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Gen 30, 2012 - salute e benessere    No Comments

Quanto è importante l’acqua per i bambini nel periodo invernale

untitled.pngSappiamo bene quanto sia importante offrire una adeguata idratazione al corpo, soprattutto quando si tratta di anziani e bambini. Spesso, però, si crede erroneamente che in inverno non sia importante bere quanto d’estate. Vediamo perché in questo periodo è così importante offrire il giusto apporto d’acqua ai nostri bambini:

– raffeddore e influenza mettono sotto stress l’organismo, bere aiuta il bambino a riprendersi e a prevenire ulteriori indisposizioni.

– Il riscaldamento nelle abitazioni, negli asili, etc. favorisce la sudorazione e la perdita di liquidi che vanno assolutamente reintegrati.

– nei piccoli possiamo arrivare a perdite giornaliere di liquido fino al 15% del peso del corpo nei primi mesi di vita. I bambini sono dunqua esposti al pericolo della disidratazione molto più degli adulti, considerando poi la presenza, in questo periodo dell’anno di raffreddamento, influenza, etc. magari accompagnati da vomito e diarrea.

– I caso di febbre il fabbisogno di liquidi aumenta del 10% per ogni grado superiore ai 37, calcolando che un bambino nel primo anno di vita necessita di circa 150 ml/Kg al giorno di acqua, 120ml/Kg nel secondo anno, tra 70 e 100ml/Kg tra 4 e 10 anni.

– L’acqua più indicata è la oligominerale a bassa mineralizzazione.

Le doula di doulamama.it


z3.jpgLa nascita di un bambino è un’esperienza straordinaria. Durante la gravidanza ti senti cambiare nel corpo e nella mente. Con l’arrivo del tuo bambino hai bisogno di tempo per lui e sostegno per te. 


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è una Donna che ti affianca durante la gravidanza, il parto e i primi mesi del tuo bambino, per farti vivere in modo consapevole il periodo più delicato della tua vita. 


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*(parola greca che significa “donna al servizio della donna”) 

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il bisogno di sonno dei bambini

images.jpgNe abbiamo parlato tante volte, ora lo conferma anche un nuovo studio: i bambini che non fanno regolarmente il sonnellino pomeridiano diventano adulti scontrosi, umorali e spesso anche affetti da problemi mentali.

Lo studio, della University of Colorado Boulder (Usa), pubblicato sul ‘Journal of Sleep Research’ rivela che i bambini che perdono anche un solo un pisolino diventano più ansiosi e meno interessati al mondo che li circonda. Risultano inoltre anche meno eccitati dagli eventi felici e il minimo sforzo li rende stanchi. I ricercatori statunitensi dicono che questo accade perchè i sonnellini mancati influiscono sul modo in cui i piccoli esprimono sentimenti diversi. E a lungo termine, la mancanza di riposo può anche portare a problemi per tutta la vita legati all’umore, avvertono. La squadra di scienziati ha verificato tutto ciò studiando il sonno di un gruppo di bambini dai due ai tre anni. I piccoli indossavano un particolare dispositivo che misurava la quantità di sonno e i genitori hanno anche tenuto un registro dei riposini. 

Monique LeBourgeois e il suo team, studiando i bambini alle prese con un puzzle dopo un pisolino o dopo un pomeriggio di veglia, hanno concluso che il riposo giova molto all’umore dei piccoli, in questo caso regala una sensazione di felicità dopo aver completato il gioco. LeBourgeois commenta: «Molti bambini oggi non dormono a sufficienza e questo studio mostra che tutto ciò può plasmare negativamente lo sviluppo emotivo futuro dei bimbi. Proprio come una buona alimentazione, un sonno adeguato è un bisogno primario per i piccoli».


Libri utili:

Fai la nanna senza lacrime

Ninna nanna ninna oh

Il sonno del tuo bambino

Di notte con tuo figlio


Come i nove mesi prima del parto influenzano il resto della nostra vita

Underweight-During-Pregnancy.jpgSecondo Annie Murphy Paul, nel suo ORIGIN’S: HOW THE NINE MONTHS BEFORE BIRTH SHAPE THE REST OF OUR LIVES, abitudini e comportamenti criminali dipendono dalla dieta seguita nei nove mesi.

