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Mag 21, 2012 - salute e benessere    No Comments

Prevenire l’allergia alimentare? Provate col sole!

children-garden.jpgSappiamo che l’esposizione al sole è importantissimo per la salute, perché aumenta la produzione di vitamina D.

Secondo una ricerca condotta dagli esperti dell’European Centre for Environment and Human Health di Truro (Inghilterra) e pubblicata dal Journal of Allergy and Clinical Immunology, far giocare spesso i bambini all’aria aperta e al sole li protegge da possibili allergie alimentari o eczemi alla pelle.

Lo studio è stato condotto su oltre 10.000 bambini europei, relazionando il numero di ore trascorso al sole con lo stato di salute. I bambini che trascorrono più ore all’aria aperta soffrono meno di tutti di allergie tipo a nocciole e uova e manifestano meno eczemi.

 

 

 

Per prevenire il Parkinson un aiuto dalla dieta

frutti bosco.jpgStudiando per 20 anni le abitudini alimentari di un gruppo di più di 130.000 persone i ricercatori hanno constatato che chi consuma spesso frutti di bosco (es. fragole, mirtilli, lamponi, more) oppure mele, vino e tè, va incontro a un rischio dimezzato, rispetto a chi non ne consuma per niente, di ammalarsi di Morbo di Parkinson.

Questi alimenti, ricchi in flavonoidi, svolgerebbero un’azione protettiva sulle cellule, comprese quelle del cervello, riducendo il rischio di andare incontro al morbo di parkinson, colpisce il cervello facendo perdere la memoria e il controllo dei movimenti.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medica Neurology ed è stato condotto alla Harvard University di Cambridge, negli Stati Uniti.

Soia, tè verde e arachidi amici della pressione

soia.jpgSecondo una nricerca condotta alla Columbia University di New York, presentata a Chicago, al Congresso dell’Associazione americana di Cardiologia, mangiare latte e formaggi di soia, insieme a tè verde e arachidi aiuta a tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Lo studio si è svolto in 20 anni su 5.000 persone tra i 18 e 30 anni d’età, relazionando la pressione con l’alimentazione: chi consuma abitualmente tè verde, arachidi o prodotti a base di soia ha la pressione sistolica, la “massima” più bassa di chi non consuma mai questi alimenti.

Probabilmente l’effetto positivo di questi alimenti è dovuto anche agli isoflavoni che hanno proprio l’efetto di abbassare la pressione.

Mag 14, 2012 - salute e benessere    1 Comment

La frutta essiccata può essere equiparata a quella fresca

frutta-secca-e-disidratata-salutare-come-quella-fresca_1381.jpgSecondo una ricerca dell’Università di Atene la frutta essiccata fa bene quanto quella fresca.

Gli studiosi hanno analizzato il contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti di frutta fresca e frutta essiccata e hanno scoperto che non ci sono differenze significative per quantità e qualità di sostanze benefiche contenute.

Se c’è la preoccupazione che la frutta essiccata sia troppo calorica e zuccherina basta non variare il numero di frutti consumati: chi vorrebbe mangiare 1 albicocca fresca, ne dovrebbe mangiare 1 secca. Chi una banana, mangerà 10 fettine di banana essiccata e via dicendo.

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Libri consigliati:

Frutta e verdura biologica

Conservare frutta e verdura

Curarsi con frutta e ortaggi

Golosi di frutta

 

Mag 10, 2012 - salute e benessere    No Comments

La differenza tra probiotici e prebiotici

Sono entrambi utili alla flora batterica intestinale e rendono più assimilabili gli elementi nutritivi dei cibi.

I prebiotici sono zuccheri contenuti nella frutta e nella verdura che, non essendo digeriti prima, arrivano nellìintestino integri così da poter stimolare la crescita di lattobacilli e bifidobacter.

I probiotici sono invece organismi vivi in grado di modificare la flora batterica intestinale e portare beneficio alla salute dell’ospite. Un probiotico è per es. lo yogurt.

I bambini devono stare legati nel seggiolino quando vanno in auto!

Sembrerebbe banale e scontato ma, da una recente indagine su 7 città italiane, solo il 40% dei bambini viaggia in auto secondo le normative di sicurezza. Solo il 40%!

Ogni anno ci sono più di 10.000 bambini coinvolti in incidenti stradali, tra i 130 e i 150 i morti all’anno a causa di incidenti stradali. Gli incidenti stradali sono la prima causa di mortalità tra i bambini da 5 a 14 anni.

Vediamo qual è la normativa:

Nel primo anno di vita, fino a circa 9 Kg di peso, il lattante deve viaggiare nell’ovetto (classe 0 o 0+) posizionato contro il senso di marcia, meglio sui sedili posteriorima anche nel sedile anteriore solo se si è bloccata la funzione dell’airbag.

Da 9 a 18 Kg, fino a circa 4 anni, i bimbi devono viaggiare su seggiolino (classe 1) ancorato sui sedili posteriori, rivolto nel senso di marcia.

