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Tosse e raffreddore, rimedi naturali

Ritorna la stagione fredda e, con lei, i soliti raffreddori…

raffreddore bambino.jpg

Noi a casa abbiamo qualche trucchetto che ci permette di passare indenni questi piccoli disturbi curandoci senza farmaci.

– POLENTINA DI SEMI DI LINO CONTRO TOSSE E CATARRO

Mia figlia si è svegliata la scorsa notte con tosse e fatica a respirare, un sacchetto con semi di lino appoggiato tiepido sul torace ha risolto in due giorni il fastidio, è riuscita ad addormentarsi e a dormire bene nonostante il fastidio.

I semi di lino sono emollienti e antiinfiammatori: sbloccano il catarro come niente altro.

Come si prepara la polentina

Versate in un pentolino un dito di acqua e portatela a bollore. Aggiungete qualche cucchiaio di farina di semi di lino mescolando con un cucchiaio di legno. Dovete ottenere una consistenza simile alla polenta.
Spalmate l’impasto su un telo di cotone o di lino. Applicate direttamente sul petto e sulla schiena più caldo possibile. Attenzione alla temperatura che potrebbe provocare ustioni sulla pelle delicata dei bimbi.
Togliete subito quando non è più caldo (se lo lasciate l’impacco diventa dannoso perché umido e freddo).

Per comodità si può stendere la polentina su una garzetta e poi avvolgerla nel telo, così polentina e garza vengono gettate e il telo rimane pulito.

– SACCHETTO CON ERBE BALSAMICHE CONTRO TOSSE E RAFFREDDORE

Anche in questo caso il raffreddamento potrebbe rendere la notte dei bambini un po’ agitata. Io utilizzo con successo un unguento balsamico, un diffusore di oli essenziali e un cuscino ripieno di erbe balsamiche ben caldo sul petto.

– IMPACCO DI SENAPE NERA CONTRO IL FORTE RAFFREDDAMENTO

 In caso si forte raffreddore, naso chiuso, sinusite, naso che cola, stanchezza, emicrania. Attenzione al potere ustionante e urticante della farina di senape nera, applicare solo per pochissimi minuti!

Come fare:

PEDILUVIO = 1 secchio di acqua calda e una manciata di farina di senape nera. Mettere i piedi nel secchio per 10 minuti max. Sciacquare con acqua tiepida e tenere ben al caldo avvolgendo piedi e gambe in una coperta di lana.

COMPRESSA = scaldare acqua, mettere poca farina al centro di una garzina, chiudere bene, immegere nell’acqua calda strizzare benissimo e applicare (MAX 5/6 minuti, attenzione ai bambini anche meno!) su fronte, guance, petto, sotto i piedi, dove ne sentiamo necessità.

N.B. VARIANTE: in caso di sinusite va benissimo anche la polentina di lino, una compressa di zenzero (come senape) e un decotto di rosmarino, timo e origano.

 

Dove acquistare i prodotti:

Lino, farina

– Senape nera

Cuscino erbe balsamiche

Candele, portalumini, diffusori, un toccasana per i bambini.

L’aria che noi respiriamo è caricata con energia elettrica e pertanto ricca di ioni positivi (+) e ioni negativi (-).

Il perfetto equilibrio tra essi contribuisce al nostro benessere, e si ha quando nell’aria sono presenti circa 1000 – 1500 ioni negativi per cm3.

Nella nostra vita quotidiana siamo esposti agli effetti ambientali di apparecchiature e situazioni quali elettrodomestici, impianti d’aria condizionata, computer, fumo di sigarette e ventilazione insufficiente che provocano un grande aumento degli ioni positivi nell’aria.

Per riportare l’equilibrio alla normalità dobbiamo arricchire l’aria con ioni negativi.

Le lampade di sale li forniscono in maniera eccellente e naturale; infatti, sollecitate da aria, luce e calore, riescono ad emanare circa 1200 ioni negativi per cm3 dopo circa 12 ore dall’accensione e lasciano l’ambiente in equilibrio per altrettanto tempo dopo averle spente.

