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Un bagno di fieno contro la febbre

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Quando si gira per le campagne è bellissimo vedere le palle di fieno sistemate ordinatamente qua e là.

Sappiamo che il fieno diventa nutrimento per animali, ma forse pochi conoscono le sue proprietà: il fieno è antisettico, astringente, risolutivo, calma i dolori reumatici.

Si sua contro i sudori, nelle piaghe dei piedi, nelle contusioni di ogni specie, nell’atrite dei piedi, negli indurimenti e nodosità, nella putrefazione delle dita, nelle unghie incarnite, facendo un pediluvio tiepido di 20-25 minuti e poi lavando i piedi rapidamente con acqua fredda, in seguito tenere al caldo.

 

Come utilizzarlo?

BAGNO DI FIENO: aumenta il metabolismo, stimola la sudorazione, mette in movimento le difese dell’organismo. Indicato per le patologie febbrili di adulti e bambini, sinusiti, sui bambini nervosi e inquieti può avere effetti calmanti e tranquillanti, soprattutto se praticato prima di andare a letto. Da unire in questi ultimi casi al bagno di sovrariscaldamento, che si esegue (secondo Schlenz che ha dimostrato l’efficacia di queste terapie di sotegno per stimolare l’autodifesa dell’organismo) riscaldando l’acqua del bagno alla temperatura corporea del bambino, il bambino poi in posizione supina viene immerso nell’acqua molto lentamente e progressivamente fino a lasciare scoperti solo bocca e naso. Nei successivi 30 minuti la temperatura viene aumentata progressivamente di 1 grado, un grado e mezzo aggiungendo acqua più calda dalla parte dei piedi. Attraverso l’aumento della temperatura si provoca una “febbre artificiale”: si spazzola dunque il bambino, sott’acqua, con una spazzola morbida o un panno di spugna grossa. Ogni tanto mettere il bambino a sedere. E’ necessario che il bambino durante questo bagno possa bere durante le pause in cui è seduto. Alla fine del bagno (si può arrivare fino a 30 minuti, come detto) si fa sedere il bambino, lo si fa poi alzare lentamente, avvolto in un accapatoio ben caldo e adagiato in un letto caldo. Si continua anche la somministrazione di liquidi, meglio se infuso di rosa canina, tiglio e malva aggiungendo succo di lime e miele.

A questo bagno si aggiunge il fieno con questa preparazione:

Versare una manciata di fieno in 1 litro di acqua fredda, portare a ebollizione, lasciare in infusione 30 minuti, filtrare e aggiungere l’infuso all’acqua del bagno.

 

– IMPACCHI CALDI DI FIORI DI FIENO: Oltre ai bagni di fieno, sono utili anche gli impacchi caldi di fiori di fieno. Con i fiori vengono riempiti dei sacchetti che, una volta riscaldati a vapore, vengono applicati in varie zone del corpo: dalla zona cervicale a quella renale, dalle spalle alle ginocchia, dal fegato all´addome. Bisogna evitare che i fiori di fieno svolgano un´azione troppo blanda perché poco riscaldati ma anche che non siano troppo caldi, onde evitare un´ustione.

Il sacchetto ben caldo va avvolto in un asciugamano e pian piano appoggiato nel punto stabilito.
Quando il calore diventa sopportabile l´impacco va avvolto ben stretto con un asciugamano e una coperta.

– CUSCINO AL FIENO: se soffrite di insonnia o di cefalea potete prepararvi un cuscino al fieno. Procuratevi 3 h di fieno morbido e riempite con questo composto un sacchetto e infilatelo tra la federa e il cuscino. Dormendo, il calore del vostro corpo riscalderà il cuscino ripieno e voi respirerete gli effluvi che il fieno libererà.

