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Candele, portalumini, diffusori, un toccasana per i bambini.

L’aria che noi respiriamo è caricata con energia elettrica e pertanto ricca di ioni positivi (+) e ioni negativi (-).

Il perfetto equilibrio tra essi contribuisce al nostro benessere, e si ha quando nell’aria sono presenti circa 1000 – 1500 ioni negativi per cm3.

Nella nostra vita quotidiana siamo esposti agli effetti ambientali di apparecchiature e situazioni quali elettrodomestici, impianti d’aria condizionata, computer, fumo di sigarette e ventilazione insufficiente che provocano un grande aumento degli ioni positivi nell’aria.

Per riportare l’equilibrio alla normalità dobbiamo arricchire l’aria con ioni negativi.

Le lampade di sale li forniscono in maniera eccellente e naturale; infatti, sollecitate da aria, luce e calore, riescono ad emanare circa 1200 ioni negativi per cm3 dopo circa 12 ore dall’accensione e lasciano l’ambiente in equilibrio per altrettanto tempo dopo averle spente.

Questo processo fa sì che l’aria di casa diventi salubre ed equilibrata restituendoci le stesse sensazioni che proviamo in ambienti quali: la montagna, il mare e nei pressi di una cascata.

La loro azione si esplica in modo semplice. Il sale reagisce con l’acqua presente nell’aria e rilascia piccole quantità di ioni sodio e cloruro. Questo risultato è intensificato dal calore (per es. di un lumino acceso.

Le lampade di sale apportano benefici in ogni ambiente. La ionizzazione e la luce emessa trasmettono una sensazione di benessere e serenità.

Evidenti benefici si riscontrano in situazioni di stanchezza, nervosismo, mal di testa, mancanza di concentrazione, sonnolenza, difficoltà respiratorie e reazioni allergiche.

Nei luoghi di lavoro attivano l’energia e la capacità di concentrazione.

Io, soprattutto quando comincia la stagione fredda e dunque le finestre restano più chiuse, sono solita unire al portalumino in sale un diffusore di essenze, in cui porre oli essenziali a secondo dell’esigenza:

TIMO e TEA TREE (o o.e. balsamici) in presenza di raffreddamenti in casa.

VALERIANA E MELISSA nella stanza dei bambini prima che vadano a dormire.

LIMONE E AGRUMI  nel locale dove disegnano, giocano o fanno i compiti.

portalumino in sale con diffusore

Trovo che i bambini siano rasserenati dall’atmosfera di colore e luce donata da una candela nel portalumino di sale (ne esistono anche alcuni, bellissimi, realizzati con i minerali)

Portalumino Geode Agataportalumino geode in agata

 

Il tocco dell’aroma,  poi, agisce a livello molto profondo, donando loro un calore interiore e pace e tranquillità. Anche per noi adulti c’è un vero e proprio cambiamento: quando si accende la candelina cambia l’atmosfera, siamo anche noi più portati alla calma, alla voce bassa, alla pazienza.

I bambini amano molto accendere personalmente le candele e i lumini (il massimo sarebbe farlo con dei fiammiferi, ce ne sono in commercio di molto lunghi adatti anche ai bambini, ovviamente aiutati e supervisionati!), il tutto conferisce solennità e rende questo momento un vero e proprio rito che fa sentire il bambino contenuto e protetto.

Trovate qui molte idee per migliorare l’atmosfera della vostra casa.

Gufo Anacleto. Il nido-famiglia di Sonia Oliva

... bambini ascoltate vi svelo un segreto me l'ha sussurrato il gufo Anacleto: son come fratelli i boschi del mondo che fanno insieme un gran girotondo. Un bosco è solenne l'altro è leggero o vecchio saggio, ma per davvero; gioca la luce coi rami e le fronde  o il raggio di sole un po’ si nasconde; alberi antichi e senza paura affidan radici alla zolla scura,  così cielo e terra si danno la mano si sfioran lievi, non son più lontano...Sono Sonia una madre di due figli che hanno rispettivamente 16 e 8 anni.