Questo processo fa sì che l’aria di casa diventi salubre ed equilibrata restituendoci le stesse sensazioni che proviamo in ambienti quali: la montagna, il mare e nei pressi di una cascata.

La loro azione si esplica in modo semplice. Il sale reagisce con l’acqua presente nell’aria e rilascia piccole quantità di ioni sodio e cloruro. Questo risultato è intensificato dal calore (per es. di un lumino acceso.

Le lampade di sale apportano benefici in ogni ambiente. La ionizzazione e la luce emessa trasmettono una sensazione di benessere e serenità.

Evidenti benefici si riscontrano in situazioni di stanchezza, nervosismo, mal di testa, mancanza di concentrazione, sonnolenza, difficoltà respiratorie e reazioni allergiche.

Nei luoghi di lavoro attivano l’energia e la capacità di concentrazione.

Io, soprattutto quando comincia la stagione fredda e dunque le finestre restano più chiuse, sono solita unire al portalumino in sale un diffusore di essenze, in cui porre oli essenziali a secondo dell’esigenza:

TIMO e TEA TREE (o o.e. balsamici) in presenza di raffreddamenti in casa.

VALERIANA E MELISSA nella stanza dei bambini prima che vadano a dormire.

LIMONE E AGRUMI  nel locale dove disegnano, giocano o fanno i compiti.

portalumino in sale con diffusore

Trovo che i bambini siano rasserenati dall’atmosfera di colore e luce donata da una candela nel portalumino di sale (ne esistono anche alcuni, bellissimi, realizzati con i minerali)

Portalumino Geode Agataportalumino geode in agata

 

Il tocco dell’aroma,  poi, agisce a livello molto profondo, donando loro un calore interiore e pace e tranquillità. Anche per noi adulti c’è un vero e proprio cambiamento: quando si accende la candelina cambia l’atmosfera, siamo anche noi più portati alla calma, alla voce bassa, alla pazienza.

I bambini amano molto accendere personalmente le candele e i lumini (il massimo sarebbe farlo con dei fiammiferi, ce ne sono in commercio di molto lunghi adatti anche ai bambini, ovviamente aiutati e supervisionati!), il tutto conferisce solennità e rende questo momento un vero e proprio rito che fa sentire il bambino contenuto e protetto.

Trovate qui molte idee per migliorare l’atmosfera della vostra casa.

OGM E ALIMENTAZIONE: l’effetto degli alimenti transgenici sulla salute

Parliamo spesso di cure naturali e alimentazione, ma non altrettanto della qualità di questi alimenti e erbe medicinali.

Quando andiamo ad acquistare le ebre per fare un infuso oppure una zucchina per il brodo vegetale del nostro bambino dobbiamo sapere che non tutti i prodotti si equivalgono: una zucchina OGM, una zucchina convenzionale, una zucchina biologica e una zucchina biodinamica non sono affatto la stessa cosa. Può anche essere che le cure prescritte abbiano scarsa efficacia perché la camomilla, il preparato, il vegetale che abbiamo acquistato non sono di qualità.

Molto si potrebbe dire sui metodi di coltivazione e di conservazione ma oggi vorrei soffermarmi sulla questione OGM – organismi transgenici.

L’agricoltura convenzionale, ovvero chimica, è forse uno degli errori più eclatanti della scienza moderna. Nell’ultimo secolo è stata data un’importanza esagerata alla fertilizzazione chimica trascurando invece quali sono le leggi naturali e divine che sono alla base della fertilità della terra e delle capacità degli alimenti di essere il nostro nutrimento nonché nostra medicina (“Che gli alimenti siano le vostre medicine , che le vostre medicine siano gli alimenti ” dice Ippocrate).

Oggi sembra che non si possa coltivare senza pesticidi o senza fertilizzanti perché le piante non sono in grado naturalmente di reperire i nutrienti e di sopravvivere all’attacco dei parassiti. Ma se le piante non si sono estinte fino ad oggi significa forse che sono in grado di sopravvivere anche in condizioni avverse. Il problema potrebbe essere invece che la nostra terra sta perdendo inesorabilmente la sua fertilità e uno dei motivi principali per cui la sta perdendo è l’azione sconsiderata dell’uomo.

