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Gli omogeneizzati pericolosi

Food-.jpgPersonalmente sconsiglio sempre di svezzare con omogeneizzati e liofilizzati, nulla di meglio dell’amore che entra nel cibo grazie alle mani laboriose della mamma!

Ora anche una notizia che arriva dall’ospedale Regina Margherita di Torino e che ha portato a una denuncia al Procuratore della Repubblica Guariniello, ci mette nuovamente in allarme: 106 bambine che sono state svezzate con omogeneizzati hanno mostrato uno sviluppo precoce del seno, detto telarca.

L’elemento in comune di tutte queste bambine era il nutrimento tramite omogeneizzati animali confezionati, ora la Procura ha disposto campionamenti sui prodotti di alcune marche, temendo che possano contenere anabolizzanti.

Onde evitare meglio prepararsi le pappe da sé, scegliendo bene da chi acquistare gli alimenti.

 

Gufo Anacleto. Il nido-famiglia di Sonia Oliva

... bambini ascoltate vi svelo un segreto me l'ha sussurrato il gufo Anacleto: son come fratelli i boschi del mondo che fanno insieme un gran girotondo. Un bosco è solenne l'altro è leggero o vecchio saggio, ma per davvero; gioca la luce coi rami e le fronde  o il raggio di sole un po’ si nasconde; alberi antichi e senza paura affidan radici alla zolla scura,  così cielo e terra si danno la mano si sfioran lievi, non son più lontano...Sono Sonia una madre di due figli che hanno rispettivamente 16 e 8 anni.

Come madre ho sempre cercato di mettermi in ascolto, sia durante la gravidanza, attraverso i cambiamenti ( nn solo fisici) che i miei figli mi stavano trasmettendo, e anche dopo, la loro nascita.

Alberto Riccardo, il grande mi ha portato a un cambiamento radicale sull’alimentazione (vegetariana), sul tipo di vita che da lì a poco stavo per compiere. Dopo un anno dalla sua nascita,ho deciso d’iscrivermi al corso di pedagogia steineriana di due anni. Il mio mondo da quel momento cambia rotta e incomincio ad interessarmi di più dell’universo bambino, grazie agli strumenti che il corso mi stava donando.

Ho capito e imparato una grande lezione di vita, cioè, i bambini sono i nostri veri maestri e se educati nel rispetto e nella libertà sin da piccoli, avremo un futuro migliore.
Imparare a seguire i bambini attraverso i tre settenni e sviluppando così il volere, il sentire e il pensare, seguendo le loro tappe evolutive mi riempie di Gioia.

 

La fatica c’è sempre, ma la consapevolezza di quello che stai portando ad un altro essere in divenire, è Meraviglioso.

Con la nascita di Beniamino,la vita è cambiata di nuovo. Il cucciolo di casa, ha donato alla sua mamma, oltre alla sua salute precaria, anche l’esigenza di stare nell'”equilibrio” che per carattere fatico ad avere.

Così per stare più vicino alla scuola steineriana e cercando di aprire un centro socio-pedagogico, mi sono trasferita a milano, dopo 13 anni di provincia.

Arrivata a Milano, ho aperto in casa mia un nido famiglia. Ogni giorno devo confrontarmi con mamme, nonne e bimbi diversi, con educazione diverse.

Il mio motto è: RITMO,RITMO, e ancora RITMO.

I bambini nn hanno bisogno di grandi stimoli, mia nonna diceva:”ogni età ha il suo gradino!”.

Per concludere vi dico osservate a ascoltate  i vostri bimbi, ci guadagnerete voi, loro e il mondo intero.

Sonia Oliva

 www.gufoanacleto.com

La verdura no!

bambin mangia verdura.jpg“la verdura non la mangio!”, “che schifo la verdura!”, “la verdura non mi piace”… Quante volte i nostri bambini dicono così quando offriamo loro la verdura.

L’avversione dei bambini nei confronti delle verdure, a lungo andare, può privarli di elementi nutritivi essenziali per il corpo.