Come madre ho sempre cercato di mettermi in ascolto, sia durante la gravidanza, attraverso i cambiamenti ( nn solo fisici) che i miei figli mi stavano trasmettendo, e anche dopo, la loro nascita.

Alberto Riccardo, il grande mi ha portato a un cambiamento radicale sull’alimentazione (vegetariana), sul tipo di vita che da lì a poco stavo per compiere. Dopo un anno dalla sua nascita,ho deciso d’iscrivermi al corso di pedagogia steineriana di due anni. Il mio mondo da quel momento cambia rotta e incomincio ad interessarmi di più dell’universo bambino, grazie agli strumenti che il corso mi stava donando.

Ho capito e imparato una grande lezione di vita, cioè, i bambini sono i nostri veri maestri e se educati nel rispetto e nella libertà sin da piccoli, avremo un futuro migliore.
Imparare a seguire i bambini attraverso i tre settenni e sviluppando così il volere, il sentire e il pensare, seguendo le loro tappe evolutive mi riempie di Gioia.

 

La fatica c’è sempre, ma la consapevolezza di quello che stai portando ad un altro essere in divenire, è Meraviglioso.

Con la nascita di Beniamino,la vita è cambiata di nuovo. Il cucciolo di casa, ha donato alla sua mamma, oltre alla sua salute precaria, anche l’esigenza di stare nell'”equilibrio” che per carattere fatico ad avere.

Così per stare più vicino alla scuola steineriana e cercando di aprire un centro socio-pedagogico, mi sono trasferita a milano, dopo 13 anni di provincia.

Arrivata a Milano, ho aperto in casa mia un nido famiglia. Ogni giorno devo confrontarmi con mamme, nonne e bimbi diversi, con educazione diverse.

Il mio motto è: RITMO,RITMO, e ancora RITMO.

I bambini nn hanno bisogno di grandi stimoli, mia nonna diceva:”ogni età ha il suo gradino!”.

Per concludere vi dico osservate a ascoltate  i vostri bimbi, ci guadagnerete voi, loro e il mondo intero.

Sonia Oliva

 www.gufoanacleto.com

La verdura no!

bambin mangia verdura.jpg“la verdura non la mangio!”, “che schifo la verdura!”, “la verdura non mi piace”… Quante volte i nostri bambini dicono così quando offriamo loro la verdura.

L’avversione dei bambini nei confronti delle verdure, a lungo andare, può privarli di elementi nutritivi essenziali per il corpo.

Le verdure sono l’alimento che fornisce più di altri sostanze antiossidanti, che consentono una buona crescita e proteggono dall’invecchiamento, dalle malattie del cuore e dai tumori.

Le ricerche dimostrano infatti che chi mangia regolarmente verdure, frutti e legumi sono meglio protetti dall’ossidazione e dalle scorie metaboliche chiamate radicali liberi, che se non vengono neutralizzati intossicano l’organismo e lo danneggiano.

Sotto a due porzioni di verdura giornaliera l’organismo corre più rischi rispetto a quando si superano le tre porzioni. L’ideale sarebbe tra le 4 e le 5 porzioni, più di 5 non produce maggiori benefici. Per porzione si intende un paio di pugni del bambino.

Per quale motivo i bambini non amano le verdure? A volte crediamo sia solo per capriccio, in realtà il palato dei bambini è molto più sensibile del nostro e certi sapori forti risultano insopportabili.

Può essere il caso di verdure amarognole, come broccoli, cicorie, cavolfiori, carciofi, alcune insalate… ma anche acidulo o piccante.

Il gusto dei cibi svolge un ruolo essenziale nella nutrizione, il gradimento di un sapore al palato è ciò che fa mangiare più spesso un alimento di un altro.

Dunque come fare per rendere gradevole al bambino ciò che a lui gradevole non sembra?

– Innanzitutto possiamo dire che fin dal pancione il bambino impara a conoscere certi sapori e ad apprezzarli, il primo passo sarebbe dunque avere una dieta in gravidanza più completa e salutare possibile. Lo stesso avviene durante l’allattamento: il sapore dei cibi passa nel latte e i bambini entrano in contatto con i cibi più variegati.