Uno dei padri dell’agricoltura chimica, J. Von Liebig, ha fatto in tempo a pentirsi e nel suo testamento riconosce il suo grande errore.

L’OGM nasce da un errore di base, ovvero l’agricoltura chimica, già ammesso dal suo fondatore, Von Liebig.

Ma l’uomo di oggi pare non sia in grado di sopperire all’errore da cui parte, dunque cosa fa? Mette una pezza sulla pezza, vuole sostituirsi a madre Terra e stabilisce che per sopravvivere meglio la zucchina deve essere una zucchina nella forma ma avere anche una parte di un’altra pianta, che sopravvive alla siccità, per esempio.

Per comprendere meglio Vi lascio alle parole della nostra amica e “collega”  Marina Mariani, agronoma e docente al Politecnico di Milano, che con grande competenza ci spiega cosa significhi OGM, affinché tutti noi possiamo sapere, conoscere e interrogarci. Buona visione.

 

 

Marina Mariani – agronoma, docente di legislazione sanitaria al Politecnico del Commercio di Milano

 

 Per approfondire potete leggere:

Gli additivi: la cucina del diavolo. Di Marina Mariani

OGM: i rischi per la salute

OGM e clonazione, la bomba è nel piatto.

Mar 16, 2011 - opinioni    1 Comment

Essere genitori e la scelta sul nucleare

Come credo tutte le mamme e i papà sono qui a osservare gli avvenimenti mondiali e italiani e sono sinceramente, per la prima volta da ottimista quale sono, un po’ preoccupata.

Ricordo ancora il referendum sul nucleare di 24 anni fa e la gioia del risultato. Ora siamo ancora qui a riparlarne e inorridisco al solo pensiero di poter lasciare in eredità ai miei figli delle scorie radioattive. E’ inutile che stiamo a parlare di cibo sano, aria respirabile, costruzioni in bioedilizia se poi sotterriamo le scorie radioattive ovunque.

Le energie rinnovabili, per le quali stanno investendo moltissimo altri paesi (quali ad es. gli Stati Uniti, la Danimarca, la Germania), secondo i favorevoli al nucleare non saranno sufficienti a garantire il fabbisogno energetico odierno e futuro.

Ebbene, chissenefrega? I nostri nonni si alzavano e andavano a dormire al ritmo del sole, non avevano un telefonino a testa e i bambini non giocavano con la wii. Io voglio questo per i miei figli! E non mi importa se dovro’ rinunciare a qualche comodità in nome dell’energia pulita. E lo so che magari il solare o l’eolico non sono ancora perfetti (vanno comunque smaltiti i componenti dei pannelli), ma le ricerche mondiali sono molto incoraggianti e certamente possiamo dire che queste energie perlomeno non sono pericolose.

Vi inoltro percio’ il comunicato di Greenpeace con relativa petizione che , chi vuole, puo’ firmare:

In Giappone l’emergenza nucleare è ancora fuori controllo. I reattori stanno saltando uno a uno e una fuoriuscita massiccia di materiale radioattivo impedirebbe ulteriori interventi, con il rischio di altre esplosioni e altri rilasci di radioattività.

Ma intanto in Italia politici e cosiddetti esperti del nucleare continuano con dichiarazioni idiote che minimizzano ciò che sta accadendo.
Perchè? Gli sciacalli hanno un piano: far fuori le rinnovabili per fare largo al nucleare.

Ecco il “piano degli sciacalli” in tre punti:
> Ieri: con un decreto fermare la corsa delle energie rinnovabili in Italia, uno dei pochi settori economici in crescita in un Paese in ginocchio;
> Oggi: minimizzare i rischi del nucleare e fare finta che in Giappone tutto sia sotto controllo; sprecare 400 milioni di euro non accorpando il referendum nucleare alle amministrative di maggio;
> Domani: far pagare in bolletta a tutti gli italiani il conto (almeno 7 miliardi di euro a centrale) garantendo la copertura dei costi fuori mercato del nucleare.

