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Feb 12, 2010 - salute e benessere    No Comments

Fumo e inquinamento

Era già stato dimostrato come fumare faccia male, come il fumo passivo faccia quasi più male ed ora è stato dimostrato anche che lo stare in una stanza o in un’auto in cui qualcuno ha fumato, anche solo il giorno prima, fa male.

Secondo uno studio pubblicato su Pnas da un gruppo di ricercatori americani del Lawrence Berkeley National Laboratory, quando il tabacco brucia, la nicotina si trasforma in vapore e viene facilmente assorbita dalle pareti, dai pavimenti, dalle moquette, dalle tende, dai mobili, e vi rimane a lungo.

Questa sostanza, che dà dipendenza, ma non è considerata tossica in senso stretto, può reagire, una volta presente nell’ambiente, con l’acido nitroso, un inquinante prodotto soprattutto dalle apparecchiature a gas, e formare così le cosiddette nitrosammine specifiche del tabacco (Tsna). Le nitrosammine una volta inalati, ingeriti o assorbiti attraverso la pelle, possono essere estremamente pericolose.

«Il rischio maggiore – ha commentato Lara Gundel, uno degli autori dello studio – è per i bambini. La nicotina finisce sulla loro pelle, basta tenerli in braccio».

Un motivo in più per smettere du fumare.

Feb 2, 2010 - salute e benessere    No Comments

un animale in casa e cala il rischio infarto

Secondo me una casa senza bambini, piante e animali e’ un po’ triste… non solo per noi, che possiamo godere della loro gioia, vitalita’ e compagnia, ma anche per loro stessi, che sono immensamente arricchiti dalla loro compresenza.
Riporto l’ennesimo articolo, che ci spiega a livello scientifico quanto puo’ valere la vita con accanto un animale domestico, ma non c’e’ bisogno delle ricerche per esserne persuasi.
Un gatto in casa fa calare di un terzo il rischio di restare vittima di infarto. I ricercatori dell’università del Minnesota hanno utilizzato i dati di un grande studio sulla salute effettuato dal governo americano negli anni ’80, isolando 4235 soggetti tra i 30 e i 75 anni di cui 2235 avevano un gatto in casa mentre 2000 non avevano animali. Analizzando le cause di morte nei 10 anni successivi, è emerso che la probabilità dei soggetti studiati di avere un attacco di cuore era inferiore del 30% in chi possedeva un animaletto.

“Gli effetti dello stress e dell’ansia sui danni cardiovascolari sono noti”, ha spiegato Adnan Qureshi, autore della ricerca, “e gli animali domestici offrono molti benefici nel contrastarli”. Lo studio ha riguardato i gatti, ma secondo Qureshi, che ha un felino di nome Ninja, l’effetto è lo stesso anche per i cani: “Abbiamo dovuto escludere i cani perché non avevamo abbastanza soggetti”, ha spiegato il ricercatore, “ma sono convinto che non ci siano molte differenze”.

Gen 15, 2010 - salute e benessere    No Comments

Cibi integrali contro influenza e infiammazione

Sulla rivista scientifica Nature è apparso uno studio australiano, condotto dai ricercatori del Garvan Institute of Medical Research di Sidney, che rivela come un’alimentazione ricca di fibre fortifichi l’organismo e aiuti a prevenire le infiammazione e le malattie infettive.

Chi voglia prevenire questo tipo di disturbi si deve affidare a un’alimentazione ricca di cereali integrali e frutta e verdura.

Gli esperti hanno analizzato in laboratorio gli effetti delle fibre scoprendo che le fibre insolubili stimolano un recettore chiamato GPR43, capace di bloccare i processi infiammatori.

Questa ricerca va a supportare quello che la medicina olistica e la naturopatia conoscono “empiricamente”.

 

Bambini che muovono le mani, come comportarsi?