– Alcune ricerche condotte alla Montfort University di Leicester e dalle università di Bristol e Birmingham, condotte su 7866 famiglie,  ci confermano poi che i bambini svezzati con pappa fatta in casa dall’età di 6-7 mesi, all’età di 7 anni tendono a mangiare più frutta e verdura rispetto ai bambini svezzati con omogeneizzati e abituati agli alimenti per bambini.

– Le verdure cotte tendono a perdere il loro forte sapore, conviene dunque cominciare a offrire verdure cotte prima di passare a quelle crude.

– A volte basta “nascondere” le verdure all’interno dei piatti più amati, nel sugo, sulla pizza, nel purè, negli gnocchi, etc. per cominciare a farle assaporare e poi offrirle da sole.

– Usare gli aromi come menta, basilico, origano, etc. aiuta a rendere più appetibili le verdure con un sapore più forte.

– Si possono anche mischiare verdure con un sapore più dolce, come per es. la carota e il finocchio, con verdure più amare, come il broccolo o la verza.

– Anche il condimento vuole la sua parte: l’olio extravergine di oliva spremuto a freddo è sempre indicato, scegliamone uno con un sapore non troppo forte e magari uniamolo ad altri oli, per es. lino o girasole, sempre spremuti a freddo, meglio se bio.

 

Libri consigliati:

La verdura non la mangio!

Il mio bambino non mi mangia

Mio figlio mangia solo schifezze!

Piccoli chef in cucina

100 baby ricette

Ritirato dal commercio il Nopron

nopron-sciroppo-150x150.jpgAncora allarme per i farmaci somministrati ai bambini con troppa leggerezza.

 Parliamo del Nopron, di cui già si conoscevano gli effetti collaterali, come una maggiore eccitazione dopo la sospensione del trattamento, sonnolenza durante il giorno e problemi a livello muscolare.

Dal 2 gennaio 2012 il Nopron viene ritirato dal commercio. Possibile che ci voglia così tanto tempo a capire che tanti farmaci e psicofarmaci somministrati ai bambini abbiano dei gravi effetti collaterali?

Si pensi che secondo uno studio del “Mario Negri” pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica si legge che sono oltre 50mila i bambini italiani che già oggi assumono psicofarmaci.

Le eccessive e numerose prescrizioni di psicofarmaci ai bambini sono conseguenza di diagnosi affrettate e non sempre corrette da parte di medici di medicina generale e da pediatri ma sono anche seguito di diagnosi formulate da neuropsichiatri infantili e psichiatri adolescenziali, che ritengono che alla base del disturbo dei bambini ci sia un fattore biologico curabile solo con i farmaci.

Genitori, ribellatevi quando vi propongono uno psicofarfaco per vostro figlio, non c’e’ problema che non possa essere risolto con una sana pedagogia.

A ogni bimbo il suo animale

Essere umano e animale sono fatti per condividere un pezzo di strada.

Anche secondo gli studi un animale in casa rende la vita più gioiosa e secondo gli psicologi tutti possiamo beneficiare del rapporto con gli animali, migliorando la propria salute psicofisica, se siamo disposti ad imparare da loro, accettando le differenze, il confronto, ma anche le somiglianze in uno spirito di curiosità e rispetto reciproco.

Attenzione, però! L’animale non è un passatempo per i nostri bambini, i principi per una accoglienza e convivenza sana sono questi:

1- RESPONSABILITA’

L’animale è una meraviglia donataci dal creato, tutti i rapporti che nascano per un motivo diverso dall’amore e dall’affetto sono sconsigliati.

2- EQUILIBRIO

L’animale è un animale ed ha le sue esigenze e la sua capacità di relazionarsi con noi. Ma siamo noi a sapere fin dove può arrivare e a sapere che non possiamo chiedergli di adempiere a funzioni non previste per la sua specie.

3- ADEGUATEZZA

Prima di accogliere un animale dobbiamo essere sicuri di poter provvedere, economicamente, emotivamente e praticamente alle sue esigenze.