Basta subire l’idiozia degli sciacalli! Il Referendum nucleare è una possibilità unica per fermarli.
La petizione che abbiamo lanciato per chiedere al Ministro Maroni di accorpare amministrative e referendum ha quasi raggiunto le 50 mila firme.

Partecipa anche tu a questa mobilitazione: diffondi la petizione in rete, condividila su Facebook e inoltrala ai tuoi contatti.

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

l’80% degli insegnanti ritiene sia diminuita la stima e la fiducia dei genitori

Lo studio di cui stiamo parlando è il terzo in tre anni promosso dalla Fondazione Agnelli e che rivela come gli insegnanti neoassunti (non piu’ precari) ben 7.700, dagli asili ai licei, il 96% in dodici regioni, si stiano scontrando con questa difficoltà.

Rispetto ai loro colleghi entrati in ruolo negli anni precedenti, i neoassunti 2010 faticano di più a mantenere la disciplina: lo ammettono i professori delle superiori (il 53,1% contro il 32,2% di due anni fa) e anche quelli degli asili, raddoppiati in due anni e arrivati al 48,6%. Moltiplicati per due pure gli insegnanti che non riescono a spingere i ragazzi a studiare: in due anni siamo passati alle elementari dal 20,5 al 42,4%, alle medie dal 36,2 al 53,4%. Se poi si chiede qual è la causa di questi guai, sembra di sentire una sola voce: tre insegnanti su quattro dicono che la colpa è tutta dello scarso interesse dei ragazzi per lo studio e dell’ancor più scarso valore che le famiglie danno al successo scolastico. Sul ruolo dei genitori il giudizio è davvero severissimo. 

4 insegnanti su 5 ritengono che sia diminuita la stima e la fiducia dei genitori. E praticamente tutti, si oscilla tra il 96% al 98% a seconda delle regioni, dicono che mamma e papà sono più interessati a proteggere i figli piuttosto che a sapere come vanno a scuola.

 «Chiedono di non farli lavorare troppo – sintetizza il direttore della fondazione Agnelli, Andrea Gavosto -, di non dare troppi compiti d’estate o nel fine settimana. Ma per il resto…».  Laura Gianferrari, curatrice della ricerca insieme a Stefano Molina e dirigente dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna sostiene che il problema sia anche un altro: «Ormai i ragazzi apprendono seguendo le modalità del pensiero veloce usato con il computer mentre gli insegnanti hanno sempre la stessa cassetta degli attrezzi di una volta: spiegazione, interrogazione, compito in classe…».

Lug 22, 2010 - opinioni    No Comments

La lucciola e il vecchio contadino

Vi segnalo questo nuovo libro della nostra cara amica Elisabetta Garbarini, un libro dedicato ai bambini che piace molto anche agli adulti!

Una notte durante una danza di stelle cadenti, una giovane lucciola nel tentativo di afferrarne una, scivola, precipitando sulla Terra in un grande prato verde.

La mattina seguente, un vecchio contadino passando di lì, la raccoglie.

Un incontro magico e delicato, una grande storia d’amore, per chi sa ancora commuoversi.

“I pensieri d’amore raggiungono i posti più impensati, perché non si curano delle distanze”.

La Lucciola e il Vecchio Contadino

La Lucciola e il Vecchio Contadino

Potete visitare anche il sito internet dell’autrice: www.elisabettagarbarini.com 

Lug 12, 2010 - opinioni    No Comments

Letto per voi: 101 modi per addormentare il tuo bambino

Ho avuto modo di leggere la nuova pubblicazione 101 modi per addormentare il tuo bambino, edito da Newton & Compton.

Il libro è scritto da Marina Rinaldi, che mette in queste pagine l’esperienza e il modo di vedere di una mamma alle prese col “problema-nanna” senza che dalle sue parole traspara il minimo giudizio, metodo o “si deve fare”.

All’interno del libro c’e’ una vera e propria raccolta di creativita’ adottate dai genitori per far addormentare i propri bimbi, da quello che vuole i capelli, a quello che deve mettere la mano nel reggiseno, a quello che dorme solo sulla pancia di mamma e basta… insomma, ce n’e’ abbastanza per consolarsi e magari per avere qualche idea in merito.