CLISTERE: spesso risulta difficile bere gli infusi, soprattutto se il sapore delle erbe non è gradevole. Il clistere è un ottimo modo per assorbire le proprietà delle erbe senza doverle bere. Inoltre le ricerche hanno dimostrato come il più ampio sistema difensivo dell’organismo si trovi proprio nell’intestino: esso è la sede più estesa del nostro sistema immunitario. Il clistere si rivela dunque uno dei più efficaci strumenti di ben-essere, sia per gli adulti sia per i bambini. Nell’enteroclisma si usa l’infuso di erba filtrato e unito, se necessario ad altra acqua. Si utilizza tiepido, a temperatura corporea (tra 37 e 42 gradi) Per i bambini circa 1/2 litro, per un adulto tra 1 lt e 1/2 e i 2 litri.

 

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Libri utili:

Terapie naturali. Terra e Argilla

Chi ha detto che è necessario mangiare carne

broccoli.jpgTutte le mamme e le nonne hanno sempre ritenuto che per rinforzare il fisico dei bambini fosse necessario l’apporto di proteine dato dalla carne.

Una delle obiezioni più comuni a una mamma che voglia svezzare e nutrire suo figlio seguendo la dieta vegetariana è proprio quella che il fisico non possa crescere forte e robusto senza la carne.

Ora, invece, uno sudio condotto in uno dei centri mondiali più famosi per le ricerche nel campo di salute e alimentazione, il Karolinska Institutet di Stoccolma, ha dimostrato che alcuni vegetali sono in grado di fortificare la muscolatura al pari della carne.

Questi vegetali sono bietole, lattuga, broccoli e barbabietole rosse che, con una porzione di 600 gr. alla settimana, garantiscono un apporto di nitrati sufficiente a incrementare alcune proteine.

Inoltre, queste come molte altre verdure (meglio se coltivate in modo biologico e biodinamico), cntengono vitamina C e acido folico utile per garantire benessere cellulare e un sistema immunitario efficiente.

Un altro buon motivo e rassicurazione per promuovere la dieta vegetariana: un eccesso di carne porta a diversi inconvenienti tra cui l’aumento del colesterolo, responsabile di problemi circolatori, e il ridotto funzionamento dell’intestino.

Libri utili:

Vegetariano, si o no?

Figli vegetariani

Ricette vegetariane per i bambini

Tosse e raffreddore, rimedi naturali

Ritorna la stagione fredda e, con lei, i soliti raffreddori…

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Noi a casa abbiamo qualche trucchetto che ci permette di passare indenni questi piccoli disturbi curandoci senza farmaci.

– POLENTINA DI SEMI DI LINO CONTRO TOSSE E CATARRO

Mia figlia si è svegliata la scorsa notte con tosse e fatica a respirare, un sacchetto con semi di lino appoggiato tiepido sul torace ha risolto in due giorni il fastidio, è riuscita ad addormentarsi e a dormire bene nonostante il fastidio.

I semi di lino sono emollienti e antiinfiammatori: sbloccano il catarro come niente altro.

Come si prepara la polentina

Versate in un pentolino un dito di acqua e portatela a bollore. Aggiungete qualche cucchiaio di farina di semi di lino mescolando con un cucchiaio di legno. Dovete ottenere una consistenza simile alla polenta.
Spalmate l’impasto su un telo di cotone o di lino. Applicate direttamente sul petto e sulla schiena più caldo possibile. Attenzione alla temperatura che potrebbe provocare ustioni sulla pelle delicata dei bimbi.
Togliete subito quando non è più caldo (se lo lasciate l’impacco diventa dannoso perché umido e freddo).

Per comodità si può stendere la polentina su una garzetta e poi avvolgerla nel telo, così polentina e garza vengono gettate e il telo rimane pulito.

– SACCHETTO CON ERBE BALSAMICHE CONTRO TOSSE E RAFFREDDORE

Anche in questo caso il raffreddamento potrebbe rendere la notte dei bambini un po’ agitata. Io utilizzo con successo un unguento balsamico, un diffusore di oli essenziali e un cuscino ripieno di erbe balsamiche ben caldo sul petto.

