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L’ormone che rende i neopapà più affettuosi

papà-bimbo.jpgChi l’ha detto che siamo solamente noi mamme a soffrire di sbalzi ormonali?

Secondo uno studio condotto dalla Northwestern University di Chicago, Stati Uniti, e pubbblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, anche i neopapà variano i loro livelli ormonali per diventare più affettuosi e attenti ai bisogni di mamme e nuovo nato.

Lo studio è stato condotto su 600 uomini, controllati prima e dopo la paternità: subito dopo la nascita dei figli nei papà si abbassava improvvisamente e immediatamente il livello di testosterone (ormone maschile che regola l’aggressività). I valori minimi sono stati registrati nel primo mese di vita del proprio bambino, soprattutto nei papà particolarmente coinvolti nella cura e gestione quotidiana del bebè.

Alberi antinquinamento

Sappiamo che gli alberi producono ossigeno e che permettono la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra. Ora l’Università di Parma ha verificato come non solo la natura sia in grado di assorbire anidride carbonica, ma anche di avere una vera e propria funzione anti-inquinamento. Gli alberi sono dei filtri purificatori, ingoiano le sostanze tossiche, le modificano e le rendono non nocive.

Le sostanze che gli alberi assorbono sono quelle contenute anche in: vernici, detersivi, elettrodomestici, computer.

Quali sono le piante antismog da tenere in appartamento?

DRACAENA, che combatte gli inquinanti di plastiche, collanti e schiume degli isolanti

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FICUS, contro formaldeide e fumo

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POTHOS, blocca i vapori chimici

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SPATHYPHILLIUM, mitiga benzene e trielina

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All’aperto, per filtrare l’aria inquinata si può ricorrere al lauro, al pitosforo e al ligustro, ma anche all’olivo, rosmarino e ginepro. Alla Warnell University, in Georgia (Stati Uniti) hanno provato come un viale alberato possa abbattere il 60% dell’inquinamento prodotto dalle auto. Gli alberi migliori sono i tigli, gli olmi e gli aceri.

 

Gravidanza più difficile per le donne di gruppo 0

gravidanza.jpgSecondo uno studio condotto da ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine e dell’Università di Yale, sembrerebbe che a presentare le maggiori difficoltà di concepimento siano le donne appartenenti al gruppo sanguigno 0.

Pare che le donne di gruppo 0 abbiano una riserva ovarica quantitativamente inferiore e di qualità più bassa rispetto alle donne appartenenti agli altri gruppi sanguigni.

 

Nov 8, 2011 - salute e benessere    No Comments

Manovre di disostruzione pediatriche

Ogni anno in Italia 50 bambini perdono la vita per soffocamento da corpo estraneo: non solo per il quello che hanno ingerito accidentalmente (palline di gomme, prosciutto crudo, insalata,caramelle gommose, noccioline, giochi), ma soprattutto perché chi li assiste nei primi drammatici momenti, il più delle volte non è formato a queste manovre e genera disastrose conseguenze.

Il non sapere come muoversi in quei momenti può infatti generare errori gravissimi: ad esempio prendere per i piedi un bambino che è ostruito, o peggio ancora mettere le dita in bocca, sono le prime due cose che vengono fatte dal soccorritore occasionale non preparato, e che purtroppo possono facilitare la morte del bambino.

Vi rimandiamo al sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/ del dottor Marco Squicciarini, nato dalla sentita esigenza di diffondere le linee guida sulla disostruzione pediatrica e sulle manovre accessorie di rianimazione cardiopolmonare pediatrica ad esse collegate, tra sanitari ( medici e infermieri ) e “laici” ( maestre,insegnanti,allenatori, baby sitter, genitori, bagnini etc etc…), che cambiano in tutto il mondo ogni 5 anni, e che quasi nessuno conosce.