4- CONSAPEVOLEZZA

Riconoscere la natura della relazione tra noi e l’animale richiede un profondo impegno: un animale agisce in modo diverso e ha esigenze diverse dalle nostre.

 

Se siamo in grado di rispettare queste semplici ma importanti “regole” siamo pronti a entrare in un mondo nuovo e di eccezionale crescita per noi e i nostri bambini.

Ma quale animale scegliere? Non tutti gli animali sono adatti a tutti! E ad alcune persone sono più consigliati certi animali rispetto ad altri. Vediamo alcuni tra gli animali più comuni, le loro esigenze e a chi sono consigliati:

IL CANE

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Non per niente si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo: chiunque abbia avuto un cane sa dell’enorme affetto che nasce tra famiglia e amico a quattro zampe. Il cane diventa parte integrante della famiglia e si dona come solo lui sa fare.  la relazione tra uomo e cane è davvero unica, in gergo di parla di ibridazione: l’uomo deve capire di cosa ha bisogno il cane e adattarsi alle sue esigenze (per es. quella di avere un punto di riferimento, un “capobranco”), il cane impara a conoscere l’uomo e ricambia in modo assoluto: le carezze, le emozioni, chi ha un cane sa che può sentirsi accudito da lui forse più di quanto lui richieda da noi.

A CHI E’ ADATTO: la relazione col cane nasce da una propensione dell’essere umano a diventare capobranco, a guidare. Non si prende un cane a un bimbo piccolo se non si è in grado di offrirgli questo. Il cane ha bisogno di sapere che il padrone sappia cosa vuole e come ottenerlo. E’ adatto a una personalità per equilibrata, sicura di sé, capace di farsi valere ma con molta attenzione e rispetto. Allora il cane può diventare uno splendido compagno di giochi per i nostri bambini. 

Gli studi confermano poi la sua funzione protettiva contro le allergie: http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/10/15/temp-8f687194ba6a51c8b264a210e465bc11.html 

IL GATTO

La relazione col gatto è di tutt’altra natura, a volte un po’ ambigua. Il gatto attira per la sua bellezza, la sua eleganza, la sua regalità… ma a volte lascia perplessi per la sua imprevedibilità. La natura del gatto è quella di predatore, e nei suoi giochi dovremmo ricordarci di dargliene possibilità,  ma poi improvvisamente è capace di venire a farsi accarezzare con quelle fusa così sonore! La vita col gatto presuppone la capacità di offrire il nostro calore e attenzione, ma anche di sapere rispettare quei momenti in cui vuole stare da solo. Per un bimbo è più semplice relazionarsi con un gatto, che è capace di “difendersi” e di prendersi i suoi spazi.

Secondo le ultime ricerche la presenza di un gatto in casa, in un rapporto di reciproco amore e rispetto, fa scendere i livelli di stress e in alcuni casi la pressione sanguigna e il colesterolo. http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/02/02/un-animale-in-casa-e-cala-il-rischio-infarto.html

A CHI E’ ADATTO: il gatto permette di apprendere una modalità di relazione serena ed equilibrata. Si impara che è bello volersi bene e stare insieme, ma anche che è tanto più bello se a ognuno di noi è concesso di avere i propri spazi, fisici ed emotivi.

 

IL CONIGLIO

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Il coniglio è, in natura, una preda, difficile pensare  di fargli condividere lo spazio con un predatore, per es. un gatto. E’ possibile solo se entrambi possono godere di un ambiente dedicato solo a loro. Il coniglio ama stare in compagnia e gli piace godere di certe attenzioni: ha bisogno di un luogo riparato dove possa sentirsi sicuro ma anche di giochi, percorsi, etc. che lo stimolano e gli permettono di vivere secondo la sua indole.

 

A CHI E’ ADATTO: il coniglio assomiglia tanto a un peluche e, rispetto a un cane o un gatto, necessita certamente di meno cure. La scelta cade spesso sul coniglio, puuttosto che su una cavia o un criceto, proprio per evitare impegno eccessivo. Per un bambino che è abbastanza grande per prendersi cura in autonomia di un animale domestico è senz’altro indicato, facendo sempre attenzione a garantirgli ciò di cui ha bisogno nel caso in cui il bambino se ne dimenticasse (ma è improbabile, spesso i bimbi quando si prendono un impegno sono molto più efficienti e responsabili di certi adulti!)