Nell’essere genitori non c’e’ mai la soluzione pronta e magica, ma occorre sempre un lavoro creativo e in continuo mutamento, e’ cosi’ ed e’ bello cosi’!

buona lettura

101 Modi per Addormentare il Tuo Bambino

Manuale di sopravvivenza per genitori assonnati

Martina Rinaldi

101 Modi per Addormentare il Tuo Bambino

 

Mag 19, 2010 - opinioni    No Comments

NUOVO STUDIO USA SUI BIMBI IPERATTIVI: TROVATA CORRELAZIONE CON I PESTICIDI,

L’epidemia di bambini iperattivi in USA e nel resto del mondo può essere causata da pesticidi (organofosfati), largamente utilizzati anche in Europa ed in Italia come insetticidi ed erbicidi. Ajmone (psicologo, esperto di ADHD): “L’Istituto Superiore di Sanità sapeva e non è intervenuto, la prima volta che abbiamo sollevato questo problema era il 2006”. Roberti di Sarsina (Dirigente di Psichiatria): “Serve un’alimentazione sostenibile del bambino, basta merendine e coloranti artificiali”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Noi adulti causiamo queste sindromi ai bambini, e poi pretendiamo di curarli con psicofarmaci”

 
 
Harvard (USA) – Pubblicata in USA sulla nota rivista scientifica “Pediatrics” una nuova ricerca sull’intossicazione da pesticidi collegata all’iperattività dei bambini: i ricercatori hanno localizzato tracce di insetticidi nell’urina dei bambini, riscontrando come quelli con livelli più alti di tracce di polifosfati sono quasi due volte più a rischio di sviluppare ADHD (la sindrome dei bambini distratti e troppo agitati, ndr) rispetto a quelli con livelli normale di contaminazione. “C’è una preoccupazione crescente circa il fatto che questi insetticidi possono essere direttamente correlati con l’ADHD – ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters il dott. Marc Weisskopf, della Scuola di Harvard di Salute Pubblica, che ha lavorato allo studio – e quello che questa ricerca ha messo in chiara evidenza – ha aggiunto Weisskopf – è che tutto ciò è vero anche alle concentrazioni più basse”. Gli organofosfati furono originariamente sviluppati per la guerra chimica, e successivamente ampiamente utilizzati in agricoltura, nonostante i sospetti di tossicità per il sistema nervoso. Weisskopf ha rilevato come la presenza di questi agenti chimici nel cibo possa generare alcuni tra i sintomi comportamentali più comuni per l’ADHD, come ad esempio l’eccessiva impulsività, in ampie fasce di popolazione infantile, pari a circa il 10% dei bambini USA. “Siamo sempre stati dell’opinione, e i fatti ora ci stanno dando ragione – ha dichiarato il Dott. Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna – che principalmente nell’ADHD ma anche in altre patologie come l’autismo, sono coinvolti fenomeni di intossicazione ed avvelenamento: soggetti che sono costituzionalmente più fragili, risultano sovraesposti a questi fattori, stesso dicasi per tutta una serie di coloranti artificiali che troviamo nelle più comuni caramelle e merendine. In futuro vedranno la luce sempre più ricerche in quest’ambito, che confermeranno la necessità di un’alimentazione “sostenibile” del bambino e anche della donna fin dalla prima gravidanza”.
 