Dai 18 ai 36 Kg e fino a quando l’altezza del bambino è inferiore a 150 cm occorre usare gli adattatori (ovvero piccoli sedili o rialzi) che tengono alto il bambino per permettergli di allacciare correttamente le cinture di sicurezza. Il bambino deve sempre sedersi sui sedili posteriori.

Il codice della strada prevede sanzioni fino a 300 euro, con la decurtazione di 5 punti sulla patente, per i genitori che viaggiano con i bambini non opportunamente sistemati in auto.

L’importante è far abituare il bambino il prima possibile al seggiolino dell’auto: i piccoli abituati fin dalla nascita a stare legati nel seggiolino ci staranno anche quando saranno più grandicelli.

E’ pero’ la fascia sopra i 4 anni quella più a rischio, perche’ mentre i genitori tendono ad usare i sistemi di sicurezza con i bambini molto piccoli, con il crescere dell’età l’uso del seggiolino diviene meno frequente. Ma ricordiamo che anche il breve tragittto da casa a scuola può presentare seri rischi e che occorre abituare il bambino ad allacciarsi prima ancora di avviare l’auto.

Puoi leggere:

Lavorare con la natura del neonato

 

Libri consigliati:

Sicurezza di casa mia

Troppe le medicine a portata di bambino

child_pills_1.jpgLa cronaca quotidiana ci riporta diversi casi di intossicazione, anche grave, dovuta all’assunzione da parte di bambini di farmaci trovati per casa.

La fascia più a rischio è quella dei bambini piccoli, dall’anno di età quando cominciano a esplorare la casa, ai 5 anni circa.

Oggi la notizia del cerotto antidolorifico applicato da un bambino di 3 anni che lo ha portato in coma (il cerotto contiene oppiacei). Negli Stati Uniti in cima alla lista dei farmaci assunti ci sono oppioidi e sedativi, in Italia parlando di esposizioni accidentali al primo posto compaiono gli analgesici che comprendono molte classi di farmaci tra cui antinfiammatori, antipiretici, paracetamolo e così via. Seguono gli ormoni, perché i bambini magari trovano nel comodino la pillola della mamma e la ingeriscono; e ancora gli antimicrobici, gli antiasmatici, gli antistaminici.

Secondo il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano «Per ogni 10 consulenze richieste ai nostri Centri, per casi di bambini sotto i 6 anni che hanno ingerito farmaci — spiega Franca Davanzo – circa 3 sono attribuibili ad errore terapeutico». Tutto il resto, invece, riguarda i cosiddetti “accessi incontrollati”, ovvero pillole che i bambini trovano in casa e che troppo spesso ingoiano per gioco. Rischiando invece conseguenze gravi.

Negli Stati Uniti, uno studio pubblicato di recente dall’Università di Cincinnati sul Journal of Pediatrics su oltre mezzo milione di bambini minori di 5 anni ha denunciato l’aumento vertiginoso delle intossicazioni da farmaci: dal 2001 al 2008, i piccoli pazienti visitati nei dipartimenti di emergenza per aver ingerito accidentalmente principi attivi anche molto potenti trovati in casa sono aumentati di quasi un terzo (+28%) e anche di più sono cresciuti i ricoveri (+36%).

 

Occorre dunque cercare di creare un ambiente sicuro per i bambini evitando innanzitutto l’autoprescrizione di farmaci e tenendo le confezioni di farmaci utilizzati dagli adulti in cassette chiuse e non raggiungibili dai più piccoli.

Libri consigliati:

Sicurezza di casa mia

La nostra casa sana e sicura

La piramide dell’acqua

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Lo sappiamo tutti, ma si continua a fare finta di niente: entro il 2022 l’acqua sarà un bene di lusso. Ad oggi 1 persona su 6 in tutto il pianeta non ha accesso all’acqua, 1 miliardo di persone dispone di 20 litri di acqua al giorno, un italiano medio consuma 385 litri al giorno, un americano 575.

In occasione della giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, Il Barilla Center for Food and Nutrition e la sua piramide dell’acqua sono state ritenute “tra i migliori modelli alimentari per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche”.

Per misurare l’impatto di ciascun prodotto sulle risorse idriche del pianeta è stato realizzato un indicatore complessivo e multidimensionale chiamato water footprint (impronta idrica), che prende in considerazione il contenuto d’acqua virtuale di un prodotto, costituito dal volume d’acqua dolce consumata direttamente o indirettamente per realizzarlo, e calcolato sommando tutte le fasi della catena di produzione.

Ad esempio, produrre un pomodoro richiede 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2400 litri d’acqua, una T-shirt 2000 litri d’acqua, un paio di scarpe di cuoio 8000 litri. Più in generale, il consumo d’acqua virtuale giornaliero per alimentarsi varia da circa 1500-2600 litri nel caso di una dieta vegetariana a circa 4000-5400 litri per una ricca di carne.

Unendo questa piramide alla piramide della buona nutrizione

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si è visto che i cibi che fanno meglio e che dovremmo consumare di più (frutta, verdura, cereali) sono proprio quelli che richiedono un minor utilizzo di acqua. Una dieta vegetariana richiede un consumo di 1500 litri al giorno rispetto ai 5000 di una dieta onnivora.