Se la mamma non mangia abbastanza proteine il feto anziché muscoli farà tessuto adiposo, se mangia troppo rischia di partorire bambini con più malformazioni di quanto non succeda alle donne che stanno nel peso ideale. Mangiare pesce in gravidanza è importante, aiuta lo sviluppo del sistema nervoso del feto, ma mangiarne troppo fa male. Donne gravide che mangiavano quasi sempre pesce e soprattutto pesce spada e tonno passavano al feto un sacco di mercurio. I bambini nati da quelle mamme a scuola avevano difficoltà a esprimersi e persino ritardo mentale (l’hanno visto in Danimarca con uno studio del 1997). 

Il fumo fa malissimo: aborto, parto prematuro, malformazioni. Anche l’alcol fa male: altera lo sviluppo del cuore e predispone a malattie che si manifesteranno nella vita adulta.

I bimbi nati da chi era gravida durante l’attacco alle Torri Gemelle a New York nel 2001 pesavano meno del normale. È successo lo stesso con i terremoti e con l’uragano Katrina. È perché gli ormoni dello stress – cortisolo e adrenalina – hanno una influenza negativa sullo sviluppo del feto. Quei bambini lì hanno meno glomeruli nel rene e meno isole del pancreas – quelle che fabbricano l’insulina – e da grandi avranno la pressione alta, più malattie del cuore e più diabete dei loro coetanei.

Ma non solo, ci sarebbero anche le spiegazioni per tanti altri aspetti della vita: pare che, per esempio, molti omosessuali abbiano un fratello maschio più grande. Lo possiamo spiegare alla Freud ma forse anche con il fatto che in gravidanza la mamma fabbrica anticorpi contro certe proteine del feto, alla seconda gravidanza di un altro maschio questi anticorpi potrebbero interferire con le proteine che controllano lo sviluppo di certe parti del cervello che predispongono all’omosessualità. Le basi scientifiche di questa ipotesi sono in un lavoro pubblicato nel 2006 su Proceedings of the National Academy of Sciences da Ray Blanchard, professore di psichiatria in Canada.

E per ultimo un evento piuttosto noto: per Charles Gaston, condannato per omicidio in California, i giudici hanno sospeso la pena di morte quando i suoi avvocati sono riusciti a dimostrare che la madre beveva e che era ubriaca perfino il giorno del parto.

Anche in Italia troviamo informazioni in merito: l’Associazione Nazionale di Psicologia e Educazione Prenatale ha pubblicato Genitori Prima, Gino Soldera Conoscere il carattere del bambino prima che nasca.

Un motivo in più per prestare particolarmente attenzione a un periodo della vita ancora avvolto nel mistero, ma sicuramente molto importante e sacro.

 

Dic 6, 2011 - salute e benessere    No Comments

Il daltonismo è ereditario

Il daltonismo è un difetto della vista che provoca una visione dei colori alterata. Questa patologia è relativamente frequente (10% dei maschi, 1% delle femmine).

E’ una forma ereditaria che viene determinata da un’alterazione ai cromosomi che compromette i recettori luminosi e che porta a una parziale o totale incapacità di vedere i colori fondamentali come rosso, verde e blu.

Il modo in cui viene individuato questo difetto è solitamente con l’osservazione empirica da parte della famiglia o della scuola, la diagnosi precisa spetta comunque all’oculista che si avvale di particolari test con tavole di colori.

La madre è spesso portatrice non sintomatica quando un figlio maschio presenta daltonismo.

Dic 6, 2011 - salute e benessere    No Comments

Essere felici allunga la vita

Ebbene sì: ridi che ti passa!

Secondo uno Studio dell’Università dell’Illinois (Stati Uniti) le persone che hanno dimostrato più felicità e apertura alla vita sono anche quelle con un sistema immunitario più forte.

Anche una ricerca condotta da alcuni studiosi dell’University College di Londra, che ha studiato 4000 soggetti di età compresa tra 52 e 79 anni, conferma che un atteggiamento positivo e un modo di fare allegro contribuiscono a ridurre il rischio di morte prematura.

Dic 6, 2011 - salute e benessere    No Comments

Allattare con l’epatite

Quando la mamma è portatrice sana di epatite è consentito l’allattamento al seno?

Se la mamma è portatrice di epatite B si potrà allattare dopo aver vaccinato il bambino e dopo aver somministrato le immunoglobuline.