– IMPACCO DI SENAPE NERA CONTRO IL FORTE RAFFREDDAMENTO

 In caso si forte raffreddore, naso chiuso, sinusite, naso che cola, stanchezza, emicrania. Attenzione al potere ustionante e urticante della farina di senape nera, applicare solo per pochissimi minuti!

Come fare:

PEDILUVIO = 1 secchio di acqua calda e una manciata di farina di senape nera. Mettere i piedi nel secchio per 10 minuti max. Sciacquare con acqua tiepida e tenere ben al caldo avvolgendo piedi e gambe in una coperta di lana.

COMPRESSA = scaldare acqua, mettere poca farina al centro di una garzina, chiudere bene, immegere nell’acqua calda strizzare benissimo e applicare (MAX 5/6 minuti, attenzione ai bambini anche meno!) su fronte, guance, petto, sotto i piedi, dove ne sentiamo necessità.

N.B. VARIANTE: in caso di sinusite va benissimo anche la polentina di lino, una compressa di zenzero (come senape) e un decotto di rosmarino, timo e origano.

 

Dove acquistare i prodotti:

Lino, farina

– Senape nera

Cuscino erbe balsamiche

L’oleolito di Achillea Millefoglie

oleolito achillea.jpgL’Achillea è una pianta che non può mancare quando c’è una donna in casa: è una delle erbe associate al pianeta Venere, che esplica la sua attività di rivitalizzatore.

L’Achillea è la pianta del fegato (“il grande vivificatore”, infatti ogni cura antroposofica parte sempre dalle compresse di Achillea Millefoglie sul fegato) ed è utilissima nei problemi del ciclo femminile e anche come potente cicatrizzante della pelle (viene anche chiamata “erba dei tagli”). Combatte le malattie nervose, le mestruazioni dolorose, la leucorrea.

L’Achillea può essere utilizzata per via interna, sotto forma di tisana, ma spesso esplica un’azione fortissima soprattutto per via esterna.

In questo post vorrei parlarvi nello specifico dell’oleolito di Achillea: l’oleolito, usato quotidianamente, ha la capacità di rigenerare completamente l’epidermide.

Il nome Achillea deriva infatti dall’eroico personaggio Achille, al quale il centauro Chirone insegnò l’arte di curare le ferite con questa pianta, dall’alto potere cicatrizzante.

La tradizione lo ritiene per l’appunto un valido aiuto in casi di cicatrici e smagliature. Secondo la tradizione erboristica ha proprietà antinfiammatorie, schiarenti, lenitive, protettive capillari. Si utilizza per massaggi e impacchi in caso di pelle sciupata, macchie cutanee, capillari deboli.

 

COME FARSI L’OLEOLITO DI ACHILLEA IN CASA:

 

Fare gli oleoliti è un procedimento piuttosto semplice, fare dei buoni oleoliti implica però una grande cura, l’utilizzo di materie prime di eccellente qualità e l’accuratezza di seguire il procedimento passo passo.  Il modo più nobile per realizzare un oleolito è il procedimento di estrazione tramite decozione solare: occorre usare un vaso di vetro trasparente a bocca larga da riempire con fiori essiccati di achillea millefoglie (se possibile da raccolta spontanea o da coltivazione biodinamica). 

Si coprono i fiori con olio extravergine di oliva biologico o biodinamico e si chiude in modo ermetico (per proteggere dalle eventuali intemperie). Le quantità sono circa 400 gr. di capolini di achillea essiccati in 750 ml di olio. 

Il vaso va esposto per 1 settimana al sole, avendo la cura di rimestare quotidianamente. Dopo 1 settimana il composto va travasato in vetro verde e marrone e lasciato in decozione in un luogo dove prende il sole solo per mezza giornata.

Occorre ancora 1 mese per ottenere l’estrazione dei principi attivi dell’achillea da parte dell’olio. Dopo questo tempo si può filtrare e utilizzare direttamente sulla pelle.