Un altro motivo, dunque, per ripensare alle nostre abitudini quotidiane e a fare le nostre scelte con maggior consapevolezza: ridurre lo spreco si può e si deve!

Libri consigliati:

– 50 idee per risparmiare acqua e energia

– Chiudiamo il rubinetto!

Apr 13, 2012 - salute e benessere    No Comments

Studio «Learn to Sleep Well» rivela correlazione tra posizione nel sonno e personalità

Il professor Chris Idzikowski, direttore dello Sleep Assessment and Advisory Service di Londra, ha condotto lo studio «Learn to Sleep Well» condotto su un migliaio di adulti di ambo i sessi analizzando sei posizioni del sonno comuni, e ha scoperto che ciascuna è legato a un particolare tipo di personalità.
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Ci sono molte teorie che fanno propria l’idea di come la forma del corpo e le relative posizioni assunte dicano molto sulla personalità, l’interiorità dell’essere umano. In questo caso si tratta di un vero e proprio studio che verifica come questo succeda anche durante il sonno.

Sono state individuate 6 tipologie differenti, ognuna con particolari caratteristiche: oltre alla stella di mare (5% dei casi), c’è la posizione fetale (41%), quella a tronco (15%) quella del cercatore (13%), quella del soldato (8%) e quella in caduta libera (7%):

 

– POSIZIONE FETALE (FOETUS): Coloro che si rannicchiano in posizione fetale possono essere identificate come persone che si mostrano “dure” apparentemente, ma interiormente sono sensibili, timidi, ma in grado di vivere le relazioni con rilassamento. Questa è la posizione sonno più comune, adottata dal 41% delle 1.000 persone che hanno partecipato al sondaggio. Dormono così soprattutto le donne, il doppio degli uomini.

– POSIZIONE A TRONCO (LOG): posizione in cui ci si sdraia su un fianco con entrambe le braccia sui lati. Si tratta di persone socievoli e accomodanti, a cui piace la compagnia e che si fidano degli estranei, ma possono dimostrarsi un po’ ingenui e creduloni.

– POSIZIONE DEL CERCATORE (YEARNER):  è quella di chi si sdraia su un fianco e protende entrambe le braccia in avanti come a cercare qualcosa nel letto. Si tratta di persone aperte, ma che possono diventare sospettose e ciniche. Ci mettono tempo a decidere, ma una volta che l’hanno fatto è difficile far loro cambiare idea.

– POSIZIONE DEL SOLDATO (SOLDIER): posizione sdraiata sul dorso con entrambe le braccia sui fianchi. Sono persone calme e riservate a cui non piace il disordine, rigorosi con sé stessi e con gli altri.

– POSIZIONE IN CADUTA LIBERA (FREEFALLER): chi si adagia in posizione prona allargando sui lati entrambe le braccia come se si stesse tuffando. Si tratta di persone passive e scontrose, con i nervi a fior di pelle e insofferenti alle critiche o alle situazioni stressanti.

– POSIZIONE STELLA DI MARE (STARFISH): sdraiati sulla schiena con entrambe le braccia alzate in. Si tratta di persone amichevoli, sempre pronte ad ascoltare gli altri,e offrire aiuto quando necessario. A cui in genere non piace essere al centro dell’attenzione

Dal punto di vita della salute, invece, lo studio ha rilevato che in particolare la posizione in caduta libera è utile alla digestione, mentre quella del soldato e quella a stella di mare possono predisporre al russamento e a un sonno disturbato perché dormendo sulla schiena si respira peggio. Queste persone non sono comunque necessariamente portate a svegliarsi, ma il loro sonno potrebbe risultare meno ristoratore.

Libri consigliati:

Manuale del buon sonno

Un sonno perfetto

I feromoni dello stress

crying-baby-natural-high-300x199.jpgConosciamo ormai bene i feromoni dell’amore e dell’attrazione, meno si parla dei feromoni dell’allarme: i feromoni sono sostanze prodotte dalle ghiandole sebaceee sudoripare percepite per via olfattiva e in parte gustativa a livello subconscio. I feromoni dell’allarme vengono prodotti in dosi elevate ogni volta che ci sentiamo sotto stress (a causa del lavoro, delle incombenze o dei rapporti interpersonali).

L’odore di stress viene percepito dalle persone che abbiamo intorno, soprattutto dai bambini, che a loro volta sentono che c’è allarme: i nostri bambini diventano inquieti, si agitano, piangono, sono irritabili.

Teniamolo presente quando non riusciamo ad addormentarli, o quando ce ne combinano una dopo l’altra: il lavoro personale sul nostro benessere e rilassamento come adulti è antecedente a qualsiasi lavoro o trattamento da fare sui bambini.

UN’IDEA PER LAVARE L’ANSIA

Una soluzione semplice per migliorare l’atmosfera casalinga è farsi una bella doccia per lavare via l’odore dello stress. L’uso di oli essenziali nel diffusore o nel bagno aiuta moltissimo, per rasserenare i bimbi sono particolarmente indicati quelli di melissa, lavanda e valeriana.

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