25/05/2010
Le difficoltà dell'allattamento prolungato
Continuo a ricevere molte richieste di supporto riguardo al sentitissimo problema dell'allattamento dei bambini "grandi". Il fatto che così tante mamme sentano così forte questo problema dovrebbe farci riflettere sul perche' non vengano offerte delle corrette informazioni fin dall'inizio dell'allattamento al seno, come se il punto fosse solo iniziare ad allattare. Ma quando impariamo ad andare sui pattini a rotelle ci spiegano solo come partire o anche come fermarci?? E se uno vuole fermarsi prima di un altro deve per forza essere piu' bravo o meno bravo???
Secondo me oggi non si fa un buon servizio alle mamme (e indirettamente ai bambini) puntando cosi' tanto sull'allattamento prolungato e a richiesta ad oltranza, ma non perche' non sia giusto bensi' perche' si tende a guardare l'argomento in modo unidimensionale piuttosto che multidimensionale.
Per spiegarmi meglio: e' giustissimo e sacrosanto che tutte le mamme vengano aiutate nell'allattamento al seno, anzi dovrebbero essere ancora piu' seguite, pero' l'allattamento al seno non dovrebbe essere sempre lo stesso, come modalita', in tutte le eta' del bambino. In poche parole: non e' sufficiente imparare ad allattare, occorre anche imparare come modificare l'allattamento a seconda dell'età del bambino.
L'educazione, la pedagogia partono dal presupposto che c'e' un'eta' per tutto e che ci sono cose che posso chiedere a un bambino di 5 anni ma che non posso chiedere a un neonato. Se seguo una pedagogia "rigida" non perche' sia severa, ma perche' risolve tutto sempre allo stesso modo non faccio il bene del bambino, tanto meno quello del genitore.
Mi e' capitato per esempio di scontrarmi con mamme che, seguendo un modello pedagogico del lassismo (lo chiamo io), aspettano sempre che sia il bambino a fare il primo passo. Percio' si allatta finche' il bambino lo richiede, si fa il fratellino se il bambino e' d'accordo, si va in vacanza dove il bambino vuole etc etc etc (e su questo rimando i tantissimi articoli scritti sull'argomento e che trovate nel sito). E cattive le mamme che non lo fanno!
Ma l'educazione non e' una scienza esatta dove 2+2 fa sempre 4. L'educazione e' un'arte e prevede tante sfumature... ogni mamma e' un'artista e non dovrebbe mai essere giudicata, sottoposta ad opinioni esterne, reputata inadeguata...
Tornando all'allattamento, e' vero che nell'idealita' un bambino si stacca dal seno quando e' pronto, ma l'ambiente intorno al bambino (che fino ai 3 anni e' strettamente connesso energeticamente alla mamma) ha necessita' di essere preparato. E per ambiente intendo: l'interiorita' materna, la tranquillita' emotiva familiare, i ritmi, le regole, i rituali, etc... Se io concedo la tetta al bambino sempre, perche' mi hanno detto che il bambino va allattato a richiesta senza spiegarmi che a un bambino di 1 anno possiamo fare delle richieste che a un neonato non possiamo fare, non faccio del bene a quel bambino, perche' al posto di permettergli di evolvere (e ogni evoluzione - fisica, di pensiero, emotiva- richiede sempre un distacco da cio' che era prima) lo tengo fermo li', attaccato a cio' che piu' non e' (il bambino di un anno non e' un neonato, perche' trattarlo come tale?).
Non sto parlando per teorie. ma parto dall'osservazione del fenomeno allattamento negli anni, sia come mamma, sia come professionista.
Il mio bambino piu' piccolo, che ho allattato a richiesta, fino a 2 anni e mezzo, mi ha messo di fronte alle mie credenze errate, mi ha obbligato (esasperando il suo bisogno di stare attaccato sempre alla tetta) a vedere quello che non volevo vedere, cioe' che era cresciuto e che era suo diritto "essere libero" dal mio bisogno di nutrirlo e proteggerlo costantemente. Allo stesso modo nell'iter di formazione AIMI ho avuto modo di riflettere, ed e' stata una cosa per me difficile da accettare come mamma, sul fatto che il bambino piange anche per esprimersi, esattamente come succede a noi adulti. Allora il dargli il ciuccio o il seno appena apre bocca non e' sempre un modo per rispondere prontamente ai suoi bisogni, ma a volte anche un modo per "zittirlo" e "tappargli la bocca" perche' non si riesce a sopportare il suo dolore.
Siccome nell'essere genitori riviviamo il nostro essere stati bambini, a volte facciamo fatica a sopportare quel dolore che forse e' il dolore del nostro bambino interiore, piu' che del figlio reale.
Insomma si potrebbero dire tante cose, comunque, per approfondire potete leggere:
- Rapporto tra EC e allattamento
- Rapporto tra EC e allattamento
Ma venendo al pratico, come fare per diminuire gradualmente le poppate e , se si vuole, terminare completamente l'allattamento senza far piangere il bambino? Leggete l'articolo sulla rimozione dolce in cui troverete tanti spunti.
