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Tosse e raffreddore, rimedi naturali

Ritorna la stagione fredda e, con lei, i soliti raffreddori…

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Noi a casa abbiamo qualche trucchetto che ci permette di passare indenni questi piccoli disturbi curandoci senza farmaci.

– POLENTINA DI SEMI DI LINO CONTRO TOSSE E CATARRO

Mia figlia si è svegliata la scorsa notte con tosse e fatica a respirare, un sacchetto con semi di lino appoggiato tiepido sul torace ha risolto in due giorni il fastidio, è riuscita ad addormentarsi e a dormire bene nonostante il fastidio.

I semi di lino sono emollienti e antiinfiammatori: sbloccano il catarro come niente altro.

Come si prepara la polentina

Versate in un pentolino un dito di acqua e portatela a bollore. Aggiungete qualche cucchiaio di farina di semi di lino mescolando con un cucchiaio di legno. Dovete ottenere una consistenza simile alla polenta.
Spalmate l’impasto su un telo di cotone o di lino. Applicate direttamente sul petto e sulla schiena più caldo possibile. Attenzione alla temperatura che potrebbe provocare ustioni sulla pelle delicata dei bimbi.
Togliete subito quando non è più caldo (se lo lasciate l’impacco diventa dannoso perché umido e freddo).

Per comodità si può stendere la polentina su una garzetta e poi avvolgerla nel telo, così polentina e garza vengono gettate e il telo rimane pulito.

– SACCHETTO CON ERBE BALSAMICHE CONTRO TOSSE E RAFFREDDORE

Anche in questo caso il raffreddamento potrebbe rendere la notte dei bambini un po’ agitata. Io utilizzo con successo un unguento balsamico, un diffusore di oli essenziali e un cuscino ripieno di erbe balsamiche ben caldo sul petto.

– IMPACCO DI SENAPE NERA CONTRO IL FORTE RAFFREDDAMENTO

 In caso si forte raffreddore, naso chiuso, sinusite, naso che cola, stanchezza, emicrania. Attenzione al potere ustionante e urticante della farina di senape nera, applicare solo per pochissimi minuti!

Come fare:

PEDILUVIO = 1 secchio di acqua calda e una manciata di farina di senape nera. Mettere i piedi nel secchio per 10 minuti max. Sciacquare con acqua tiepida e tenere ben al caldo avvolgendo piedi e gambe in una coperta di lana.

COMPRESSA = scaldare acqua, mettere poca farina al centro di una garzina, chiudere bene, immegere nell’acqua calda strizzare benissimo e applicare (MAX 5/6 minuti, attenzione ai bambini anche meno!) su fronte, guance, petto, sotto i piedi, dove ne sentiamo necessità.

N.B. VARIANTE: in caso di sinusite va benissimo anche la polentina di lino, una compressa di zenzero (come senape) e un decotto di rosmarino, timo e origano.

 

Dove acquistare i prodotti:

Lino, farina

– Senape nera

Cuscino erbe balsamiche

L’oleolito di Achillea Millefoglie

oleolito achillea.jpgL’Achillea è una pianta che non può mancare quando c’è una donna in casa: è una delle erbe associate al pianeta Venere, che esplica la sua attività di rivitalizzatore.

L’Achillea è la pianta del fegato (“il grande vivificatore”, infatti ogni cura antroposofica parte sempre dalle compresse di Achillea Millefoglie sul fegato) ed è utilissima nei problemi del ciclo femminile e anche come potente cicatrizzante della pelle (viene anche chiamata “erba dei tagli”). Combatte le malattie nervose, le mestruazioni dolorose, la leucorrea.

L’Achillea può essere utilizzata per via interna, sotto forma di tisana, ma spesso esplica un’azione fortissima soprattutto per via esterna.

In questo post vorrei parlarvi nello specifico dell’oleolito di Achillea: l’oleolito, usato quotidianamente, ha la capacità di rigenerare completamente l’epidermide.

Il nome Achillea deriva infatti dall’eroico personaggio Achille, al quale il centauro Chirone insegnò l’arte di curare le ferite con questa pianta, dall’alto potere cicatrizzante.

La tradizione lo ritiene per l’appunto un valido aiuto in casi di cicatrici e smagliature. Secondo la tradizione erboristica ha proprietà antinfiammatorie, schiarenti, lenitive, protettive capillari. Si utilizza per massaggi e impacchi in caso di pelle sciupata, macchie cutanee, capillari deboli.

 

COME FARSI L’OLEOLITO DI ACHILLEA IN CASA:

 

Fare gli oleoliti è un procedimento piuttosto semplice, fare dei buoni oleoliti implica però una grande cura, l’utilizzo di materie prime di eccellente qualità e l’accuratezza di seguire il procedimento passo passo.  Il modo più nobile per realizzare un oleolito è il procedimento di estrazione tramite decozione solare: occorre usare un vaso di vetro trasparente a bocca larga da riempire con fiori essiccati di achillea millefoglie (se possibile da raccolta spontanea o da coltivazione biodinamica). 

Si coprono i fiori con olio extravergine di oliva biologico o biodinamico e si chiude in modo ermetico (per proteggere dalle eventuali intemperie). Le quantità sono circa 400 gr. di capolini di achillea essiccati in 750 ml di olio. 

Il vaso va esposto per 1 settimana al sole, avendo la cura di rimestare quotidianamente. Dopo 1 settimana il composto va travasato in vetro verde e marrone e lasciato in decozione in un luogo dove prende il sole solo per mezza giornata.

Occorre ancora 1 mese per ottenere l’estrazione dei principi attivi dell’achillea da parte dell’olio. Dopo questo tempo si può filtrare e utilizzare direttamente sulla pelle.

Affinché l’olio faccia effetto la regola è di tenere sempre “bagnata” la parte bisognosa di cura (attraverso un impacco da fissare sulla pelle) .

Per l’uso quotidiano come olio cosmetico si raccomanda l’uso alla sera, perché può dare fotosensibilità.

Un altro ottimo modo di utilizzare l’oleolito è realizzare delle creme o unguenti per uso quotidiano: potete realizzare un’ottima crema utilizzando cera d’api o burro di karite’, oleolito e olio essenziale. Si scioglie la cera a bagnomaria, si aggiunge olio in quantita’ desiderata e si profuma con qualche goccia di olio essenziale. Si versa la preparazione calda in un contenitore per crema e si lascia raffreddare. Una volta fredda la preparazione può essere usata in sostituzione della comune crema.

 

Acquista l’achillea per farti l’oleolito

 

Libri utili:

 

L’achillea, una pianta straordinaria

 

Virtù e segreti delle piante medicinali