Ricordo che, qualche anno fa, in psicologia infantile si riteneva che i bambini che muovevano le mani vivessero la stessa situazione in casa e quindi, con questo schema mentale, ogni volta che vedevo un bambino particolarmente “violento” pensavo dentro di me “povero bambino chissa’ cosa vivra’ nella sua famiglia”.
 
Ora, è ovvio e anche un po’ scontato che se un bambino nella sua vita ha conosciuto solo botte e violenza ricalchi nei suoi comportamenti e nelle sue relazioni ciò che gli è proprio e che riconosce come “familiare” e su questo non voglio soffermarmi perché ne è stato scritto e detto che più non si può.
Però, dopo essere diventata mamma, la maggior parte delle cose che ho studiato in precedenza e tutte le mie certezze sono miseramente crollate di fronte alla fatica di essere genitore ogni giorno e man mano che i figli diventano grandi (e quindi sempre meno sotto il nostro “stretto controllo”)
Ebbene, anche a me è capitato che uno dei miei figli desse uno spintone a un bambino sconosciuto al parco giochi perché si vedeva soffiare i propri giochi da sotto il naso, oppure che tra fratelli venissero alle mani tra di loro, oppure che se la prendessero con me! Ma come, mi dicevo, io che non li ho mai toccati? Che li ho solo riempiti di baci, coccole e tenerezze??? AAAAAAAAAAARGH!
Col senno di poi, mi sono resa conto che il muovere le mani (e i piedi e la bocca) in modo poco gentile dipende quasi esclusivamente dall’eta’ del bimbo e dal suo temperamento e, dato che ancora oggi molti genitori vengono ritenuti responsabili (da altri genitori, dagli insegnanti, dai nonni) di questo comportamento vorrei rassicurarli, se mi è permesso,  con una piccola riflessione:
I bambini sotto i 4 anni (ma spesso anche sotto i 7 e in modo particolare i secondogeniti e i maschi) fanno ancora fatica a muovere VOLONTARIAMENTE il proprio corpo. Significa che basta  un po’ di stanchezza, un momento di noia, un po’ di frustrazione affinche’ prima reagisca il corpo e poi arrivi anche la “mente”.
 
Dopo i 3 anni c’e’ un primo “risveglio” della coscienza, ma fondamentalmente il bimbo a questa eta’ vive  ancora in una “coscienza dormiente” percio’, anche se si rende conto, A POSTERIORI, che cio’ che ha fatto ha procurato male, non e’ ancora psichicamente pronto per controllarsi A PRIORI. Per questo motivo tutti i nostri rimproveri in questo senso cadono nel vuoto, non perche’ il bambino non sia buono, ma semplicemente perche’ non e’ ancora sufficientemente maturo per controllare il proprio corpo.
 
Schematizzando:
ADULTO: prima PENSA, poi SENTE L’EMOZIONE corrispondente, poi AGISCE VOLONTARIAMENTE (per questo nell’adulto il far male e’ una scelta consapevole – anche se nemmeno questo e’ poi tanto vero!:-)
Nel bambino lo schema e’ all’opposto:
 
BAMBINO: prima AGISCE, poi SENTE L’EMOZIONE che ne deriva, poi SI COSTRUISCE UNO SCHEMA MENTALE.
Oltretutto il “litigio” è un fatto assolutamente naturale nei bambini (e negli adulti!) pensate a come giocano per es. i cuccioli di gatto, si mordono, “combattono”, è una sorta di preparazione alla vita adulta. Nelle relazioni tra fratelli, momenti di complicità e di amore spesso si alternano a momenti di rivalità e di rancore. Anche se sono faticosi da gestire, però, i litigi sono indispensabili alla crescita dei bambini e all’affermazione della loro personalità.
 
Come sopravviviamo pero’ noi genitori?
 