Le verdure sono l’alimento che fornisce più di altri sostanze antiossidanti, che consentono una buona crescita e proteggono dall’invecchiamento, dalle malattie del cuore e dai tumori.

Le ricerche dimostrano infatti che chi mangia regolarmente verdure, frutti e legumi sono meglio protetti dall’ossidazione e dalle scorie metaboliche chiamate radicali liberi, che se non vengono neutralizzati intossicano l’organismo e lo danneggiano.

Sotto a due porzioni di verdura giornaliera l’organismo corre più rischi rispetto a quando si superano le tre porzioni. L’ideale sarebbe tra le 4 e le 5 porzioni, più di 5 non produce maggiori benefici. Per porzione si intende un paio di pugni del bambino.

Per quale motivo i bambini non amano le verdure? A volte crediamo sia solo per capriccio, in realtà il palato dei bambini è molto più sensibile del nostro e certi sapori forti risultano insopportabili.

Può essere il caso di verdure amarognole, come broccoli, cicorie, cavolfiori, carciofi, alcune insalate… ma anche acidulo o piccante.

Il gusto dei cibi svolge un ruolo essenziale nella nutrizione, il gradimento di un sapore al palato è ciò che fa mangiare più spesso un alimento di un altro.

Dunque come fare per rendere gradevole al bambino ciò che a lui gradevole non sembra?

– Innanzitutto possiamo dire che fin dal pancione il bambino impara a conoscere certi sapori e ad apprezzarli, il primo passo sarebbe dunque avere una dieta in gravidanza più completa e salutare possibile. Lo stesso avviene durante l’allattamento: il sapore dei cibi passa nel latte e i bambini entrano in contatto con i cibi più variegati.

– Alcune ricerche condotte alla Montfort University di Leicester e dalle università di Bristol e Birmingham, condotte su 7866 famiglie,  ci confermano poi che i bambini svezzati con pappa fatta in casa dall’età di 6-7 mesi, all’età di 7 anni tendono a mangiare più frutta e verdura rispetto ai bambini svezzati con omogeneizzati e abituati agli alimenti per bambini.

– Le verdure cotte tendono a perdere il loro forte sapore, conviene dunque cominciare a offrire verdure cotte prima di passare a quelle crude.

– A volte basta “nascondere” le verdure all’interno dei piatti più amati, nel sugo, sulla pizza, nel purè, negli gnocchi, etc. per cominciare a farle assaporare e poi offrirle da sole.

– Usare gli aromi come menta, basilico, origano, etc. aiuta a rendere più appetibili le verdure con un sapore più forte.

– Si possono anche mischiare verdure con un sapore più dolce, come per es. la carota e il finocchio, con verdure più amare, come il broccolo o la verza.

– Anche il condimento vuole la sua parte: l’olio extravergine di oliva spremuto a freddo è sempre indicato, scegliamone uno con un sapore non troppo forte e magari uniamolo ad altri oli, per es. lino o girasole, sempre spremuti a freddo, meglio se bio.

 

Libri consigliati:

La verdura non la mangio!

Il mio bambino non mi mangia

Mio figlio mangia solo schifezze!

Piccoli chef in cucina

100 baby ricette

Mar 7, 2012 - salute e benessere    No Comments

Banane acerbe?

banane mele.jpgPer accelerare la maturazione delle banane ancora acerbe la cosa migliore da fare è metterle nel cestino della frutta insieme alle mele.

Pare che questo fatto sia dovuto all’etilene, un ormone che viene prodotto dalla pianta e che, se scollegato dal frutto, riesce ad autoprodursi per terminare la maturazione.

La frutta si divide infatti in due grandi famiglie, climaterici e non climaterici, a seconda del fatto che una volta raccolta dalla pianta continui a maturare oppure no.

Mele, banane, kiwi, pere e tanti altri fanno parte dei frutti detti climaterici che maturano anche grazie all’etilene.