Affinché l’olio faccia effetto la regola è di tenere sempre “bagnata” la parte bisognosa di cura (attraverso un impacco da fissare sulla pelle) .

Per l’uso quotidiano come olio cosmetico si raccomanda l’uso alla sera, perché può dare fotosensibilità.

Un altro ottimo modo di utilizzare l’oleolito è realizzare delle creme o unguenti per uso quotidiano: potete realizzare un’ottima crema utilizzando cera d’api o burro di karite’, oleolito e olio essenziale. Si scioglie la cera a bagnomaria, si aggiunge olio in quantita’ desiderata e si profuma con qualche goccia di olio essenziale. Si versa la preparazione calda in un contenitore per crema e si lascia raffreddare. Una volta fredda la preparazione può essere usata in sostituzione della comune crema.

 

Acquista l’achillea per farti l’oleolito

 

Libri utili:

 

L’achillea, una pianta straordinaria

 

Virtù e segreti delle piante medicinali

 

Acne e relazione con il latte

latte.jpgE’ stata trovata una correlazione tra consumo di latte e acne negli adolescenti.

All’Università di Harvard sono stati condotti tre studi che hanno messo in relazione la comparsa dell’acne negli adolescenti di entrambi i sessi con il consumo di latticini, attribuendo il problema al contenuto di ormone sessuale steroideo che si trova di solito nel latte vaccino (il naturale ormone presente nel latte, senza utilizzo di ulteriori ormoni nell’allevamento degli animali), in particolar modo nel latte scremato.

Per leggere l’articolo completo vai su Scienza vegetariana

Problema siccità ed etica dei consumi

Vegetarian-vegetarians-loveus2.gifRicevo da Società Vegetariana  e non posso che diffondere:

Ecco come una parte della umanità sta determinando la povertà e la morte reale di miliardi di persone.

In data odierna (14 Agosto 2012) Repubblica ha pubblicato due articoli

http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/14/news/la_siccit_brucia_frumento_mais_e_soia_nel_mondo_torna_l_allarme_prezzi-40915358/?ref=HRER1-1

 

http://www.repubblica.it/ambiente/2012/08/14/news/coldiretti-40931430/?ref=HREC1-1

 

Si evidenzia che:

– un terzo della produzione di cereali (che adesso vengono a mancare) è utilizzato per gli allevamenti intensivi(=per produrre carne per noi)
– il crollo dei raccolti USA è del 13% per il mais e del 12% per la soia, usati per alimentare gli animali destinati alla produzione di latte e carne.

 

Nonostante questo, non viene in mente che per evitare questo assassinio che in questo istante si sta compiendo (non si tratta solo di povertà ma di concreta impossibilità di vivere, non potendo mangiare) basterebbe considerare quanto fonti autorevoli hanno più volte sostenuto Se i cereali fossero destinati ad uso umano si potrebbe sfamare DA SUBITO una popolazione 10 volte superiore a quella attuale

Tra i tanti a dirlo, c’è Rajendra Pachauri, premio Nobel per la Pace (2007) e presidente dell’IPCC (gruppo intergovernativo, Agenzia dell’Onu che si occupa di valutare i dati sui cambiamenti climatici)

Ecco il link:

http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=297

 

Ed ecco cosa dicono altri scienziati, ricercatori:

La bistecca che distrugge il pianeta

http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=131

 

4mila litri d’acqua a bistecca, gli sprechi che non vediamo (Earth Overshoot Day)

http://www.societavegetariana.org/site/modules/news/article.php?storyid=307

 

Probabilmente ci si rende conto di un eccidio solo quando si legge che è accaduto, nei libri di storia.

COSA E’ L’EARTH OVERSHOOT DAY

Da ottobre 2011, secondo i calcoli del Global Footprint Network, saremo anche quest’anno in debito con il pianeta Terra. Avremo superato infatti il budget di risorse naturali a nostra disposizione per l’anno solare in corso.