Nov 7, 2011 - salute e benessere    No Comments

Il cioccolato per prevenire l’ictus

cioccolato-fondente.jpgCerchiamo sempre di evitare il cioccolato, invece pare che abbia anche qualche proprietà… secondo una ricerca svedese pubblicata sulla rivista Journal of the American College of Cardiology, mangiare spesso cioccolato protegge dal rischio di ictus. Gli scienziati hanno studiato per 10 anni l’alimentazione e la salute di più di 30000 persone tra i 49 e 83 anni. Nel gruppo di chi consumava più di 45 gr. alla settimana di cioccolato(mezza tavoletta circa) si riscontravano 3 volte meno ictus rispetto al gruppo di chi ne mangiava meno di 9 grammi.

Si tratta solo del potere del cioccolato fondente che contiene grandi quantità di flavonoidi, in grado di neutralizzare i radicali liberi.

Nov 7, 2011 - salute e benessere    No Comments

Perché i Figli della Play Station hanno i Denti Storti

figli-playstation-denti-storti.jpgMolto interessante questo libro, che si collega a Denti e salute di Michel Montaud.

Perchè un numero sempre maggiore di adolescenti ha i denti storti, nonostante i progressi ottenuti in campo alimentare, igienico e ortodontico, e deve ricorrere ad apparecchi metallici o altre cure dentistiche?

Il libro risponde a questi interrogativi illustrando al grande pubblico e agli specialisti del settore i principi della dentosofia, la disciplina che affronta le disarmonie della bocca lavorando sul legame tra denti, postura e psiche.

La dentosofia non è solo una valida alternativa alla pratica ortodontica di estrarre denti e di modificare in modo meccanico gli assetti della bocca, ma una rivoluzione delle cure dentistiche in cui l’accento è posto sulle cause e sulle conseguenze di una bocca disequilibrata, e non semplicemente sui sintomi.

Nel volume l’autore intreccia il proprio percorso personale con quello dei pazienti e dimostra come sia possibile ristabilire l’equilibrio dei denti e il benessere individuale a partire dall’elaborazione dei propri conflitti emotivi.

Il dottor Ovidi descrive con chiarezza sia i presupposti teorici della dentosofia che le applicazioni pratiche del suo principale strumento terapeutico, l’attivatore plurifunzionale, un semplice apparecchio in caucciù, ora disponibile anche in silicone, in grado di riequilibrare boca e postura.

Adatta a tutte le età, la dentosofia è particolarmente utile nel caso di bambini e adolescenti, che possono risolvere i problemi ortodontici, posturali e polifunzionali, come la corretta posizione della lingua e l’adeguata respirazione nasale, senza dover ricorrere ai trattamenti tradizionali, spesso invasivi e non sempre risolutivi.

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Denti e salute

 

Se il profumo è una efficace terapia

GiardinoCheAttivaOlfatto.jpgFin dall’antichità si conosce il potere del profumo, utilizzato infatti nei riti sacri.

Sappiamo per esperienza che basta percepire un certo odore per essere catapultati in immagini e ricordi del passato: le ricerche scientifiche degli ultimi anni confermano la singolarità della memoria olfattiva, che però nelle scienze psicologiche viene spesso lasciata da parte rispetto alle immagini e ai suoni.

L’olfattoterapia si fonda proprio sulla relazione privilegiata tra odori e stimolazione del cervello e si pone l’obiettivo di aiutare le persona a ritrovare, attraverso l’olfatto, il sonno, la memoria, la tranquillità, etc.

Per esempio possiamo pensare all’aroma del caffè, che ci rimanda subito alla sveglia del mattino: questo aroma viene usato con i malati che hanno perso la cognizione del tempo.

Ma gli aromi possono essere utilizzati anche per favorire la concentrazione: rosmarino e menta hanno capacità di riattivare e dare una sferzata di energia.

per chi ha problemi di stress la lavanda calma e leva la paura.

