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Candele, portalumini, diffusori, un toccasana per i bambini.

L’aria che noi respiriamo è caricata con energia elettrica e pertanto ricca di ioni positivi (+) e ioni negativi (-).

Il perfetto equilibrio tra essi contribuisce al nostro benessere, e si ha quando nell’aria sono presenti circa 1000 – 1500 ioni negativi per cm3.

Nella nostra vita quotidiana siamo esposti agli effetti ambientali di apparecchiature e situazioni quali elettrodomestici, impianti d’aria condizionata, computer, fumo di sigarette e ventilazione insufficiente che provocano un grande aumento degli ioni positivi nell’aria.

Per riportare l’equilibrio alla normalità dobbiamo arricchire l’aria con ioni negativi.

Le lampade di sale li forniscono in maniera eccellente e naturale; infatti, sollecitate da aria, luce e calore, riescono ad emanare circa 1200 ioni negativi per cm3 dopo circa 12 ore dall’accensione e lasciano l’ambiente in equilibrio per altrettanto tempo dopo averle spente.

Questo processo fa sì che l’aria di casa diventi salubre ed equilibrata restituendoci le stesse sensazioni che proviamo in ambienti quali: la montagna, il mare e nei pressi di una cascata.

La loro azione si esplica in modo semplice. Il sale reagisce con l’acqua presente nell’aria e rilascia piccole quantità di ioni sodio e cloruro. Questo risultato è intensificato dal calore (per es. di un lumino acceso.

Le lampade di sale apportano benefici in ogni ambiente. La ionizzazione e la luce emessa trasmettono una sensazione di benessere e serenità.

Evidenti benefici si riscontrano in situazioni di stanchezza, nervosismo, mal di testa, mancanza di concentrazione, sonnolenza, difficoltà respiratorie e reazioni allergiche.

Nei luoghi di lavoro attivano l’energia e la capacità di concentrazione.

Io, soprattutto quando comincia la stagione fredda e dunque le finestre restano più chiuse, sono solita unire al portalumino in sale un diffusore di essenze, in cui porre oli essenziali a secondo dell’esigenza:

TIMO e TEA TREE (o o.e. balsamici) in presenza di raffreddamenti in casa.

VALERIANA E MELISSA nella stanza dei bambini prima che vadano a dormire.

LIMONE E AGRUMI  nel locale dove disegnano, giocano o fanno i compiti.

portalumino in sale con diffusore

Trovo che i bambini siano rasserenati dall’atmosfera di colore e luce donata da una candela nel portalumino di sale (ne esistono anche alcuni, bellissimi, realizzati con i minerali)

Portalumino Geode Agataportalumino geode in agata

 

Il tocco dell’aroma,  poi, agisce a livello molto profondo, donando loro un calore interiore e pace e tranquillità. Anche per noi adulti c’è un vero e proprio cambiamento: quando si accende la candelina cambia l’atmosfera, siamo anche noi più portati alla calma, alla voce bassa, alla pazienza.

I bambini amano molto accendere personalmente le candele e i lumini (il massimo sarebbe farlo con dei fiammiferi, ce ne sono in commercio di molto lunghi adatti anche ai bambini, ovviamente aiutati e supervisionati!), il tutto conferisce solennità e rende questo momento un vero e proprio rito che fa sentire il bambino contenuto e protetto.

Trovate qui molte idee per migliorare l’atmosfera della vostra casa.

OGM E ALIMENTAZIONE: l’effetto degli alimenti transgenici sulla salute

Parliamo spesso di cure naturali e alimentazione, ma non altrettanto della qualità di questi alimenti e erbe medicinali.

Quando andiamo ad acquistare le ebre per fare un infuso oppure una zucchina per il brodo vegetale del nostro bambino dobbiamo sapere che non tutti i prodotti si equivalgono: una zucchina OGM, una zucchina convenzionale, una zucchina biologica e una zucchina biodinamica non sono affatto la stessa cosa. Può anche essere che le cure prescritte abbiano scarsa efficacia perché la camomilla, il preparato, il vegetale che abbiamo acquistato non sono di qualità.