– Per evitare di far sentire il bambino colpevole o “cattivo”, innescando la “profezia che si autoavvera” sarebbe bene cercare di riprendere il bambino senza pero’ dargli la “colpa”, proprio perche’ il suo comportamento va al di la’ del suo controllo. Per questo occorre “circoscrivere” il comportamento alla parte del corpo che la compie, cosi’ che per il bambino sia piu’ semplice da gestire. Es. “ma guarda queste manine cos’hanno combinato!”
 
–  Inoltre con i bambini sarebbe meglio evitare le frasi in negativo (NON fare, NON cadere, NON correre, etc.) ma mettere tutto al positivo, e’ di piu’ facile comprensione per loro. Per es. “queste manine devono essere gentili!”
 
– Fai sperimentare ai bambini il bello dell’usare le mani “bene”, percio’ tutte le volte che le manine (o i piedi, o la boccuccia) vengono usate bene, per dare una carezza, per disegnare, etc. LODIAMOLE molto “ma guarda come si comportano bene queste manine, hanno proprio imparato”.
 
– Nonostante questi accorgimenti accadra’ lo stesso che i bambini muoveranno le mani, allora in questo caso (ovviamente dopo essere intervenuti tempestivamente a dividerli da qualche altro bambino) mettiamo le manine “A RIPOSARE” (tenendo il bambino in braccio con le sue manine nelle nostre) . Questo momento di pausa serve al bambino per “staccare la spina” da quell’emozione, per avere la certezza che comunque quel comportamento non e’ accettato, pero’ senza che subisca la pubblica gogna o che si senta rimproverato in pubblico, dopotutto sono state le manine, noi lui ! E siccome le manine puo’ imparare col tempo a controllarle non si cadra’ nel pericolo che si senta un bambino “cattivo”.
 
– Poi chiaramente quelle stesse manine possono essere usate per offrire un conforto e una carezza a chi hanno portato del male.
 
Non ci sara’ un cambiamento repentino, proprio perché è un fatto imputabile all’età (e chiaramente più ci si avvicina ai 7 anni più potremo mettere a riposo “l’intero bimbo” 🙂  pero’ avremo almeno qualche cartuccia in più da giocarci col bambino e con gli altri adulti!
Puoi leggere anche:
Libri utili:

Finitela di Litigare. Come intervenire nei conflitti tra bambini di Nicole Prieur, Isabelle Gravillon

Finitela di Litigare

Fare la cacca nel vasino. Usiamo la strategia

Proseguo l’articolo precedente “Si fa la pipì addosso” nel quale avevo un po’ “snobbato” l’argomento “cacca” 😉 

Dato che sento molte mamme alle prese con problemi riguardo questo argomento, vorrei innanzitutto tranquillizzare, non e’ mica sempre detto che i bambini alle prese con problemi di cacca e pipì manifestino per forza un problema o un disagio, spesso lo fanno per comodità, perché son troppo intenti a giocare oppure, come può essere per la cacca, il bambino ha imparato a farsela nel pannolino, in piedi o accovacciato, e perciò forse semplicemente ritiene sia l’unico modo per farla.

Allora, più che di teorie, vorrei parlarVi di “strategia”: innanzitutto, come ho spiegato nel precedente articolo, stiamo rilassate, non prendiamocela, non sgridiamo il bambino, non facciamo commenti ma puliamo e comportiamoci come fosse la cosa piu’ normale del mondo.

Secondo, non colpevolizziamoci, di aver tolto troppo presto, troppo tardi, nel momento sbagliato, nel modo sbagliato il pannolino, siamo rilassate perché tutto si può aggiustare.

Terzo, per far fare qualcosa a un bambino non occorre costringerlo, arrabbiarsi, impuntarci, ma semplicemente, fargli provare il “bello” di fare quella cosa, attraverso il gioco, le storie, le canzoni, la fantasia, crando un rituale sano che tenderà a ripetersi anche senza il nostro stretto controllo.

Riguardo alla cacca dobbiamo fa rprovare ai nostri bambini il “bello” di fare la cacca nel vasino!