Puoi leggere anche:
12:35 Scritto da: mammaserena in educazione, salute e benessere | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: le difficoltà dell'allattamento prolungato, allattamento prolungato, smettere allattamento, smettere di allattare, come fare a smettere di allattare | OKNOtizie |
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Commenti
ciao sono elisa mamma come tante,una mamma che adora i suoi bimbi come tante,con i suoi alti e i suoi bassi e il più delle volte i bassi sono intorno alla zona ciclo come tante altre mamme,quello che vorrei dirvi e che mi preme chiedere è questo,io ho allattato i miei figli il primo staccato a forza dai "bravissimi dottori" a 2 anni e mezzo,avessero aspettato una quindicina di giorni nessuno dei due avrebbe sofferto così tanto,il secondo si è staccato "da solo" dopo avere assaggiato un frappè alla vaniglia per bambini in svezzamento a 19 mesi mi ha salutato felice io all'inizio ci sono rimasta un pò male,ma poi vedendo il mio bimbo indipendente ne fui fiera.Però intorno ai miei figli ho cercato di tenere tranquillità niente tv, niente zuccheri sintetici e merendine strapubblicizzate senza dire che sono la causa il più delle volte dell'iperattività di tuo figlio, e con più amore possibile,non abbiamo cercato di fare meno errori possibile proprio perchè non è possibile essere un genitore perfetto, ma cercando di seguire un pò l'istinto e la fiducia che si nutre per la pedagogia,noi abbiamo seguito quella steineriana ma purtroppo solo da quando il primo aveva 7 anni e il secondo 4 pentendoci di non averla seguita da subito,ora mi domando,mettiamo che le mamme siano super mamme come a volte accade,e facciano tutto il possibile per crescere un futuro uomo forte sicuro di se felice e magari altruista, e poi lo mandiamo ad una semplice e comune scuola statale o meglio scuole che seguono il metodo tradizionale statale,com'è che questi bambini poi sono repressi,giudicati,spiazzati,incompresi,a questo punto quanto conta una madre agli occhi degli altri e di tuo figlio se poi nelle normali scuole noi mamme non abbiamo nemmeno il diritto al saluto da parte dei docenti?quanto valiamo dal momento che vanno a scuola noi mamme agli occhi dei nostri figli?se poi la società permette che ci sia ancora nel 2010 un divario tra mamme e scuole e soprattutto tra docenti e bambini che così facendo perdono la cosa più preziosa che è il diritto all'infanzia?se conta di più nelle scuole comuni quanto sa un bambino o peggio quanto è riuscito a copiare da un maestro un bambino e non chi è e cosa sa far di sua iniziativa il bambino "libero"di essere un individuo differente dalla massa di poter esplorare e sperimentare,cosa conta alla fine se poi decidono gli altri,la società, il VOTO scolastico,il giudizio,cosa conta dare amore ai nostri figli se poi vengono ribaltati come calzini da una società che pretende l'inglese agli asili,lo star sempre seduti e buoni all'asilo a scuola,e poi non sappiamo gestire un bimbo a casa che a solo voglia di muoversi,ma ancora una volta viene castrato nella sua crescita fisica e mentale ancora una volta per stare seduto a studiare dopo 7 ore a scuola altre 2/3 a casa? siamo sicuri che poi basta l'amore e la comprensione di noi genitori che amiamo il più possibile i nostri figli,per non farlo affondare in una autocritica continua negativa?io i miei li ho tolti dalla statale andando a 45 minuti di macchina alla scuola steineriana di como,non possiamo permettercela,ma facciamo enormi sacrifici,e aiutiamo all'interno della scuola per arrotondare nella retta,ma nessuno continua a conoscere questa scuola giudicata male dai preti, che non la conoscono, e non la fanno vivere in nessuna scuola,io non so come facciano i vostri figli quando finisce la giornata a scuola,ma i nostri alla steineriana la tiran lunga per giocare ancora un pò,per suonare un pezzo che vogliono farti conoscere,facciamo fatica ogni giorno a portarli via di lì,e so quanto sia onerosa per un povero operaio,ma penso che con l'amore che gli diamo e docenti che ti ritrovi rigorosamente a cena,forse una speranza in più per i nostri figli ci sia,per non lasciare alla società che tanto ama la perfezione un debito ben più grande.Mi piace far notare sempre che all'interno della nostra scuola vi è una frase del nostro grande antroposofo rudolf steiner,ed è questa:
si può insegnare ai bambini in tre modi,con la paura,con l'ambizione e con l'amore,noi abbiamo rinunciato ai primi due.Grazie e scusate il lungo messaggio ma volevo solo condivederlo con altre mamme magari più super di me.Scusate anche la punteggiatura e le frasi forse a metà ma sono livemente dislessica.Un abbraccio.Mamma elisa
Scritto da: elisa | 01/06/2010
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