 

IL CAVALLO

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Il cavallo è eccezionale, non per niente forse l’animale più usato nella pet therapy. Con il cavallo si condivide tanto, grazie anche alla vicinanza fisica del cavaliere sulla groppa, si percepisce il respiro, il battito del cuore, le sensazioni… tra l’altro è uno dei pochi animali che è sempre stato usato nelle campagne per il lavoro, quindi ha un’utilità oggettiva, con i quali si è stabilito nel tempo un rapposto di affetto.

A CHI E’ ADATTO Il cavallo non è un passatempo, ma un impegno assoluto. Se si decide di acquistarne uno si deve sapere di doversi dedicare a lui ogni giorno. Diverso se si decide invece di praticare la pet therapy in un ambiente dedicato. Scegliere un cavallo implica un grande attaccamento al dovere, una grande capacità di impegno  a lungo e con costanza. Per stare bene con un cavallo e instaurare un rapporto unico occorre essere disposti a dedicargli tempo, attenzioni, fatica, strigliarlo, accudirlo, farlo passeggiare tutti i giorni. E’ una vera manna dal cielo per imparare la fedeltà, la complicità, una visione a lungo termine delle relazioni, cavallo e cavalier sfidano il mondo insieme: e l’autostima, dopo tutto questo impegno, ne esce vincente e salda.

 

E un’ultima considerazione: l’animale è una creatura che si dona a noi, prima di acquistarne o adottarne uno pensateci bene http://bimbonaturale.myblog.it/archive/2010/12/06/non-comprate-cuccioli-come-regalo.html

 

Libri consigliati:

Pet Therapy. Il potere di guarigione degli animali.

Pet Therapy. Gli animali che curano.

AsvaNara. Cavallo Uomo.

 

 

 

 

il bisogno di sonno dei bambini

images.jpgNe abbiamo parlato tante volte, ora lo conferma anche un nuovo studio: i bambini che non fanno regolarmente il sonnellino pomeridiano diventano adulti scontrosi, umorali e spesso anche affetti da problemi mentali.

Lo studio, della University of Colorado Boulder (Usa), pubblicato sul ‘Journal of Sleep Research’ rivela che i bambini che perdono anche un solo un pisolino diventano più ansiosi e meno interessati al mondo che li circonda. Risultano inoltre anche meno eccitati dagli eventi felici e il minimo sforzo li rende stanchi. I ricercatori statunitensi dicono che questo accade perchè i sonnellini mancati influiscono sul modo in cui i piccoli esprimono sentimenti diversi. E a lungo termine, la mancanza di riposo può anche portare a problemi per tutta la vita legati all’umore, avvertono. La squadra di scienziati ha verificato tutto ciò studiando il sonno di un gruppo di bambini dai due ai tre anni. I piccoli indossavano un particolare dispositivo che misurava la quantità di sonno e i genitori hanno anche tenuto un registro dei riposini. 

Monique LeBourgeois e il suo team, studiando i bambini alle prese con un puzzle dopo un pisolino o dopo un pomeriggio di veglia, hanno concluso che il riposo giova molto all’umore dei piccoli, in questo caso regala una sensazione di felicità dopo aver completato il gioco. LeBourgeois commenta: «Molti bambini oggi non dormono a sufficienza e questo studio mostra che tutto ciò può plasmare negativamente lo sviluppo emotivo futuro dei bimbi. Proprio come una buona alimentazione, un sonno adeguato è un bisogno primario per i piccoli».


Libri utili:

Fai la nanna senza lacrime

Ninna nanna ninna oh

Il sonno del tuo bambino

Di notte con tuo figlio


Come i nove mesi prima del parto influenzano il resto della nostra vita

Underweight-During-Pregnancy.jpgSecondo Annie Murphy Paul, nel suo ORIGIN’S: HOW THE NINE MONTHS BEFORE BIRTH SHAPE THE REST OF OUR LIVES, abitudini e comportamenti criminali dipendono dalla dieta seguita nei nove mesi.