Procediamo cosi’:

1- Procuriamoci un bel vasino (molto meglio il vasino, all’inizio, perche’ lo si può mettere in ogni stanza della casa, quindi vicino a dove gioca il bimbo, puo’ essere decorato e di varie forme, puo’ essere utilizzato anche per giocare, quindi diventare un “oggetto caro”. Inoltre la posizione accovacciata e’ la piu’ efficace per evacuare)

2- Mostriamo (o facciamo scegliere) il vasino al bambino e cominciamo a raccontare a cosa serve, che e’ solo per i bimbi grandi che vanno alla scuola dell’infanzia, e che lo puo’ portare dove vuole.

3- Facciamo diventare il “momento della cacca” un momento di gioco, ci si siede sul bel vasino e si legge una storiella, si canta, si gioca con i pezzetini di legno, etc.

4- Per la prima volta proviamo così: appena si nota che il bambino sta facendo la cacca addosso, senza togliergli il pannolino o la mutandina, proviamo con molta allegria a farlo sedere sul vasino (per es. “uuuuuh proviamo a vedere se il vasino e’ contento che la Tua cacca gliela regali, lui e’ felice!”)

5- Appena si ha successo in questo primo passo significa che il bambino ha preso coraggio e non è più così spaventato dai suoi stimoli corporei. Con calma proseguiamo togliendo le mutandine o il pannolino (approfittiamo delle temperature ancora calde e lasciamolo senza mutandine o pannolino nel momento della giornata in cui prevedi che fara’ la cacca, oppure sara’ forse il bimbo a chiederci di togliere il pannolino per dare “la pappa” al vasino!)

6- Se ci si accorge che per il bambino è ancora troppo presto, ritornare con tranquillità al punto 4  e riprovare in seguito.

7- Usiamo la strategia anche nel “buttare” la cacca: il bimbo, nel fare la cacca, fa un “regalo” al mondo, a chi si occupa di lui, a coloro nei quali nutre fiducia incondizionata. Veder buttare un proprio regalo non e’ mai piacevole e puo’ portare il bambino a non volerlo piu’ “fare”. Percio’ apprezziamo sempre tutto cio’ che il bambino ci “dona” 🙂 e troviamo una storiella o un rituale anche per gettare la cacca nel water (per es. io con i miei figli raccontavo che la cacca scendeva per il tubo, andava nei fiumi, poi arrivava al mare ed era felicissima perche’ c’era un bel sole e poi trovava un pesciolino colorato e lei diventava la sua pappa ed anche il pesciolino era tanto contento e diceva “grazie, caro bimbo, che mi hai mandato questa bella pappa!”)

8 – Un altro accorgimento: provate a notare in che momento della giornata il bambino fa la cacca (spesso i bambini la fanno dopo poco che si sono alzati dal letto o poco dopo aver mangiato) e fatelo diventare un vero e proprio “rito”, con canzoncina di preparazione, togliere le mutandine, prendere il libricino da leggere, sedersi, leggere la storiella, etc etc etc. noterete dopo un po’ che appena sentira’ lo stimolo, andra’ da solo a prendere il libricino e il vasino e Voi capirete che scappa la cacca!

9- Ad ogni piccolo successo durante il percorso indicato non far mai mancare feste, complimenti, festeggiamenti quando torna il papa’, falle sentire di essere vincente, ma allo stesso modo se un giorno non riesce, fate finta di niente e non commentate (a meno che il bambino chieda rassicurazione, allora spiegategli che anche a Voi capitava quando eravate piccoli, ma poi avete imparato, quindi puo’ stare tranquillo, oppure usate storie da leggere che lo facciano sentire non solo)

Con questi piccoli accorgimenti vedrete che in qualche giorno il Vostro bambino imparera’ a fare la cacca nel vasino. Per poi imparare sul water usate la stessa strategia, modificandola con la fantasia! Anzi, magari sara’ proprio il Vostro bimbo, che ormai ha preso coraggio a chiederVelo!