 

Ecco alcuni libri consigliati:

Aromaterapia di J. Valnet

Aromaterapia Tutor

I segreti della nuova aromaterapia

 

Puoi anche provare:

Aroma-kit

 

 

MASSAGGIO AYURVEDICO PER IL BAMBINO

MAPPA PER IL MASSAGGIO DEL BEBE’

AROMA-MASSAGGIO CON GLI OLI ESSENZIALI

L’AROMA MASSAGGIO

 

Nov 6, 2011 - salute e benessere    No Comments

Fitosteroli per stare bene

mandorle.jpgCosa sono i Fitosteroli?

Sono grassi di origine vegetale, la cui struttura a livello chimico è molto simile al colestrolo, ma mentre il colesterolo può essere assorbito fino al 60% i fitosteroli si assorbono in una percentuale pari al 2-2.5% (sul totale dei grassi vegetali assunti con la dieta).

 

Perché fanno bene?

Secondo un recente studio condotto in Spagna su 85 adulti sani e pubblicato on line su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases, si è visto che all’aumentare dei fitosteroli introdotti con la dieta si riduceva l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino e diminuiva in particolare il livello di colesterolo LDL (“cattivo”) nel sangue.

«Aumentare il consumo di alimenti ricchi in fitosteroli è consigliabile — aggiunge Domenico Sommariva, vicepresidente della sezione lombarda della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi — anche perché la maggior parte di questi alimenti, come gli oli, i semi, la frutta secca a guscio, sono ricchi pure di grassi mono e polinsaturi che contribuiscono a ridurre la colesterolemia, soprattutto quando vanno a sostituire altri grassi».

In quali alimenti possiamo trovare i fitosteroli?

Oli vegetali, segale, frutta secca e derivati dei cereali. E ancora: broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, olive.
Un’alimentazione ben bilanciata e ricca di frutta, verdura ed equilibrata per la componente dei grassi da condimento ne apporta all’incirca da 0.6 a 0.8 grammi al giorno.
Chi deve combattare il colestrolo prenda carta e penna e si segni questi alimenti.

Alimenti ricchi di fitosteroli (Quantità espressa in mg per 100 grammi di alimento)

Olio di mais

865

Sesamo

714

Olio germe di grano

553

Olio di mandorle

266

Origano

203

Salvia fresca

244

Pistacchi

214

Timo essiccato

163

Pinoli

141

Mandorle

118

Nocciole

110

Dragoncello

81

Lattuga

38

Buccia di Limone

35

Cavoletti di Bruxelles

24

Cavolo

11

 

Libri consigliati:

Colesterolo, amico o nemico?

Combattere il colesterolo alto, i grassi salutari.

La bon guide de l’Hygienisme: zucchero industriale nemico n.1 – colesterolo – bebè – bambini

 

QUANDO IL BEBE’ PIANGE

Neonato_che_piange.pngFinalmente a casa col nostro neonato, ci accorgiamo ben presto che il piccolo non solo mangia e dorme ma… a volte strilla anche!

MAMMA, SE IL TUO NEONATO PIANGE NON E’ PER COLPA TUA

Il pianto del neonato è fatto apposta per non lasciare indifferenti, ne va della sua sopravvivenza.

Osserviamo come il pianto sia la prima capacità relazionale del neonato. Il piccolo piange per farci capire che necessita della nostra assistenza, che ha fame, ha freddo, ha sonno… ma questo non significa che un neonato che piange manifesti sempre e solo un “bisogno”.

Secondo le statistiche, infatti, il neonato piange normalmente dai 60 ai 100 minuti al giorno durante le prime 3 settimane di vita. Nelle settimane successive il pianto può aumentare anche di 2-4 ore al giorno, decrescendo gradualmente dai 3 mesi di età. Le osservazioni sui neonati hanno permesso di stabilire che il pianto si manifesta solitamente nelle stesse ore del giorno senza che gli interventi esterni riescano a farlo diminuire in maniera significativa.