Un metodo efficace per risolvere il problema – dichiarano gli esperti – sarebbe la cosiddetta “diagnosi differenziale”, una procedura diagnostica che permette di identificare le vere causa alla radice dei problemi di comportamento, distinguendo i problemi di origine ambientale da quelli psichiatrici. Un metodo che comporta però l’impiego di risorse spesso non disponibili nelle ASL. “E’ clamoroso – dichiara il Prof. Claudio Ajmone, psicologo ed esperto di ADHD – era il 2006 la prima volta che abbiamo avanzato all’Istituto Superiore di Sanità ed all’Agenzia del Farmaco una richiesta ben circostanziata, per inserire una seria diagnosi differenziale nei protocolli diagnostico-terapeutici per l’ADHD. L’ISS prevede nei propri protocolli la diagnosi differenziale solo per poche patologie, e tra esse ad esempio non sono inclusi questi pesticidi. Se noi elidiamo dai casi di ADHD in cura con psicofarmaci tutti i casi il cui disagio comportamentale e frutto di altre cause, come questi pesticidi, o i coloranti alimentari, cosa ci resta dell’ADHD? Solo un grande business a favore delle multinazionali farmaceutiche. Noi non stiamo aiutando questi bambini, gli stiamo facendo del male”
 
Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) conclude: “l’ADHD è figlia della nostra società: noi adulti causiamo questa sindrome ai nostri bambini, aggravando con la nostra noncuranza fattori di rischio ambientali, e poi pretendiamo di “rimediare” somministrandogli potenti psicofarmaci e metanfetamine che li espongono a rischi gravi per la loro salute. Facciamo ora appello all’Istituto Superiore di Sanità affinché un serio protocollo per una diagnosi differenziale completa venga applicato a tutti i bambini italiani in cura per problemi di comportamento”.
 
Per scaricare l’abstract della ricerca scientifica su Pediatrics: http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/peds.2009-3058v1
Per media relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

Ott 29, 2009 - opinioni    No Comments

Al posto della TV… idee per aiutare i nostri bambini a giocare.

Siccome quando parlo con le mamme di evitare di lasciare i bambini davanti alla TV (!!!) ma anche ai cartoni animati (soprattutto se da soli e di sera) mi sembra di essere un’aliena, perché pare impossibile fare a meno di questa facile baby-sitter, ecco l’idea di questo post con libri utili da leggere o giochi da utilizzare per i bambini in età prescolare e scolare.

Giocare Senza Giocattoli

Giocare Senza Giocattoli

Bambini che muovono le mani, come comportarsi?

Ricordo che, qualche anno fa, in psicologia infantile si riteneva che i bambini che muovevano le mani vivessero la stessa situazione in casa e quindi, con questo schema mentale, ogni volta che vedevo un bambino particolarmente “violento” pensavo dentro di me “povero bambino chissa’ cosa vivra’ nella sua famiglia”.
 
Ora, è ovvio e anche un po’ scontato che se un bambino nella sua vita ha conosciuto solo botte e violenza ricalchi nei suoi comportamenti e nelle sue relazioni ciò che gli è proprio e che riconosce come “familiare” e su questo non voglio soffermarmi perché ne è stato scritto e detto che più non si può.
Però, dopo essere diventata mamma, la maggior parte delle cose che ho studiato in precedenza e tutte le mie certezze sono miseramente crollate di fronte alla fatica di essere genitore ogni giorno e man mano che i figli diventano grandi (e quindi sempre meno sotto il nostro “stretto controllo”)
Ebbene, anche a me è capitato che uno dei miei figli desse uno spintone a un bambino sconosciuto al parco giochi perché si vedeva soffiare i propri giochi da sotto il naso, oppure che tra fratelli venissero alle mani tra di loro, oppure che se la prendessero con me! Ma come, mi dicevo, io che non li ho mai toccati? Che li ho solo riempiti di baci, coccole e tenerezze??? AAAAAAAAAAARGH!
Col senno di poi, mi sono resa conto che il muovere le mani (e i piedi e la bocca) in modo poco gentile dipende quasi esclusivamente dall’eta’ del bimbo e dal suo temperamento e, dato che ancora oggi molti genitori vengono ritenuti responsabili (da altri genitori, dagli insegnanti, dai nonni) di questo comportamento vorrei rassicurarli, se mi è permesso,  con una piccola riflessione:
I bambini sotto i 4 anni (ma spesso anche sotto i 7 e in modo particolare i secondogeniti e i maschi) fanno ancora fatica a muovere VOLONTARIAMENTE il proprio corpo. Significa che basta  un po’ di stanchezza, un momento di noia, un po’ di frustrazione affinche’ prima reagisca il corpo e poi arrivi anche la “mente”.
 