Allora… in bocca al vasino a tutti!

Puoi leggere anche:

 – Vivere senza pannolini. Di Francesca Gasparini

Cambiamo pannolino

Fa la pipì a letto!

I problemi dei bambini

 

Libri utili:

 – Il Tuo Bambino e… il Vasino  Una guida autorevole per insegnare a vostro figlio la pulizia e l’igiene di T. Berry Brazelton, Joshua D. Sparrow

Il Tuo Bambino e... il Vasino

 

Cacca Addosso & Pipì a Letto Guida al trattamento comportamentale dell’encopresi e dell’enuresi di Martin Herbert

Cacca Addosso & Pipì a Letto

 

Senza Pannolino Come educare al vasino sin dai primi mesi di vita di Laurie Boucke

Senza Pannolino

 

Vasino… addio! di Victoria Roberts, Lee Wildish

Vasino... Addio!

 

Accessori utili:

 

Pannolino a Mutandina Lavabile Trainer Taglia M  Fino a 17 kg di peso del bambino

Pannolino a Mutandina Lavabile Trainer Taglia M (4860)

 

Il bambino a nanna senza pannolino

Anche nei bambini a cui il togliere il pannolino non ha dato particolare problemi può capitare di bagnare il letto di notte, anche per anni.  Questo perché la notte è un momento di “riparazione” fisica e psichica di ciò che avviene durante il giorno ( e non per forza il giorno prima, a volte alcuni turbamenti possono uscire anche mesi o anni più tardi) e le nostre “barriere psichiche” sono meno attive. Il bambino insomma riesce a contenersi di giorno, ma di notte tira fuori ciò che di giorno non riesce a esprimere.

Ma quando e’ il momento per togliere il pannolino di notte? Io ritengo che meno si lascia il pannolino al bambino piu’ si acquista in salute mentale e fisica, percio’ quando si toglie il pannolino per il giorno sarebbe consigliabile toglierlo anche alla notte.

Al massimo possiamo arrivare fino a 3/4 anni ma poi togliamolo assolutamente! Approfittando della bella stagione abituiamo il bambino alla liberta’ da pannolino anche durante la notte, tanto le lenzuola asciugano in fretta!


Alcuni accorgimenti:

– evitare di far assumere liquidi al bambino dopo le ore 17/18 (a seconda dell’ora in cui va a nanna)

– ricordarsi di far fare pipi’ prima di andare a nanna.

Se il bimbo si bagna durante la notte:

– se non si sveglia lasciatelo dormire, non chiamatelo, non sgridatelo, non commentate. Anche se vi sembra che non imparera’ mai perche’ nemmeno si sveglia quando la fa vedrete che al max in qualche mese ci saranno notevoli miglioramenti.

– non far sentire in colpa il bambino

– non commentare

– cambiarlo come se fosse la cosa più normale del mondo

– rassicurare (se ve lo richiedere altrimenti evitare ogni commento. per es. “anche io da piccolo bagnavo il letto e tanti bambini lo fanno, non ti preoccupare, vedrai che ti abituerai presto!” e credeteci in quello che dite!)

– offrire al bambino il suo spazio (fisico e mentale)

– aiutarlo a riconoscere e ad esprimere le sue emozioni

– massaggiarlo come mezzo per liberarsi dalle emozioni

– utilissimi riflessologia e rimedi energetici (es. fiori di Bach)

– se il bambino non bagna il letto, mi raccomando, al risveglio Festa Nazionale! Non fate mancare congratulazioni, “ma sei proprio diventato grande!”, complimenti e “vedrai che anche la prossima notte sara’ cosi'”!