Molto si potrebbe dire sui metodi di coltivazione e di conservazione ma oggi vorrei soffermarmi sulla questione OGM – organismi transgenici.

L’agricoltura convenzionale, ovvero chimica, è forse uno degli errori più eclatanti della scienza moderna. Nell’ultimo secolo è stata data un’importanza esagerata alla fertilizzazione chimica trascurando invece quali sono le leggi naturali e divine che sono alla base della fertilità della terra e delle capacità degli alimenti di essere il nostro nutrimento nonché nostra medicina (“Che gli alimenti siano le vostre medicine , che le vostre medicine siano gli alimenti ” dice Ippocrate).

Oggi sembra che non si possa coltivare senza pesticidi o senza fertilizzanti perché le piante non sono in grado naturalmente di reperire i nutrienti e di sopravvivere all’attacco dei parassiti. Ma se le piante non si sono estinte fino ad oggi significa forse che sono in grado di sopravvivere anche in condizioni avverse. Il problema potrebbe essere invece che la nostra terra sta perdendo inesorabilmente la sua fertilità e uno dei motivi principali per cui la sta perdendo è l’azione sconsiderata dell’uomo.

Uno dei padri dell’agricoltura chimica, J. Von Liebig, ha fatto in tempo a pentirsi e nel suo testamento riconosce il suo grande errore.

L’OGM nasce da un errore di base, ovvero l’agricoltura chimica, già ammesso dal suo fondatore, Von Liebig.

Ma l’uomo di oggi pare non sia in grado di sopperire all’errore da cui parte, dunque cosa fa? Mette una pezza sulla pezza, vuole sostituirsi a madre Terra e stabilisce che per sopravvivere meglio la zucchina deve essere una zucchina nella forma ma avere anche una parte di un’altra pianta, che sopravvive alla siccità, per esempio.

Per comprendere meglio Vi lascio alle parole della nostra amica e “collega”  Marina Mariani, agronoma e docente al Politecnico di Milano, che con grande competenza ci spiega cosa significhi OGM, affinché tutti noi possiamo sapere, conoscere e interrogarci. Buona visione.

 

 

Marina Mariani – agronoma, docente di legislazione sanitaria al Politecnico del Commercio di Milano

 

 Per approfondire potete leggere:

Gli additivi: la cucina del diavolo. Di Marina Mariani

OGM: i rischi per la salute

OGM e clonazione, la bomba è nel piatto.

Il basilico nell’alimentazione del bambino

Basil_Cinnamon-700x600.jpgSi sa, la dieta dei bambini, soprattutto sotto i 3 anni, dovrebbe contenere meno sale possibile: un po’ perché l’IO ancora non si è manifestato e dunque l’azione del sale ancora non si può esplicare ed anzi risulterebbe dannosa, un po’ perché i sensi del bambino sono molto accentuati e dunque i sapori troppo decisi non permettono una sana educazione sensoriale.

Al posto del sale sono molto indicate le spezie, nella giusta quantità e misura.

Oggi vi parlo del basilico, che è probabilmente una delle piante aromatiche più usate in cucina.

Il basilico è sempre stata considerata una pianta medicinale: è ottimo come infuso sedativo, digestivo e diuretico. Indicato contro i bruciori di stomaco e anche per il suo effetto antinfiammatorio.

In India il basilico è anche un antistress ed è utilizzato contro l’asma.

Uno studio del 1989 sull’olio essenziale del basilico mostra che la pianta ha proprietà funghicide e repellenti per gli insetti. Un altro sudio del 2009 conferma che gli estratti dalla pianta sono molto tossici per le zanzare (il succo delle foglie strofinato sulla pelle allontana le zanzare).

A fianco del popolare basilico “genovese” negli ultimi anni si stanno diffondendo altri tipi di basilico: rosso, greco, cannella, limone, etc…

Noi nella nostra fattoria li abbiamo provati tutti e devo dire che sono tutti buonissimi: il basilico limone è molto fresco, il basilico greco (o miniatura, o a palla) è ancora più aromatico, ha le foglie piccolissime ma con un profumo intenso. Poi c’è il basilico con le foglie rosse, molto bello da vedere ma meno profumato. Il mio preferito è il basilico cannella, cresce meraviglioso e ha un profumo un po’ speziato, davvero simpatico per offrire agli ospiti degli odori e dei sapori non consueti.