Se la mamma non mangia abbastanza proteine il feto anziché muscoli farà tessuto adiposo, se mangia troppo rischia di partorire bambini con più malformazioni di quanto non succeda alle donne che stanno nel peso ideale. Mangiare pesce in gravidanza è importante, aiuta lo sviluppo del sistema nervoso del feto, ma mangiarne troppo fa male. Donne gravide che mangiavano quasi sempre pesce e soprattutto pesce spada e tonno passavano al feto un sacco di mercurio. I bambini nati da quelle mamme a scuola avevano difficoltà a esprimersi e persino ritardo mentale (l’hanno visto in Danimarca con uno studio del 1997). 

Il fumo fa malissimo: aborto, parto prematuro, malformazioni. Anche l’alcol fa male: altera lo sviluppo del cuore e predispone a malattie che si manifesteranno nella vita adulta.

I bimbi nati da chi era gravida durante l’attacco alle Torri Gemelle a New York nel 2001 pesavano meno del normale. È successo lo stesso con i terremoti e con l’uragano Katrina. È perché gli ormoni dello stress – cortisolo e adrenalina – hanno una influenza negativa sullo sviluppo del feto. Quei bambini lì hanno meno glomeruli nel rene e meno isole del pancreas – quelle che fabbricano l’insulina – e da grandi avranno la pressione alta, più malattie del cuore e più diabete dei loro coetanei.

Ma non solo, ci sarebbero anche le spiegazioni per tanti altri aspetti della vita: pare che, per esempio, molti omosessuali abbiano un fratello maschio più grande. Lo possiamo spiegare alla Freud ma forse anche con il fatto che in gravidanza la mamma fabbrica anticorpi contro certe proteine del feto, alla seconda gravidanza di un altro maschio questi anticorpi potrebbero interferire con le proteine che controllano lo sviluppo di certe parti del cervello che predispongono all’omosessualità. Le basi scientifiche di questa ipotesi sono in un lavoro pubblicato nel 2006 su Proceedings of the National Academy of Sciences da Ray Blanchard, professore di psichiatria in Canada.

E per ultimo un evento piuttosto noto: per Charles Gaston, condannato per omicidio in California, i giudici hanno sospeso la pena di morte quando i suoi avvocati sono riusciti a dimostrare che la madre beveva e che era ubriaca perfino il giorno del parto.

Anche in Italia troviamo informazioni in merito: l’Associazione Nazionale di Psicologia e Educazione Prenatale ha pubblicato Genitori Prima, Gino Soldera Conoscere il carattere del bambino prima che nasca.

Un motivo in più per prestare particolarmente attenzione a un periodo della vita ancora avvolto nel mistero, ma sicuramente molto importante e sacro.

 

Esiste il quoziente Inellettivo Q.I. ?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature il famoso esame che dovrebbe misurare l’intelligenza è una pratica inutile e forse dannosa, perché viene effettuato spesso quando una persona è ancora mentalmente instabile, in particolare in età infantile o adolescenziale, e dunque non sarebbe affidabile. Ne sono convinti i ricercatori dell’University College di Londra, secondo cui non ha senso sottoporre un adolescente al test del QI perché, a quell’età, ci sono molti alti e bassi emotivi e ormonali, che influiscono sui risultati.

“Abbiamo osservato il QI in adolescenti nelle prove verbali e non verbali ed abbiamo misurato un cambiamento nel corso di un periodo di tre-quattro anni. Possiamo così sostenere che una parte di questo cambiamento deve essere correlato alla capacità, perché corrisponde ai cambiamenti nella struttura del cervello”

 

ha affermato Cathy Price, autrice dello studio.

Nel complesso, il 35% degli studenti ha mostrato un qualche tipo di cambiamento, il che significa che in circa un adolescente su 3 il test del QI non è affidabile.