Dopo i 3 anni c’e’ un primo “risveglio” della coscienza, ma fondamentalmente il bimbo a questa eta’ vive  ancora in una “coscienza dormiente” percio’, anche se si rende conto, A POSTERIORI, che cio’ che ha fatto ha procurato male, non e’ ancora psichicamente pronto per controllarsi A PRIORI. Per questo motivo tutti i nostri rimproveri in questo senso cadono nel vuoto, non perche’ il bambino non sia buono, ma semplicemente perche’ non e’ ancora sufficientemente maturo per controllare il proprio corpo.
 
Schematizzando:
ADULTO: prima PENSA, poi SENTE L’EMOZIONE corrispondente, poi AGISCE VOLONTARIAMENTE (per questo nell’adulto il far male e’ una scelta consapevole – anche se nemmeno questo e’ poi tanto vero!:-)
Nel bambino lo schema e’ all’opposto:
 
BAMBINO: prima AGISCE, poi SENTE L’EMOZIONE che ne deriva, poi SI COSTRUISCE UNO SCHEMA MENTALE.
Oltretutto il “litigio” è un fatto assolutamente naturale nei bambini (e negli adulti!) pensate a come giocano per es. i cuccioli di gatto, si mordono, “combattono”, è una sorta di preparazione alla vita adulta. Nelle relazioni tra fratelli, momenti di complicità e di amore spesso si alternano a momenti di rivalità e di rancore. Anche se sono faticosi da gestire, però, i litigi sono indispensabili alla crescita dei bambini e all’affermazione della loro personalità.
 
Come sopravviviamo pero’ noi genitori?
 
– Per evitare di far sentire il bambino colpevole o “cattivo”, innescando la “profezia che si autoavvera” sarebbe bene cercare di riprendere il bambino senza pero’ dargli la “colpa”, proprio perche’ il suo comportamento va al di la’ del suo controllo. Per questo occorre “circoscrivere” il comportamento alla parte del corpo che la compie, cosi’ che per il bambino sia piu’ semplice da gestire. Es. “ma guarda queste manine cos’hanno combinato!”
 
–  Inoltre con i bambini sarebbe meglio evitare le frasi in negativo (NON fare, NON cadere, NON correre, etc.) ma mettere tutto al positivo, e’ di piu’ facile comprensione per loro. Per es. “queste manine devono essere gentili!”
 
– Fai sperimentare ai bambini il bello dell’usare le mani “bene”, percio’ tutte le volte che le manine (o i piedi, o la boccuccia) vengono usate bene, per dare una carezza, per disegnare, etc. LODIAMOLE molto “ma guarda come si comportano bene queste manine, hanno proprio imparato”.
 
– Nonostante questi accorgimenti accadra’ lo stesso che i bambini muoveranno le mani, allora in questo caso (ovviamente dopo essere intervenuti tempestivamente a dividerli da qualche altro bambino) mettiamo le manine “A RIPOSARE” (tenendo il bambino in braccio con le sue manine nelle nostre) . Questo momento di pausa serve al bambino per “staccare la spina” da quell’emozione, per avere la certezza che comunque quel comportamento non e’ accettato, pero’ senza che subisca la pubblica gogna o che si senta rimproverato in pubblico, dopotutto sono state le manine, noi lui ! E siccome le manine puo’ imparare col tempo a controllarle non si cadra’ nel pericolo che si senta un bambino “cattivo”.
 
– Poi chiaramente quelle stesse manine possono essere usate per offrire un conforto e una carezza a chi hanno portato del male.
 
Non ci sara’ un cambiamento repentino, proprio perché è un fatto imputabile all’età (e chiaramente più ci si avvicina ai 7 anni più potremo mettere a riposo “l’intero bimbo” 🙂  pero’ avremo almeno qualche cartuccia in più da giocarci col bambino e con gli altri adulti!
Puoi leggere anche:
Libri utili:

Finitela di Litigare. Come intervenire nei conflitti tra bambini di Nicole Prieur, Isabelle Gravillon

Finitela di Litigare

Pagine:12»