Il bello del basilico è che si coltiva molto facilmente, germina in breve tempo ed è l’ideale per dedicarsi a un piccolo orto sul balcone con i propri bambini. Coltiverne di diversi tipi è bello anche in un orto didattico per affinare i sensi dei bambini a riconoscere le diverse profumazioni.

Trovate i semi (oppure le piantine se abitate in provincia di Lecco) presso la nostra fattoria o nella vendita online.

www.bimbonaturale.it

 

Soia, tè verde e arachidi amici della pressione

soia.jpgSecondo una nricerca condotta alla Columbia University di New York, presentata a Chicago, al Congresso dell’Associazione americana di Cardiologia, mangiare latte e formaggi di soia, insieme a tè verde e arachidi aiuta a tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Lo studio si è svolto in 20 anni su 5.000 persone tra i 18 e 30 anni d’età, relazionando la pressione con l’alimentazione: chi consuma abitualmente tè verde, arachidi o prodotti a base di soia ha la pressione sistolica, la “massima” più bassa di chi non consuma mai questi alimenti.

Probabilmente l’effetto positivo di questi alimenti è dovuto anche agli isoflavoni che hanno proprio l’efetto di abbassare la pressione.

I bambini devono stare legati nel seggiolino quando vanno in auto!

Sembrerebbe banale e scontato ma, da una recente indagine su 7 città italiane, solo il 40% dei bambini viaggia in auto secondo le normative di sicurezza. Solo il 40%!

Ogni anno ci sono più di 10.000 bambini coinvolti in incidenti stradali, tra i 130 e i 150 i morti all’anno a causa di incidenti stradali. Gli incidenti stradali sono la prima causa di mortalità tra i bambini da 5 a 14 anni.

Vediamo qual è la normativa:

Nel primo anno di vita, fino a circa 9 Kg di peso, il lattante deve viaggiare nell’ovetto (classe 0 o 0+) posizionato contro il senso di marcia, meglio sui sedili posteriorima anche nel sedile anteriore solo se si è bloccata la funzione dell’airbag.

Da 9 a 18 Kg, fino a circa 4 anni, i bimbi devono viaggiare su seggiolino (classe 1) ancorato sui sedili posteriori, rivolto nel senso di marcia.

Dai 18 ai 36 Kg e fino a quando l’altezza del bambino è inferiore a 150 cm occorre usare gli adattatori (ovvero piccoli sedili o rialzi) che tengono alto il bambino per permettergli di allacciare correttamente le cinture di sicurezza. Il bambino deve sempre sedersi sui sedili posteriori.

Il codice della strada prevede sanzioni fino a 300 euro, con la decurtazione di 5 punti sulla patente, per i genitori che viaggiano con i bambini non opportunamente sistemati in auto.

L’importante è far abituare il bambino il prima possibile al seggiolino dell’auto: i piccoli abituati fin dalla nascita a stare legati nel seggiolino ci staranno anche quando saranno più grandicelli.

E’ pero’ la fascia sopra i 4 anni quella più a rischio, perche’ mentre i genitori tendono ad usare i sistemi di sicurezza con i bambini molto piccoli, con il crescere dell’età l’uso del seggiolino diviene meno frequente. Ma ricordiamo che anche il breve tragittto da casa a scuola può presentare seri rischi e che occorre abituare il bambino ad allacciarsi prima ancora di avviare l’auto.

Puoi leggere:

Lavorare con la natura del neonato

 

Libri consigliati:

Sicurezza di casa mia

Troppe le medicine a portata di bambino

child_pills_1.jpgLa cronaca quotidiana ci riporta diversi casi di intossicazione, anche grave, dovuta all’assunzione da parte di bambini di farmaci trovati per casa.

La fascia più a rischio è quella dei bambini piccoli, dall’anno di età quando cominciano a esplorare la casa, ai 5 anni circa.