La conseguenza? Inizieremo di nuovo a impoverire le riserve naturali e ad accumulare CO2 nell’atmosfera aumentando il deficit ecologico già esistente.

L’Earth Overshoot Day (calcolato dal Global Footprint Network su un’idea del NEF – New Economics Foundation, una fondazione inglese) si basa sul concetto di impronta ecologica e sovraconsumo ecologico.

L’impronta ecologica misura quanta area produttiva (terra e mare) è necessaria ad una popolazione
per produrre ciò che consuma e per assorbire i rifiuti che emette.
Il sovraconsumo ecologico si instaura quando la domanda di risorse eccede la capacità rigenerativa della Terra e la produzione di rifiuti è superiore alla capacità della biosfera di assorbirli.

L’Earth Overshoot Day individua (ovviamente in maniera approssimativa) il giorno dell’anno in corso in cui l’umanità entra in questo sovraconsumo ecologico ed inizia ad intaccare il “capitale” delle risorse naturali del pianeta (avendo esaurito il “reddito” di cui poteva disporre) oppure aumenta l’inquinamento ambientale.

Poiché l’Overshoot day ricorre in anticipo anno dopo anno il Global Footprint Network afferma che perseverando nell’andamento corrente, prima della metà del secolo avremmo bisogno di 2 pianeti per continuare a soddisfare la nostra domanda (spesso di beni superflui).

Sarebbe urgente chiedersi se:
– non sarebbe il caso che ci rendessimo infine responsabili dei nostri stili di vita;
– non sarebbe infine ora di considerare i nostri doveri nei confronti delle generazioni future.

Come tenere sotto controllo l’inquinamento all’interno delle nostre case

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Si parla spesso dell’inquinamento dell’aria e dell’ambiente, ma quando si è a casa ci si sente protetti e al sicuro. E’ proprio così?

Secondo una ricerca dell’ Epa,
l’ Ente Usa di protezione ambientale,
l’ aria di casa è da 1 a 5 volte più inquinata di quella esterna. E non solo, l’esposizione all’aria di casa è da 10 a 50 volte più elevata di quella all’aria esterna.

Sono numeri che fanno riflettere, soprattutto se si è mamme e si passa la maggior parte della giornata a casa con i piccoli.

L’inquinamento dell’aria di casa può portare nel breve periodo a nausea, mal di testa, affaticamento, irritazioni a occhi, naso e gola, nel lungo si parla ddirittura di tumori.

Cosa concorre ad aumentare il livello di inquinamento delle nostre case?

– L’uomo innanzitutto, con le relative attività.

– Processi di combustione, fumo, tabacco.

– Sistemi di trattamento dell’aria (riscaldamento o raffreddamento)

– Materie prime utilizzate per costruire e imbiancare.

– Mobili e arredi

– Prodotti utilizzati per la pulizia.

– La presenza di animali.

Quali sono i migliori modi per garantire alla nostra abitazione un’aria salubre:

INGRESSO

– Sistemare uno o più zerbini e lasciare le scarpe all’ingresso della casa, sulle scarpe, infatti, si annidano sporco di ogni genere e batteri.

IN CUCINA

– Quando gli elettrodomestici sono in funzione stare ad almeno 1 metro di distanza

– Non sostare vicino al forno microonde

– La fiamma dei fornelli deve essere blu, se così non fosse la combustione potrebbe avvenire con rilascio di sostanze tossiche, meglio far intervenire un tecnico.

– Tenere sempre la finestra un poco aperta mentre si cucina, far funzionare la cappa aspirante (e tenere i filtri puliti) per evitare che il vapore si depositi sulle pareti e sulle piastrelle favorendo la formazione di muffe e batteri.

– Non esagerare nell’uso dei prodotti per la pulizia, o sceglierli ecologici, meglio se fai da te, in questo nostro articolo ti spieghiamo come fare.