Di conseguenza si può considerare il pianto un vero e proprio “stato comportamentale” del bambino, così come lo sono la veglia e il sonno. Ci sono bambini che piangono meno e bambini che strillano di più, ma sappiamo che il pianto è assolutamente fisiologico.

Ci sono moltissimi motivi per cui un neonato piange ed è proprio questo fatto a rendere difficile l’interpretazione delle cause. Quello che sappiamo è che il pianto è il principale strumento di comunicazione di un neonato e che possiamo definire due diverse categorie di pianto:

1- PIANTO DI BISOGNO

In questo caso il neonato ci sta facendo presente che c’è qualcosa che non va. Può essere che il bisogno sia di tipo “fisico”, per es. fame, sonno, caldo, freddo, stanchezza, dolore, fastidio. Ma il bisogno può anche essere“emotivo”: paura, spavento, bisogno di rassicurazione, noia, rabbia.

2- PIANTO DI SFOGO

Non sempre al pianto del neonato corrisponde un’effettiva esigenza che non ha ancora trovato risposta. Può anche essere che il pianto del nostro neonato sia un modo per scaricare delle tensioni.

 

PIANGERE FA BENE!

Secondo una ricerca degli studiosi della University of South Florida, il pianto stimola alcune funzioni del nostro corpo e riequilibra la nostra salute psichica.

Pare infatti che piangere aumenti la sensibilità della pelle e che migliori la respirazione, entrambi indici di buona salute.

Tutte le ricerche ci confermano che piangere è necessario, aiuta a combattere lo stress, rilasciando nell’organismo gli ormoni del rilassamento.

 

NO, PICCOLINO, NON PIANGERE!

La prima reazione di un adulto al pianto è l’istinto interiore di farlo cessare. Quante volte diciamo: “no, non piangere!”.

Ma se non ci lasciamo sopraffare dalle nostre emozioni, possiamo guardarci interiormente per chiederci se ciò che ci mette a disagio è il pianto del nostro neonato oppure il pianto del nostro “bambino interiore”.

 

PICCOLO MIO, PIANGI PURE!

Gli studi sembrano confermare che il pianto non è sempre una “richiesta di aiuto” e, di conseguenza, se un neonato piange molto non significa che non abbia trovato risposta ai suoi bisogni. 

La mamma e il papà non devono perciò sentirsi sminuiti se il loro neonato piange, all’inizio alcuni tentativi potranno non funzionare, potremo sentirci sconsolati, ma col tempo il nostro intuito si affinerà.

L’aspetto più importante della gestione del pianto sta probabilmente nella capacità di DARE IL PERMESSO al nostro bambino di esprimersi, RISPETTARE il suo essere e ACCETTARE CHE TUTTI I NEONATI PIANGONO!

Quindi, invece che dire: “No, perché piangi? Non piangere tesoro mio.” Approcciamoci al nostro neonato con questo sentimento interiore: “Piccolo mio, c’è qualcosa che non va? Hai ragione, piangi pure. Io sono qua con te.”

Ricordiamoci che il bambino, soprattutto se molto nervoso, avrà bisogno di tempo per accettare quello che gli proponete, quindi aspettate almeno 5 minuti tra un’operazione e un’altra, altrimenti rischiate di renderlo ancora più agitato.

 

 

LA DURATA DEL PIANTO

Se la persona che si prende cura del bambino risponde in modo pronto e rapido alle necessità del neonato (entro 90 secondi), questi si calmerà molto in fretta (5 secondi).

Moltiplicando per 2 il tempo necessario a rispondere al neonato moltiplichiamo per 10 la durata del pianto! Perciò se ci mettiamo 6 minuti a capire cos’ha il bambino e ad intervenire in modo corretto, il neonato, nel momento in cui riceve ciò di cui ha bisogno, smetterà di piangere dopo più di 8 minuti.

Occorre dunque mantenere la calma e provare sempre una sola cosa per volta. Il bambino necessita di tempo per sfogarsi prima di poter accettare un nuovo intervento esterno.  