Oggi la notizia del cerotto antidolorifico applicato da un bambino di 3 anni che lo ha portato in coma (il cerotto contiene oppiacei). Negli Stati Uniti in cima alla lista dei farmaci assunti ci sono oppioidi e sedativi, in Italia parlando di esposizioni accidentali al primo posto compaiono gli analgesici che comprendono molte classi di farmaci tra cui antinfiammatori, antipiretici, paracetamolo e così via. Seguono gli ormoni, perché i bambini magari trovano nel comodino la pillola della mamma e la ingeriscono; e ancora gli antimicrobici, gli antiasmatici, gli antistaminici.

Secondo il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano «Per ogni 10 consulenze richieste ai nostri Centri, per casi di bambini sotto i 6 anni che hanno ingerito farmaci — spiega Franca Davanzo – circa 3 sono attribuibili ad errore terapeutico». Tutto il resto, invece, riguarda i cosiddetti “accessi incontrollati”, ovvero pillole che i bambini trovano in casa e che troppo spesso ingoiano per gioco. Rischiando invece conseguenze gravi.

Negli Stati Uniti, uno studio pubblicato di recente dall’Università di Cincinnati sul Journal of Pediatrics su oltre mezzo milione di bambini minori di 5 anni ha denunciato l’aumento vertiginoso delle intossicazioni da farmaci: dal 2001 al 2008, i piccoli pazienti visitati nei dipartimenti di emergenza per aver ingerito accidentalmente principi attivi anche molto potenti trovati in casa sono aumentati di quasi un terzo (+28%) e anche di più sono cresciuti i ricoveri (+36%).

 

Occorre dunque cercare di creare un ambiente sicuro per i bambini evitando innanzitutto l’autoprescrizione di farmaci e tenendo le confezioni di farmaci utilizzati dagli adulti in cassette chiuse e non raggiungibili dai più piccoli.

Libri consigliati:

Sicurezza di casa mia

La nostra casa sana e sicura

I feromoni dello stress

crying-baby-natural-high-300x199.jpgConosciamo ormai bene i feromoni dell’amore e dell’attrazione, meno si parla dei feromoni dell’allarme: i feromoni sono sostanze prodotte dalle ghiandole sebaceee sudoripare percepite per via olfattiva e in parte gustativa a livello subconscio. I feromoni dell’allarme vengono prodotti in dosi elevate ogni volta che ci sentiamo sotto stress (a causa del lavoro, delle incombenze o dei rapporti interpersonali).

L’odore di stress viene percepito dalle persone che abbiamo intorno, soprattutto dai bambini, che a loro volta sentono che c’è allarme: i nostri bambini diventano inquieti, si agitano, piangono, sono irritabili.

Teniamolo presente quando non riusciamo ad addormentarli, o quando ce ne combinano una dopo l’altra: il lavoro personale sul nostro benessere e rilassamento come adulti è antecedente a qualsiasi lavoro o trattamento da fare sui bambini.

UN’IDEA PER LAVARE L’ANSIA

Una soluzione semplice per migliorare l’atmosfera casalinga è farsi una bella doccia per lavare via l’odore dello stress. L’uso di oli essenziali nel diffusore o nel bagno aiuta moltissimo, per rasserenare i bimbi sono particolarmente indicati quelli di melissa, lavanda e valeriana.

Acquista i nostri oli essenziali su www.bimbonaturale.it

Gufo Anacleto. Il nido-famiglia di Sonia Oliva

... bambini ascoltate vi svelo un segreto me l'ha sussurrato il gufo Anacleto: son come fratelli i boschi del mondo che fanno insieme un gran girotondo. Un bosco è solenne l'altro è leggero o vecchio saggio, ma per davvero; gioca la luce coi rami e le fronde  o il raggio di sole un po’ si nasconde; alberi antichi e senza paura affidan radici alla zolla scura,  così cielo e terra si danno la mano si sfioran lievi, non son più lontano...Sono Sonia una madre di due figli che hanno rispettivamente 16 e 8 anni.