Avvicinando un frutto già maturo a uno acerbo, l’etilene prodotto da quello maturo influenza e alza il livello dell’ormone del frutto acerbo velocizzandone non poco la maturazione.

Ciò non funziona per i non climaterici come agrumi, uva e fragole.

Mar 7, 2012 - salute e benessere    No Comments

Un cervello nella pancia

frutti bosco.jpgSecondo la psicodietetica occorre scegliere gli alimenti di cui nutrirsi a seconda del proprio stato d’animo.

Volete prevenire litigi o arrabbiature? Per voi alimenti ricchi di acqua e sali minerali, come i frutti di bosco.

Siete tendenti alla tristezza? Secondo gli studiosi della Cornell University di New York le noci brasiliane sono quello che fa per voi.

E se siete irritabili, secondo studi dell’Università di Hannover, niente è meglio dell’aglio.

Mar 6, 2012 - salute e benessere    1 Comment

Omeopatia e bambini, le cure complementari di Lucia Verio

omeopatia.jpgLe cure naturali come ad esempio l’omeopatia sono sempre più ricercate anche in Italia: sempre più mamme si affidano ad omeopati di fiducia e specialisti per le cure del proprio bambino. Il principio delle cure omeopatiche prevede l’eliminazione della malattia dal nucleo e non opprimere semplicemente il sintomo. Individuato il principio omeopatico, viene  poi somministrato in quantità fortemente diluita.

Le cure di origine vegetale rappresentano più del 70% delle cure naturali: grazie all’elevata diluizione viene eliminata qualsiasi tossicità e potenziate le proprietà terapeutiche. Per i più piccoli le cure omeopatiche sono sempre più diffuse, anche per sintomi come influenza, dolori o stanchezza, ma anche per il ‘bernoccolo’ quotidiano, tipico di chi inizia a muovere i primi passi. La Chamomilla in 7 CH, ad esempio, è un ottimo rimedio per i dolori causati dai primi dentini, mentre per lividi e bernoccoli  l’Arnica in 7 o in 9 CH rappresenta la cura ideale.

Inoltre l’omeopatia per bambini è un ottimo rimedio anche per tantissime mamme alle prese con sintomi come disturbi del sonno, nervosismo o stanchezza: il Fosforo in 9 CH, ad esempio, può rappresentare la cura ideale per i propri bimbi.

E’ importante ricordare che tutte le cure mediche, anche quelle complementari ed alternative omeopatiche, vanno concordate con uno specialista:un bravo omeopata saprà indicarvi la cura ideale e Personale. L’omeopatia, infatti, non è universale, non esiste un rimedio che ‘va bene per tutti’, ma va studiata nel dettaglio per ogni singolo paziente.

Prodotti omeopatici per bambini e cure omeopatiche sono disponibili presso le principali erboristerie specializzate e piattaforme di farmacia online.

 

Feb 15, 2012 - salute e benessere    1 Comment

Le carote? vanno cotte intere e non a pezzi

Tucarota con foglie.pngtte le mamme alle prese col primo brodo la conoscono bene: parliamo della lessatura delle carote.

Secondo uno studio dell’Università di Newcastle, presentato al Congresso europeo di oncologia, le carote cotte intere e non a rondelle mantengono il 25% in più di falcarinolo (sostanza anticancro) e concentrazioni più alte di zucchero, proprio per il fatto che il contenuto nutrizionale della carota viene disperso più difficilmente durante la cottura se la carota rimane intera.

Feb 15, 2012 - salute e benessere    No Comments

Le prugne contro l’osteoporosi

prugne secche.jpgQuesta volta una notizia più per le nonne che per le mamme, ma insomma se non ci fossero loro… pare che le prugne secche aiutino a impedire alle ossa di perdere il loro contenuto naturale di calcio.

Lo studio è stato condotto all’Università di Miami, Florida, e pubblicato sul British Journal of Nutrition: sono state osservate 55 donne in menopausa, che per 1 anno hanno assunto quotidianamente 100 gr. di prugne secche, e altre 45 che hanno invece consumato mele secche. A entrambi i gruppi venivano somministrate dosi quotidiane di calcio e vitamina D.