Per l’epatite C non c’è il vaccino, ma difficilmente viene passata al neonato, a meno di affezione anche al virus HIV. E’ possibile eseguire un prelievo sulla mamma per valutare l’aggressività del virus, comunque nella maggioranza dei casi l’allattamento materno è consentito.

Dic 5, 2011 - salute e benessere    1 Comment

Guerra commerciale Plasmon-Barilla

Ricevo da www.uppa.it credo sia importante che tutti possano sapere:

Nell`arco di pochi giorni si sono verificati due eventi, che non possono non interessare le famiglie.
Plasmon, famosa ditta di prodotti per l`alimentazione dei bambini, ha lanciato una campagna di pubblicità comparativa, nella quale sostiene che la pastina e i biscotti prodotti dalla Barilla, un`altrettanto famosa ditta di prodotti alimentari, non dovrebbero essere utilizzati per i bambini fino a 3 anni: conterrebbero dosi troppo alte di pesticidi.
Il presidente di un sindacato di pediatri ha diramato un comunicato i cui contenuti sono sostanzialmente gli stessi (senza citare però nomi commerciali), ma con un`aggiunta: sono i pediatri che garantiscono sull`alimentazione dei bambini piccoli.
Si tratta di una normale guerra commerciale e di un`altrettanto normale presa di posizione “scientifica”, oppure c`è in ballo qualcosa di più?

Intanto la coincidenza di questi due eventi è quantomeno curiosa: difficile sfuggire al sospetto che si tratti di un`azione coordinata. Se così fosse, sarebbe deplorevole che un`organizzazione di pediatri (anche se si tratta solo di un sindacato e non di una società scientifica) si fosse accordata con una multinazionale per influenzare gli acquisti delle famiglie italiane. Ma noi non ci occuperemo di questo aspetto, perché ci sembra, tutto sommato marginale.
Le vere questioni in ballo, a nostro parere, sono tre: è vero che gli alimenti destinati al mercato contengono sostanze potenzialmente tossiche? E` indispensabile che i bambini si alimentino esclusivamente con prodotti industriali studiati per loro, oppure possono utilizzare il cibo di tutti? Sono i pediatri che devono gestire l`alimentazione dei bambini, o sono le famiglie che devono curare un`alimentazione sana per tutti, compresi i figli piccoli?
Alla prima domanda si può rispondere così: sappiamo che la legge italiana prevede un doppio standard per quello che riguarda i prodotti alimentari (le concentrazioni di pesticidi ammesse per i prodotti destinati al bambini sono molto inferiori a quelle ammesse per i prodotti destinati agli adulti), ma se esiste il sospetto che concentrazioni ritenute sicure per gli adulti possano essere pericolose, allora si fissino concentrazioni più basse, se non vogliamo ridurci tutti ad una dieta a base di biscottini solubili e pennette. Se invece i limiti per i pesticidi ammessi nei prodotti per adulti sono sicuri, va benissimo che esistano in commercio prodotti ancora meno “inquinati”, ma sarà anche bene che le famiglie si sentano libere di scegliere, senza subire campagne terroristiche.
La seconda risposta non può non tenere conto di una doppia considerazione: quello che si mangia fino a tre anni rappresenta una quota infinitesimale di quanto si mangi in tutta la vita; i bambini non mangiano solo pastina e biscottini e neppure si alimentano esclusivamente con vasetti e scatolette “prescritti” dal pediatra, ma, grazie al cielo, sgranocchiano croste di pane e pezzi di pizza, affondano i primi dentini in ciambelloni preparati dalle mani amorose delle loro mamme ecc. ecc. E allora come la mettiamo? La vita di ciascuno sarebbe composta da due fasi: la prima (breve) tutta a base di baby food (e giù botte sulle manine, se si allungano su una fetta di panettone), e la seconda (lunghissima) in cui si mangia di tutto. Ma la nostra salute sarebbe condizionata in maniera determinante da una parte di quello che si mangia nei primi tre anni, cioè da una quota sostanzialmente irrilevante degli alimenti introdotti nel corso della vita. Non ci sembra un`ipotesi verosimile.
E veniamo alla terza questione che, come pediatri, ci riguarda più da vicino. La letteratura scientifica internazionale ci offre continuamente nuove dimostrazione dei danni che la medicina ha fatto quando ha deciso di appropriarsi della gestione dell`alimentazione dei bambini, sottraendola alla responsabilità delle famiglie ed espropriando così le mamme del loro “sapere”, tramandato da generazioni. Tanto per fare un esempio che tutti possono capire, la crescente diffusione delle allergie alimentari dipende in gran parte, ormai lo sappiamo per certo, dalle “regole”, dalle “esclusioni” e della insensata”progressività” che proprio noi pediatri abbiamo imposto fin`ora alle famiglie. Lo stesso divieto di aggiungere sale alle pappe dei bambini (che noi pediatri abbiamo imposto per decenni) sembra essere, oltre che non giustificato da alcuna evidenza scientifica, responsabile di una parte dei disturbi della condotta alimentare dei bambini piccoli. E allora, vogliamo imparare dall`esperienza, come si addice a chi vanta un background scientifico, oppure no? Vogliamo che la pediatria progredisca e acquisisca un ruolo sempre più consapevole nella difesa dei bambini dalle malattie, oppure preferiamo fermarci alla vecchia figura del pediatra, alle prese con i “dosaggi” delle patate e delle carote nel brodo vegetale o con la “prescrizione” (sul ricettario, mi raccomando!) di questo o quell`alimento in vendita, chissà perché, in Farmacia?
Noi non possiamo che ribadire la nostra proposta: bambini allattati al seno nei primi mesi, e poi alimentazione sana ed equilibrata per tutta la famiglia, con prodotti sicuri e gustosi.
Che le ditte produttrici di alimenti per grandi e piccini si facciano pure tutte le guerre che vogliono. Noi pediatri preferiamo starne fuori.