Come madre ho sempre cercato di mettermi in ascolto, sia durante la gravidanza, attraverso i cambiamenti ( nn solo fisici) che i miei figli mi stavano trasmettendo, e anche dopo, la loro nascita.

Alberto Riccardo, il grande mi ha portato a un cambiamento radicale sull’alimentazione (vegetariana), sul tipo di vita che da lì a poco stavo per compiere. Dopo un anno dalla sua nascita,ho deciso d’iscrivermi al corso di pedagogia steineriana di due anni. Il mio mondo da quel momento cambia rotta e incomincio ad interessarmi di più dell’universo bambino, grazie agli strumenti che il corso mi stava donando.

Ho capito e imparato una grande lezione di vita, cioè, i bambini sono i nostri veri maestri e se educati nel rispetto e nella libertà sin da piccoli, avremo un futuro migliore.
Imparare a seguire i bambini attraverso i tre settenni e sviluppando così il volere, il sentire e il pensare, seguendo le loro tappe evolutive mi riempie di Gioia.

 

La fatica c’è sempre, ma la consapevolezza di quello che stai portando ad un altro essere in divenire, è Meraviglioso.

Con la nascita di Beniamino,la vita è cambiata di nuovo. Il cucciolo di casa, ha donato alla sua mamma, oltre alla sua salute precaria, anche l’esigenza di stare nell'”equilibrio” che per carattere fatico ad avere.

Così per stare più vicino alla scuola steineriana e cercando di aprire un centro socio-pedagogico, mi sono trasferita a milano, dopo 13 anni di provincia.

Arrivata a Milano, ho aperto in casa mia un nido famiglia. Ogni giorno devo confrontarmi con mamme, nonne e bimbi diversi, con educazione diverse.

Il mio motto è: RITMO,RITMO, e ancora RITMO.

I bambini nn hanno bisogno di grandi stimoli, mia nonna diceva:”ogni età ha il suo gradino!”.

Per concludere vi dico osservate a ascoltate  i vostri bimbi, ci guadagnerete voi, loro e il mondo intero.

Sonia Oliva

 www.gufoanacleto.com

La verdura no!

bambin mangia verdura.jpg“la verdura non la mangio!”, “che schifo la verdura!”, “la verdura non mi piace”… Quante volte i nostri bambini dicono così quando offriamo loro la verdura.

L’avversione dei bambini nei confronti delle verdure, a lungo andare, può privarli di elementi nutritivi essenziali per il corpo.

Le verdure sono l’alimento che fornisce più di altri sostanze antiossidanti, che consentono una buona crescita e proteggono dall’invecchiamento, dalle malattie del cuore e dai tumori.

Le ricerche dimostrano infatti che chi mangia regolarmente verdure, frutti e legumi sono meglio protetti dall’ossidazione e dalle scorie metaboliche chiamate radicali liberi, che se non vengono neutralizzati intossicano l’organismo e lo danneggiano.

Sotto a due porzioni di verdura giornaliera l’organismo corre più rischi rispetto a quando si superano le tre porzioni. L’ideale sarebbe tra le 4 e le 5 porzioni, più di 5 non produce maggiori benefici. Per porzione si intende un paio di pugni del bambino.

Per quale motivo i bambini non amano le verdure? A volte crediamo sia solo per capriccio, in realtà il palato dei bambini è molto più sensibile del nostro e certi sapori forti risultano insopportabili.

Può essere il caso di verdure amarognole, come broccoli, cicorie, cavolfiori, carciofi, alcune insalate… ma anche acidulo o piccante.

Il gusto dei cibi svolge un ruolo essenziale nella nutrizione, il gradimento di un sapore al palato è ciò che fa mangiare più spesso un alimento di un altro.

Dunque come fare per rendere gradevole al bambino ciò che a lui gradevole non sembra?

– Innanzitutto possiamo dire che fin dal pancione il bambino impara a conoscere certi sapori e ad apprezzarli, il primo passo sarebbe dunque avere una dieta in gravidanza più completa e salutare possibile. Lo stesso avviene durante l’allattamento: il sapore dei cibi passa nel latte e i bambini entrano in contatto con i cibi più variegati.

