenimento fisico, un essere rassicurato sul proprio spazio e i propri confini, il ritmo e i rituali offrono al bimbo quel contenimento psichico che gli permette di non doversi preoccupare di cosa accadrà e di come accadrà.
La conferma di quanto sopra, conosciuto empiricamente dai pedagogisti da secoli, è ora anche confermato scientificamente.
La novità sta nel fatto che anche patologie "fisiche", quali l'asma, possono essere controllate attraverso fattori ambientali quali per esempio offrire ai bambini dei ritmi di vita regolari e con la nostra presenza. Alcuni ricercatori dell’università dell’Illinois, negli Stati Uniti, in base a dati raccolti su una sessantina di bambini asmatici hanno affermato convinti: «I pranzi in famiglia aiutano a ridurre i sintomi dell’asma, perché diminuiscono l’ansia da separazione dai genitori tipica di questi piccoli con problemi respiratori».
Barbara Fiese, direttrice del Family Resiliency Center dell’università statunitense ha valutato come la compromissione della funzionalità polmonare (e quindi la gravità dell’asma) vada di pari passo con la presenza di ansia da separazione. Secondo e più importante dato, le interazioni familiari positive ai pasti possono spezzare questo circolo vizioso riducendo l’ansia e migliorando i sintomi dell’asma.
Insomma è confermato anche in questo caso che se il bimbo capisce che le dinamiche sono sempre quelle e sa che cosa aspettarsi, sviluppa un prezioso senso di sicurezza, particolarmente importante negli asmatici che tendono ovviamente a sentirsi più vulnerabili degli altri.
Altri consigli per far sì che il pasto aiuti a “curare” l’asma? «Mostrare sincero interesse per le attività del bambino, lasciare da parte le discussioni coniugali, far capire al piccolo che c’è sempre un adulto che tiene sotto controllo la situazione. In questo modo il bambino comincia a considerare i suoi sintomi meno minacciosi, sviluppa maggior sicurezza nei confronti di se stesso e delle relazioni familiari e, come corollario, ci guadagna in termini di funzionalità dei polmoni», conclude la ricercatrice statunitense.
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Libri consigliati:
- Guarire dall'asma. Firshein
- Attacco all'asma... e non solo. Ferraro
16:08 Scritto da: mammaserena in educazione, educazione olistica, I genitori domandano, psicologia infantile, salute e benessere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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