Dopo 1 anno di osservazione è stata analizzata la densità delle ossa del campione scoprendo così che il gruppo “delle prugne” aveva uno scheletro più in salute del “gruppo mele”.

Feb 13, 2012 - salute e benessere    No Comments

Mammografia si o no? Dubbio sull’utilità dell’esame come screening

ar_mammoDR_main_en.jpgInteressante questo studio di due ricercatori americani, Gilbert Welch e Brittney Frankel del Dartmouth College a Lebanon, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine: la mammografia sarebbe, nella maggioranza dei casi, inutile.

Viene data una grande importanza alla “prevenzione” (che in realtà non consiste nel fare esami sempre più complessi ma semmai tenere uno stile di vita sano, ma vabbè) attuata secondo la moderna medicina attraverso gli “screening”.

Questi due ricercatori, insospettiti da tanta pubblicità riservata alle mammografie hanno voluto vederci chiaro e la conclusione può dare ragione a chi qualche riserva l’aveva già prima: nella maggior parte dei casi lo screening non aiuta. Anzi: rischia di intercettare neoplasie che non avrebbero mai dato segno della loro presenza, costringendo la donna a inutili terapie. E non può essere considerato un sistema di prevenzione dei tumori (si tratta, infatti, solo di diagnosi precoce).

Analizzando il rischio, per una donna, di sviluppare un tumore al seno nel giro di dieci anni e quello di morirne nel giro di venti, tenendo conto dell’eventuale beneficio legato alla diagnosi precoce del tumore arriviamo al risultato che la mammografia è utile in una percentuale di donne che varia dal 3 al 13 per cento, fra quelle che si sottopongono all’esame, e semmai potrebbe “salvare la vita” soltanto a loro. Per le altre, la diagnosi precoce non influenza la sopravvivenza e per qualcuna può addirittura rivelarsi dannosa.

In caso infatti di risultato positivo possiamo trovarci di fronte a 4 tipi di tumore:

 

– Il primo comprende neoplasie che crescono lentamente e possono essere curate quando danno segni di sé, senza bisogno di screening.

– Il secondo riguarda forme aggressive, la cui prognosi non è migliorata dalla diagnosi precoce.

– Al terzo appartengono tumori che non evolvono e che, in seguito alla loro scoperta, vengono poi trattati, inutilmente.

– Lo screening è, finalmente, utile nel caso di tumori la cui evoluzione è favorevolmente condizionata da una diagnosi precoce e da un intervento terapeutico tempestivo. Ma le persone colpite da questo tipo di neoplasia, sottolineano gli autori dello studio, sono una minoranza: una ogni mille donne sane che si sottopongono all’esame nell’arco di dieci anni.

Dopo questo studio, c’è da chiedersi quale sarà il futuro dello screening mammografico (dopo che gli esperti hanno già messo in discussione quello per la prostata attraverso il dosaggio del Psa, l’antigene specifico prostatico, nel sangue che si è rivelato inattendibile nella maggioranza dei casi), alla luce anche dei costi. Ma, si sa, finché la sanità pubblica paga…

Feb 12, 2012 - salute e benessere    No Comments

Evviva i ceci

pesce_spada_con_ceci_large_recette.jpgSi sa che sostituire la carne con legumi e cereali integrali non può che far bene, una ricerca rivela anche che in modo particolare il consumo di ceci proteggerebbe il cuore e le arterie.

La ricerca, condotta all’Università di Sidney e pubblicata su Annals of Nutrition anda metabolism, è stata condotta su 50 persone: a metà è stata assegnata una dieta ricca di ceci, all’altra metà una normale dieta equilibrata.

Dopo 5 settimane la metà che aveva seguito la dieta ricca di ceci ha avuto una diminuizione del 4% del colesterolo totale e del 5% i livelli del colesterolo Ldl, che si deposita nelle arterie.

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