15/07/2010

Lo sviluppo fisiologico del linguaggio

Cosa intendiamo per LINGUAGGIO?

Intendiamo un sistema di simboli che vengono utilizzati per raccogliere e/o scambiare informazioni. La frase è la componente verbale espressiva del linguaggio.

 

Esiste un solo linguaggio?

No! Possiamo infatti distinguere una capacità produttiva linguistica che possiamo definire linguaggio espressivo ed una capacità di comprensione all’ascolto che può essere definita linguaggio recettivo.

Il linguaggio espressivo si manifesta con il progressivo arricchimento delle capacità recettive ed espressive del bambino a diversi livelli: fonetico, fonologico, lessicale, semantico, morfo-sintattico.

 

Come si sviluppa fisiologiamente il linguaggio nel bambino?

Lo sviluppo normale del linguaggio può essere schematicamente suddiviso in tre periodi :

Periodo delle competenze preverbali ( da 0 a 10 mesi)

Periodo delle prime parole ( da 10 a 18 mesi )

Periodo della frase


 

Durante il periodo delle competenze preverbali il linguaggio recettivo è caratterizzato dalla aumentata capacità di localizzare i suoni. Il linguaggio espressivo è invece caratterizzato dalla emissioni di vocalizzazioni. Il vocalizzare dovrebbe già essere ben definito sin dalle prime 4-6 settimane di vita. La vocalizzazione reciproca è espressione sia di capacità espressive che ricettive: il bambino dopo i tre mesi ascolta ed osserva attentamente se un adulto gli parla e quando l’adulto tace cerca di riprodurre i suoni. Entro i primi 5-6 mesi compare il riso ed una serie di monosillabi, ba, ga. Dopo i 6 mesi compare la lallazione cioè l’emissione di balbettamenti polisillabici bababa, lalala, ecc. Entro i nove mesi compaiono i primi suoni come –ma-ma, pa-pa che il bambino ripete senza significato preciso. La soddisfazione espressa dai genitori per queste espressioni vocali fa sì che il bambino le ripeta frequentemente.

Durante il periodo dei nomi che va dai dieci ai 18 mesi il bambino sembra realizzare che alle persone ed agli oggetti possono corrispondere dei suoni e comincia ad emettere i primi bisillabi con significato. Entro i 12 mesi i bambini spesso sanno dire una o due parole oltre a mamma e papa o sanno indicare altre persone della famiglia. Comincia in questo periodo anche la fase dell’imitazione delle parole degli adulti. Grazie alle capacità riferibili alla sfera del linguaggio ricettivo i bambini entro i 12 mesi possono comprendere sino a 200 parole e possono eseguire un comando semplice se accompagnato da un gesto. Dall’inizio del secondo anno di vita in genere è sufficiente dare al bambino un semplice commando senza gesto di accompagnamento perché egli lo esegua. In genere durante il periodo dei nomi i bambini iniziano a parlare con un loro gergo poco comprensibile che sembra seguire gli alti ed i bassi dell’inflessione del discorso. Il bambino con il gergo si esercita a riprodurre l’andamento dell’inflessione delle frasi dell’adulto (prosodia).

Il linguaggio espressivo progredisce molto più lentamente di quello recettivo. Infatti se il bambino di 12 mesi sa capire sino a 200 parole ne ripete con senso compiuto non più di due o tre. Nel corso del secondo anno di vita il gergo viene sostituito lentamente dalle parole comprensibili ed entro i 18 mesi il bambino spesso è in grado di utilizzare circa 25 parole spontaneamente.

Dai 18 ai 24 mesi si arricchisce il patrimonio di nuove parole comincia ad essere utilizzata la parola-frase cioè singole parole che il bambino usa per esprimere un concetto ad esempio può dire papà indicando l’automobile del padre intendendo “questa è l’auto del papà”. Fra i 24 ed i 36 mesi compare il linguaggio telegrafico con frasi composte da tre-quattro parole senza verbo, articoli, preposizioni. Inizia l’interesse per le illustrazioni dei libri e dovrebbe preoccupare il bambino che a due anni non ha alcun interesse per le illustrazioni, così come deve essere seguito con attenzione il bambino che è incapace di indicare gli oggetti nominati e di rispondere a semplici consegne.

Oltre ad una maggiore complessità della produzione verbale si ha anche una maggiore comprensione del linguaggio del bambino. Anche le competenze ricettive progrediscono al punto che il bambino è in grado di capire il significato di istruzioni più complesse.

Il medico dovrebbe capire un quarto di ciò che dice un bambino di 18 mesi. Due quarti a 24 mesi, tre quarti a tre anni e tutta la produzione verbale a quattro anni.

Dopo i 18-24 mesi le abilità linguistiche si sviluppano ad una velocità straordinaria; a tre anni il vocabolario comprende circa 500 parole, il bambino è in grado di comporre frasi complete, inizia anche la fase dei perché tipici della fase prescolare. L’evoluzione del linguaggio è fortemente influenzato sia da fattori innati che da fattori ambientali. La lettura quotidiana di favole favorisce l’acquisizione di buone competenze linguistiche.