Astuzie tecniche:

– proteggere il materasso con un salva materasso traspirante(meglio se in cotone biologico come quello illustrato)

Proteggi Materasso Impermeabile (4032)

– preparate gia’ 2 strati di letto es. coprimaterasso, lenzuolo sotto, coprimaterasso impermeabile, altro lenzuolo sotto e lenzuolo sopra. In questo modo, se il bimbo bagna il letto, in poche mosse potrete disfare il primo strato di letto e troverete il letto sotto gia’ fatto. Eviterete di dover accendere la luce e cercare le lenzuola e in pochi secondi tornerete a dormire come prima, senza quasi accorgervene.

– sempre per lo stesso motivo tenete a portata di mano vicino al letto del bimbo un pigiamino di scorta e teli o salviette o coperte che potrebbero servirvi.


per approfondire leggi anche:

Si fa la pipi’ addosso

Si fa la cacca addosso


anche dall’American Dietetic Association sì alla dieta vegetariana

Riporto l’informazione letta sul corriere.it per validare il consiglio che do riguardo allo svezzamento (sia sul sito che nell’e-book) di non eccedere in proteine animali. A mio avviso carne e formaggio tutti i giorni sono troppi. A supporto della mia opinione arriva ora questo nuovo documento dell’American Dietetic Association, che sulla rivista dell’associazione ha preso posizione in materia di dieta vegetariana con una sorta di dichiarazione ufficiale sul tema. Che suona più o meno così: «Diete vegetariane accuratamente pianificate possono essere salutari, nutrizionalmente equilibrate e in grado di offrire benefici per la prevenzione e il trattamento di malattie come cancro, obesità, diabete e patologie cardiovascolari. Se vengono ben studiate, sono appropriate in ogni età della vita e possono essere adatte anche a donne in gravidanza, bambini e adolescenti».

Carlo Cannella, presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, commenta:  «Se ben condotte, le diete vegetariane non sono pericolose. Il rischio di carenze è marginale e riguarda soprattutto nutrienti come la vitamina B12 che è difficile trovare negli alimenti permessi: c’è ad esempio nel tofu o nei funghi coltivati, ma è abbastanza inusuale consumare grosse quantità di questi cibi».

Via libera dunque, se ci si fa seguire da un esperto che ci spieghi cosa e quanto introdurre nell’alimentazione quotidiana. I vantaggi non sono pochi, come spiega il documento dell’American Dietetic Association: «I vegetariani hanno un indice di massa corporea mediamente inferiore, un rischio più basso di ipercolesterolemia, ipertensione, malattie cardiovascolari e diabete. La loro dieta contiene bassi livelli di colesterolo e grassi saturi e apporta invece grosse quantità di fibre, vitamine C ed E, magnesio e potassio, flavonoidi, carotenoidi, folati – scrivono gli esperti statunitensi –. Queste differenze nutrizionali possono spiegare alcuni dei benefici dell’alimentazione vegetariana variata e bilanciata, a cui è associata anche una minor probabilità di tumori».

Nel documento americano ci sono sezioni dedicate ai benefici specifici della dieta senza carne sull’osteoporosi, il cancro, le malattie cardiovascolari e una parte dedicata a rassicurare le future mamme vegetariane: «La loro alimentazione può essere nutrizionalmente adeguata e non pericolosa per loro stesse e per il bambino», scrivono gli autori. La raccomandazione finale ribadisce però il concetto più importante: «È fondamentale affidarsi a nutrizionisti esperti, che possano dare consigli e informazioni appropriate sui nutrienti essenziali e come garantirseli, sulle modifiche da fare per venire incontro a restrizioni alimentari imposte da allergie, malattie o, semplicemente, per affrontare le diverse età della vita».

Mar 16, 2009 - salute e benessere    No Comments

Dove buttare l’olio della frittura

Sapete dove buttare l’olio della padella dopo una frittura fatta in casa? Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, siamo soliti buttare l’olio usato nel lavandino della cucina o inqualche scarico, vero ? Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere.