Esiste il quoziente Inellettivo Q.I. ?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature il famoso esame che dovrebbe misurare l’intelligenza è una pratica inutile e forse dannosa, perché viene effettuato spesso quando una persona è ancora mentalmente instabile, in particolare in età infantile o adolescenziale, e dunque non sarebbe affidabile. Ne sono convinti i ricercatori dell’University College di Londra, secondo cui non ha senso sottoporre un adolescente al test del QI perché, a quell’età, ci sono molti alti e bassi emotivi e ormonali, che influiscono sui risultati.

“Abbiamo osservato il QI in adolescenti nelle prove verbali e non verbali ed abbiamo misurato un cambiamento nel corso di un periodo di tre-quattro anni. Possiamo così sostenere che una parte di questo cambiamento deve essere correlato alla capacità, perché corrisponde ai cambiamenti nella struttura del cervello”

 

ha affermato Cathy Price, autrice dello studio.

Nel complesso, il 35% degli studenti ha mostrato un qualche tipo di cambiamento, il che significa che in circa un adolescente su 3 il test del QI non è affidabile.

Questo studio si rivela molto importante perché mina le fondamenta di alcuni sistemi scolastici, in particolare quelli anglosassoni che in pratica segnano la vita di una persona sin da bambina, quando attraverso il test le consentono o vietano di frequentare alcuni tipi di scuole. Ciò che vogliono sottolineare i ricercatori è che, a meno che non ci siano problemi specifici, chiunque con una buona educazione può migliorare il proprio QI, il quale non rimane sempre uguale per tutta la vita.

Precedenti ricerche indicano che questo tipo di “rinforzo” per il cervello può verificarsi persino in età adulta, quando una certa zona del cervello viene utilizzata più frequentemente, rendendo alla fine il test del quoziente intellettivo perfettamente inutile.

 

Libri consigliati:

Il fallimento dell’intelligenza

L’intelligenza multidimensionale

L’intelligenza si impara

Come sviluppare tutti i talenti del bambino

Nov 15, 2011 - salute e benessere    No Comments

Mangiare noci protegge dal cancro al seno

noce.jpgSecondo una ricerca condotta dagli studiosi della Marshall University (Stati Uniti) e pubblicata su Nutrition and Cancer, le donne che mangiano 50 gr. di noci al giorno dimezzano il rischio di ammalarsi di cancro al seno.

Lo studio è stato condotto su topolini, ma secondo gli esperti le noci avrebbero lo stesso effetto sull’uomo per merito dei polifenoli, che neutralizzano i radicali liberi e proteggono la salute.

 

 

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