– Alcune ricerche condotte alla Montfort University di Leicester e dalle università di Bristol e Birmingham, condotte su 7866 famiglie,  ci confermano poi che i bambini svezzati con pappa fatta in casa dall’età di 6-7 mesi, all’età di 7 anni tendono a mangiare più frutta e verdura rispetto ai bambini svezzati con omogeneizzati e abituati agli alimenti per bambini.

– Le verdure cotte tendono a perdere il loro forte sapore, conviene dunque cominciare a offrire verdure cotte prima di passare a quelle crude.

– A volte basta “nascondere” le verdure all’interno dei piatti più amati, nel sugo, sulla pizza, nel purè, negli gnocchi, etc. per cominciare a farle assaporare e poi offrirle da sole.

– Usare gli aromi come menta, basilico, origano, etc. aiuta a rendere più appetibili le verdure con un sapore più forte.

– Si possono anche mischiare verdure con un sapore più dolce, come per es. la carota e il finocchio, con verdure più amare, come il broccolo o la verza.

– Anche il condimento vuole la sua parte: l’olio extravergine di oliva spremuto a freddo è sempre indicato, scegliamone uno con un sapore non troppo forte e magari uniamolo ad altri oli, per es. lino o girasole, sempre spremuti a freddo, meglio se bio.

 

Libri consigliati:

La verdura non la mangio!

Il mio bambino non mi mangia

Mio figlio mangia solo schifezze!

Piccoli chef in cucina

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Le prove dell’efficacia dell’omeopatia

zulumike_homeopathy_sulphur.jpgSull’omeopatia tanto si e’ discusso, tanto si discute… ricordo ancora un medico pediatra che, al mio rifiuto di dare un antistaminico a mio figlio (che l’avrebbe reso piu’ tranquillo, causa sesta malattia) mi disse: “signora, sara’ mica una di quelle che si cura con l’omeopatia? Lo sanno tutti che è acqua fresca!”, mentre mi mostrava una pagina del Corriere Salute con scritto che l’omeopatia funziona solo per effetto placebo. Ebbene, non sono fanatica dell’omeopatia, la uso saltuariamente, ma sicuramente non stabilisco a priori che una cosa funziona o non funziona solo perche’ mi conviene. E di sicuro non do farmaci ai miei figli solo per farli stare più tranquilli.

Ho letto ultimamente questo studio pubblicato di Nuhn T, Lüdtke R, Geraedts M (2010). Placebo effect sizes in homeopathic compared to conventional drugs – a systematic review of randomised controlled trials. Homeopathy, 99: 76–82. dimostra come l’effetto placebo esista ma esiste per qualunque terapia, sia essa allopatica o omeopatica.

Però. i detrattori dell’omeopatia sostengono che “va bene l’effetto placebo c’è per tutti, però per l’omeopatia  non ci sono evidenze scientifiche di efficacia.”

A contraddire questa affermazione abbiamo oggi una pubblicazione di grande valore ed interesse “Omeopatia – Omotossicologia. Le prove scientifiche dell’efficacia. 5° edizione”. Nel volume sono riportati 113 lavori, i più significativi, condotti secondo metodologie sperimentali di qualità, pubblicati, tra gli altri, su 19 testate scientifiche internazionali indicizzate, che rispettano in modo rigoroso i criteri e le metodologie scientifiche attualmente imposte.

E se proprio qualcuno non fosse ancora convinto c’e’ anche il lavoro pubblicato a Giugno 2009 su Pulmonary Pharmacology and Therapeutics (“Low dose oral admnistration of cytokines for treatment of allergic asthma”), che ha dimostrato inequivocabilmente gli effetti biologici di bassi dosaggi omeopatici sul topo. Ora può essere che sui topi ci sia ancora l’effetto placebo 🙂 ma almeno abbiamo qualche informazione in più a favore dei rimedi omeopatici.

Leggi l’articolo in inglese

 

Libri utili:

Omeopatia. Curarsi senza medicine

Omeopatia per bambini

 

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