 

 

TAPPE DELLO SVILUPPO VOCALE E DEL LINGUAGGIO

0 – 3 MESI: comunicazione con il pianto o con il sorriso

suoni gutturali, se contento

smette di piangere se la mamma gli parla

reagisce a rumori improvvisi (modifica il comportamento)

 

3 – 6 MESI: pre-lallazione ( trilli, gorgheggi, vocalizzi )

reagisce ai rumori forti

viene attratto dal suono del campanello o dal telefono

può imitare alcuni versi

 

6 – 9 MESI: lallazione (ma-ma, pa-pa )

volge la testa verso un suono o se chiamato per nome

 

9 – 12 MESI: inizia la comunicazione intenzionale

( già dai sei mesi capisce molto bene quando lo si rimprovera e gli si dice di no )

si gira se qualcuno lo chiama

lallazione consonantica variata ( sembra che conversi )

parecchie vocali e consonanti

tentativi di imitazione di vocaboli prodotti dall’interlocutore

prime parole di senso compiuto

 

12 – 18 MESI: prime parole riferite ad un oggetto

inizia la parola-frase

 

18 – 24 MESI: usa 10-20 parole, nomina un oggetto semplice (palla)

associa 2-3 parole in frasi

nomina e indica una immagine

iniziano le prime domande ( dove?, cosa? )

ritrova un oggetto anche se non lo vede (la parola diventa simbolo )

 

2 – 3 ANNI: iniziano le frasi nucleari con competenza

utilizza i pronomi personali ( io, me )

il vocabolario si arricchisce

 

3 ANNI: usa la struttura grammaticale dell’adulto (singolare, plurale, maschile, femminile, articolo, avverbi, ecc… )

 

DOPO I 3 ANNI: si arricchiscono le strutture lessicali e morfosintattiche

 

 

Con il contributo di Vitalia Murgia, pediatra di famiglia, Presidente CESPER

 

Leggi anche:

- Il bimbo che balbetta

- Bambini che parlano male

 

Commenti

La mia nipotina ha avuto un ritardo nel linguaggio,dai tre ai cinque anni poi tutto si è normalizzato....ha imparato presto ascrivere e legge molto.....ma quante notti mi sono svegliata con la preoccupazione del suo silenzio,ora quando mi dice che sono grassina e non posso mettermi in costume,sono felice!!ma non parla al telefono, ha 8 anni e quando deve salutare qualcuno al telefono si blocca.Si limita a salutare ed è telegrafica, come stai? quando vieni?
Non racconta volentieri,e mi sembra addirittura che la sua impostazione di voce sia diversa quando deve parlare al telefono,io penso che sia ancora una coda del disturbo.Ma non oso dire questo ai suoi genitori,e possibile??comunque ....coraggio a tutti e calma

Scritto da: cristiana | 14/09/2010

Ciao cara Cristiana!
Io personalmene propenderei per il fatto che il telefono, non essendo un modo "naturale" di comunicare, non attragga in modo particolare la bambina, al di la' dei possibili disturbi del linguaggio che vanno diagnosticati da un professionista.
In ogni caso, se il problema e' il fatto che la bambina non si racconta, esclusivamente al telefono, potrebbe essere solo una personale antipatia per questo mezzo e una questione di temperamento. Teniamo anche in considerazione che il nono anno di eta' porta con se' una grande crisi, puoi leggere:
http://www.bimbonaturale.org/node/364
Abbi quindi tanta tanta fiducia!
cari auguri

Scritto da: mammaserena | 15/09/2010

Ciao,
sono mamma di una bumba di circa tra anni (fra un mese) e da un pò francamente preoccupata perchè non parla affatto in modo comprensibile a chi non la conosce.
Il fonema "qu " di questo ad esempio lo pronuncia "T" come tetto, "g" lo dice "D" come doco (gioco), mio lo dice "gnio", non dice barbie, ma dice "daddi" però bambi lo dice "babbi", "tattalle"signigica farfalle, "otesci"-potessi, "asciù-dandino "significa Gesù bambino, "attino"-lettino, "tato"è prato, la sorella Chiara la chiama "Iaia"....ho delle perplessità....cosa posso fare per stimolarla o è il caso di farle fare chessò io degli esercizi o dei giochi mirati???

Scritto da: daniela | 30/12/2010

ciao Cara Daniela, benvenuta tra noi!
I bambini a cui si parla beneimparano a parlare correttamente senza problemi, ognuno con i suoi tempi. A 3 anni può ancora starci una non perfetta pronuncia delle parole.
Dobbiamo dare tempo e fiducia al bambino, parlargli con un linguaggio corretto e non bambinesco e trattenerci dal divertimento e dalla tenerezza di imitare il loro modo di parlare.
Trovi altri suggerimenti in questi articoli:

http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/10/29/bimbo-che-balbetta.html

http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2008/12/22/bambini-e-problemi-come-riconoscerli-e-affrontarli.html

http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/07/15/bambini-che-parlano-male.html


Seguendo questi consigli vedrai che con un po' di pazienza la Tua bimba imparera' a pronunciare correttamente tutte le parole.
cari auguri!

Scritto da: mammaserena | 30/12/2010

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