 

SALOTTO

– Preferire stoffe e arredi in materiali naturali (lino, cotone, legno…) i materiali sintetici rilasciano formaldeide, ritenuta cancerogena.

– Per profumare l’ambiente usare preferibilmente prodotti a base di cere e profumazioni naturali ( candele in cera d’api vergine, oli essenziali…), il modo migliore per purificare l’ambiente è il ricambio d’aria frequente.

– Tv, dvd, computer, etc. rilasciano campi elettromagnetici e consumano elettricità, stare a distanza ragionevole e non tenerli in stand-by aiuta anche a risparmiare.

 

CAMERA DA LETTO

 – Anche qui la regola d’oro è cambiare spesso l’aria: gli acari si annidano in materassi, cuscine e coperte, occorre areare bene il letto ogni giorno e lavare con acqua bollente lenzuola e coprimaterassi.

– Gli animali domestici non dovrebbero essere abituati a salire su letti, divani e su tutte le stoffe che non possano essere lavate quotidianamente  ad alte temperature.

– Radio, cellulari, sveglie dovrebbero stare più lontani possibili da dove si riposa.

– I vestiti ( e i giocattoli, nel caso della cameretta dei bambini) non dovrebbero stare sparsi per la stanza a riempirsi di polvere e sporco, meglio che tutto sia riposto in luogo riparato. Se portiamo a casa dalla lavanderia abiti e coperte lasciamoli all’aria aperta per qualche ora per smaltire i solventi usati per la pulizia.

– Contro le tarme evitare la naftalina e preferire legno di cedro, lavanda e canfora naturale.

 

ALTRI ACCORGIMENTI

– Cambiare spesso i filtri del condizionatore

– Fare ogni anno la revisione dei fumi della caldaia.

– Con il camino meglio usare legno di cedro, acero, olmo e quercia e non pino e abete che depositano catrame con la combustione.

– Anche il rumore è una forma di inquinamento! Preferire l’installazione di vetri e infissi ben isolanti.

– I muri possono assorbire i rumori, applicando pannelli in sughero, feltro e fibra di legno.

altre informazioni su www.isolando.it (Ministero dell’Ambiente)

 

Libri consigliati:

 – La casa ecologica e risparmiosa

Aromaterapia nella casa ecologica

Vivere in una casa naturale

Saponi  e detersivi naturali

La casa naturale dalla A alla Z

 

 

Troppe le medicine a portata di bambino

child_pills_1.jpgLa cronaca quotidiana ci riporta diversi casi di intossicazione, anche grave, dovuta all’assunzione da parte di bambini di farmaci trovati per casa.

La fascia più a rischio è quella dei bambini piccoli, dall’anno di età quando cominciano a esplorare la casa, ai 5 anni circa.

Oggi la notizia del cerotto antidolorifico applicato da un bambino di 3 anni che lo ha portato in coma (il cerotto contiene oppiacei). Negli Stati Uniti in cima alla lista dei farmaci assunti ci sono oppioidi e sedativi, in Italia parlando di esposizioni accidentali al primo posto compaiono gli analgesici che comprendono molte classi di farmaci tra cui antinfiammatori, antipiretici, paracetamolo e così via. Seguono gli ormoni, perché i bambini magari trovano nel comodino la pillola della mamma e la ingeriscono; e ancora gli antimicrobici, gli antiasmatici, gli antistaminici.

Secondo il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano «Per ogni 10 consulenze richieste ai nostri Centri, per casi di bambini sotto i 6 anni che hanno ingerito farmaci — spiega Franca Davanzo – circa 3 sono attribuibili ad errore terapeutico». Tutto il resto, invece, riguarda i cosiddetti “accessi incontrollati”, ovvero pillole che i bambini trovano in casa e che troppo spesso ingoiano per gioco. Rischiando invece conseguenze gravi.