Questo studio si rivela molto importante perché mina le fondamenta di alcuni sistemi scolastici, in particolare quelli anglosassoni che in pratica segnano la vita di una persona sin da bambina, quando attraverso il test le consentono o vietano di frequentare alcuni tipi di scuole. Ciò che vogliono sottolineare i ricercatori è che, a meno che non ci siano problemi specifici, chiunque con una buona educazione può migliorare il proprio QI, il quale non rimane sempre uguale per tutta la vita.

Precedenti ricerche indicano che questo tipo di “rinforzo” per il cervello può verificarsi persino in età adulta, quando una certa zona del cervello viene utilizzata più frequentemente, rendendo alla fine il test del quoziente intellettivo perfettamente inutile.

 

Libri consigliati:

Il fallimento dell’intelligenza

L’intelligenza multidimensionale

L’intelligenza si impara

Come sviluppare tutti i talenti del bambino

Ricordarsi i nomi

maestra.jpgLo sappiamo: essere chiamati per nome ci permette di entrare in ascolto e di sentire che la persona che ci ha chiamato tiene a noi. 

Come educatori, insegnanti, maestre… sarebbe importante riuscire a ricordarci dei nomi dei bambini e dei genitori velocemente e senza indugi.

Ecco alcui consigli di Robert Dilts www.robertdilts.it per  ricordare sempre i nomi delle persone che incontri. 

Il processo di sviluppo di questa capacità si articola in 5 fasi principali:

1- Inizia con l’intenzione di voler conoscere davvero la persona in questione.

2-  Stabilisci un contatto visivo e ascolta realmente il nome. Poi visualizza il viso della persona e collega ad esso il nome. Per esempio, fotografa nella tua mente i suoi lineamenti, ascolta il nome e posiziona mentalmente una vera e propria etichetta che lo contenga scritto sulla sua fronte.

3 – Concentrati su una particolare caratteristica della persona, qualcosa che rappresenti come è davvero.

4 – Fai diversi tentativi con varie caratteristiche e scegli quella che trovi più attraente.

5 – Prova un’emozione rispetto alla persona, e usa il nome come associazione per le sue caratteristiche distintive.

Altre efficaci strategie sono quella di inventare un soprannome per le persone il cui nome non evoca niente (e risulta dunque difficile da memorizzare), e quella di associare la persona ad altre omonime con cui si ha già un rapporto importante, così da collocare il ricordo del nome nella memoria a lungo termine piuttosto che a breve termine.

Utilizzare questi strumenti è semplice e ti consente di iniziare ogni nuova relazione con il piede giusto.

Se il profumo è una efficace terapia

GiardinoCheAttivaOlfatto.jpgFin dall’antichità si conosce il potere del profumo, utilizzato infatti nei riti sacri.

Sappiamo per esperienza che basta percepire un certo odore per essere catapultati in immagini e ricordi del passato: le ricerche scientifiche degli ultimi anni confermano la singolarità della memoria olfattiva, che però nelle scienze psicologiche viene spesso lasciata da parte rispetto alle immagini e ai suoni.

L’olfattoterapia si fonda proprio sulla relazione privilegiata tra odori e stimolazione del cervello e si pone l’obiettivo di aiutare le persona a ritrovare, attraverso l’olfatto, il sonno, la memoria, la tranquillità, etc.

Per esempio possiamo pensare all’aroma del caffè, che ci rimanda subito alla sveglia del mattino: questo aroma viene usato con i malati che hanno perso la cognizione del tempo.

Ma gli aromi possono essere utilizzati anche per favorire la concentrazione: rosmarino e menta hanno capacità di riattivare e dare una sferzata di energia.

per chi ha problemi di stress la lavanda calma e leva la paura.

 

Ecco alcuni libri consigliati:

Aromaterapia di J. Valnet

Aromaterapia Tutor

I segreti della nuova aromaterapia

 

Puoi anche provare:

Aroma-kit

 

 

MASSAGGIO AYURVEDICO PER IL BAMBINO

MAPPA PER IL MASSAGGIO DEL BEBE’

AROMA-MASSAGGIO CON GLI OLI ESSENZIALI

L’AROMA MASSAGGIO

 

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