Perché lo facciamo? Semplicemente perché non c’è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.

Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocare l’olio usato in bottiglie di plastica, o barattoli di vetro, chiuderli e
metterli nella spazzatura.

UN LITRO DI OLIO rende non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI D’ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.

Se poi siete così volenterosi da conferirlo ad una ricicleria pubblica ancora meglio, diventerà biodiesel o combustibile.

GRAZIE!

Bambini vittime di incidenti in casa. Consigli e accorgimenti

 

Dei 1200 bambini da zero a quattordici anni che muoiono in Italia, lo dice l’Unicef, l’80 per cento sono vittime di incidenti in casa. Alfredo Vitale, coordinatore della Commissione Antinfortunistica della Società di Medicina dell’Emergenza e dell’Urgenza in Pediatria, ricorda che secondo i dati del Ministero della Salute l’età più a rischio degli incidenti in casa è quella dell’infanzia, da zero a cinque anni. Il soffocamento è molto presente. Alcuni bambini muoiono ma molti altri subiscono lesioni e esiti che diventano handicap, anche gravi, a causa dell’interruzione dell’afflusso di ossigeno. Su cento incidenti in casa che riguardano l’infanzia, 40 sono dovuti ad avvelenamento o intossicazione: per metà da farmaci e per il resto da ingestione di detersivi lasciati a portata di mano dei bambini. Il 30 per cento degli incidenti si deve a cadute: la metà dal fasciatoio o dal lettino, per i bambini sotto un anno, per una distrazione di chi accudisce il piccolo. I più grandi cadono dalla sedia o dal letto dei genitori. Grande killer è il girello: il bambino non ha la capacità di poter compiere il percorso desiderato, quindi, puntando i piedini, esegue tragitti non voluti finendo contro vetrate, stufe o imboccando la porta di casa. Il 15 per cento degli incidenti è dovuto ad ustioni provocate dall’impianto elettrico, dall’acqua bollente, dalla mancanza del vetro atermico del forno. E arriviamo al soffocamento, che riguarda il 15 per cento degli incidenti in casa. “Come abbiamo detto – prosegue Vitale – il soffocamento può essere dovuto a frammenti o a parti di giocattolo, caramelle, noccioline o a pezzi di cibo. Una cosa che non tutti sanno: gli alimenti più a rischio sono la mozzarella e il prosciutto crudo che non si possono masticare”.

Consigli ai genitori dai Pediatri di Famiglia

1.     La prima cosa urgente da fare è imparare la Manovra di Heimlich per salvare il bambino a rischio di soffocamento.

2.     Rendere sicuro l’ambiente di vita del bambino installando sistemi di sicurezza, come il salvavita, i rilevatori di fumo e di gas, il termoregolatore della temperatura (per il caldo eccessivo molti bambini rimangono soffocati sotto le coperte), il termoregolatore dell’acqua calda.

3.     Le sbarre del lettino non devono far passare la testa del bambino.

4.     Installare sulla macchina a gas la griglia che impedisce la caduta delle pentole.

5.     Coprire le prese dell’energia elettrica, bloccare la porta del frigorifero (spesso i bambini si nascondono dentro); proteggere con materiale adatto gli angoli dei mobili; bloccare le finestre e le porte (talvolta un bambino insonne sbaglia porta); bloccare gli sportelli della lavatrice e della lavastoviglie (sempre più frequenti le fratture della dita); tenere in armadietti chiusi a chiave farmaci, detersivi e solventi; predisporre delle rete di protezione sui balconi; proteggere con cancelli le scale interne; acquistare giocattoli sicuri secondo l’età; acquistare elettrodomestici certificati CE.

6.     Tenere a portata di mano l’elenco con i numeri del telefono per l’emergenza (113, 118, 115) e il numero del Centro Antiveleni più vicino oltre al numero del Pediatra.

Articoli correlati:

Manovre anti-soffocamento

Una casa a misura di bambino

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