Negli Stati Uniti, uno studio pubblicato di recente dall’Università di Cincinnati sul Journal of Pediatrics su oltre mezzo milione di bambini minori di 5 anni ha denunciato l’aumento vertiginoso delle intossicazioni da farmaci: dal 2001 al 2008, i piccoli pazienti visitati nei dipartimenti di emergenza per aver ingerito accidentalmente principi attivi anche molto potenti trovati in casa sono aumentati di quasi un terzo (+28%) e anche di più sono cresciuti i ricoveri (+36%).

 

Occorre dunque cercare di creare un ambiente sicuro per i bambini evitando innanzitutto l’autoprescrizione di farmaci e tenendo le confezioni di farmaci utilizzati dagli adulti in cassette chiuse e non raggiungibili dai più piccoli.

Libri consigliati:

Sicurezza di casa mia

La nostra casa sana e sicura

La piramide dell’acqua

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Lo sappiamo tutti, ma si continua a fare finta di niente: entro il 2022 l’acqua sarà un bene di lusso. Ad oggi 1 persona su 6 in tutto il pianeta non ha accesso all’acqua, 1 miliardo di persone dispone di 20 litri di acqua al giorno, un italiano medio consuma 385 litri al giorno, un americano 575.

In occasione della giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, Il Barilla Center for Food and Nutrition e la sua piramide dell’acqua sono state ritenute “tra i migliori modelli alimentari per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche”.

Per misurare l’impatto di ciascun prodotto sulle risorse idriche del pianeta è stato realizzato un indicatore complessivo e multidimensionale chiamato water footprint (impronta idrica), che prende in considerazione il contenuto d’acqua virtuale di un prodotto, costituito dal volume d’acqua dolce consumata direttamente o indirettamente per realizzarlo, e calcolato sommando tutte le fasi della catena di produzione.

Ad esempio, produrre un pomodoro richiede 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2400 litri d’acqua, una T-shirt 2000 litri d’acqua, un paio di scarpe di cuoio 8000 litri. Più in generale, il consumo d’acqua virtuale giornaliero per alimentarsi varia da circa 1500-2600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4000-5400 litri per una ricca di carne.

Unendo questa piramide alla piramide della buona nutrizione

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si è visto che i cibi che fanno meglio e che dovremmo consumare di più (frutta, verdura, cereali) sono proprio quelli che richiedono un minor utilizzo di acqua. Una dieta vegetariana richiede un consumo di 1500 litri al giorno rispetto ai 5000 di una dieta onnivora.

Un altro motivo, dunque, per ripensare alle nostre abitudini quotidiane e a fare le nostre scelte con maggior consapevolezza: ridurre lo spreco si può e si deve!

Libri consigliati:

– 50 idee per risparmiare acqua e energia

– Chiudiamo il rubinetto!

Alberi antinquinamento

Sappiamo che gli alberi producono ossigeno e che permettono la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra. Ora l’Università di Parma ha verificato come non solo la natura sia in grado di assorbire anidride carbonica, ma anche di avere una vera e propria funzione anti-inquinamento. Gli alberi sono dei filtri purificatori, ingoiano le sostanze tossiche, le modificano e le rendono non nocive.

Le sostanze che gli alberi assorbono sono quelle contenute anche in: vernici, detersivi, elettrodomestici, computer.

Quali sono le piante antismog da tenere in appartamento?

DRACAENA, che combatte gli inquinanti di plastiche, collanti e schiume degli isolanti

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FICUS, contro formaldeide e fumo

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POTHOS, blocca i vapori chimici

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SPATHYPHILLIUM, mitiga benzene e trielina

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All’aperto, per filtrare l’aria inquinata si può ricorrere al lauro, al pitosforo e al ligustro, ma anche all’olivo, rosmarino e ginepro. Alla Warnell University, in Georgia (Stati Uniti) hanno provato come un viale alberato possa abbattere il 60% dell’inquinamento prodotto dalle auto. Gli alberi migliori sono i tigli, gli olmi e gli aceri.

 

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