IMPORTANTE! Per evitare di sentire il bambino piangere potremmo essere tentati di intervenire “precocemente”, prima ancora che lui stesso abbia sentito che c’è qualcosa che non va. A lungo andare rischiamo però di non permettere al bambino di sentire quali sono i suoi reali bisogni, rendendolo completamente dipendente dall’intervento esterno. Vale la regola che, per sentire sollievo, occorre prima provare una necessità.

 

PERCHE’ PIANGE?

HA FAME Anche se il piccolo ha mangiato da poco, può essere che non abbia mangiato a sufficienza o che abbia necessità di essere consolato, offriamogli il seno. Può anche essere che la necessità sia soltanto di “succhiare” per autoconsolarsi, in questo caso possiamo offrire il ciuccio. Se il bambino si attacca e si stacca nervosamente, significa che non è la soluzione adatta, probabilmente ha bisogno di qualcos’altro.  

SI SENTE BAGNATO Soprattutto se usate i pannolini di stoffa, può essere che abbia bisogno di essere cambiato.

HA TROPPO CALDO O TROPPO FREDDO La stanza dove soggiorna il bambino non deve essere troppo calda né troppo fredda. Un neonato ha bisogno che la sua temperatura corporea venga mantenuta costante attraverso l’abbigliamento, che deve essere rigorosamente naturale. Controlla i piedini che dovrebbero essere sempre ben al caldo, se fa freddo posate una boule con acqua calda o un cuscino con noccioli riscaldabili nel forno. Nella stagione più fredda inutile alzare il termostato del riscaldamento, che renderebbe l’aria insalubre, meglio vestire il bambino con fibre naturali come la seta e la pura lana vergine che hanno la capacità di traspirare, mantenendo allo stesso tempo il corpo caldo e asciutto. La cuffietta di seta è perfetta per mantenere il calore del corpo, che viene perso per la maggior parte proprio dalla testa.

VUOLE COMPAGNIA Forse ha bisogno della tua presenza, vuole compagnia. Cullalo, dondolalo, cammina con lui in braccio.

HA MAL DI PANCIA Se il bambino manifesta dolore al pancino potete provare a tenerlo in braccio verticalmente, appoggiato alla vostra spalla, e battergli ritmicamente e energicamente sul culetto. Anche il “palleggio indiano” col bambino appoggiato prono sulle nostre ginocchia che “ballano” risulta essere calmante. Quando riteniamo che il bambino debba scaricare una tensione teniamolo in braccio facendogli appoggiare delicatamente i piedini sul tavolo, in caso di coliche addominali questa posizione è molto utile.

SI SENTE PERSO Il neonato proviene dall’utero, dove ha sperimentato il massimo del contenimento! Dopo la nascita ha bisogno di mantenere ritmi, abitudini e sensazioni conosciute. Possiamo utilizzare la fasciatura e il massaggio per contenere e rassicurare il nostro piccolo.

E’ STANCO Spesso si ritiene che intrattenere il bambino, portarlo a spasso, stimolarlo, insomma “stancarlo” sia un buon modo per farlo dormire a lungo. Il neonato in realtà non ha bisogno di “sfogarsi”, il lavoro di stare al mondo è già più che sufficiente. I bambini molto stimolati piangono decisamente di più dei bambini tenuti tranquilli, basti pensare a come, in una giornata in cui abbiamo parenti e conoscenti per casa, il bambino faccia fatica a trovare riposo. Il pianto in questi casi ha davvero il significato di “basta, non ne posso più”. Può sembrare che il bambino non abbia sonno, perché si distrae facilmente con giochini e luci, ricordiamoci però che un bambino piccolo non è in grado di stabilire che è, siamo noi a doverlo aiutare portandolo in un ambiente calmo e silenzioso permettendogli di sfogare col pianto la stanchezza prima di potersi addormentare.

MANIFESTA MALESSERE Spesso è qualcosa che a noi pare insignificante, un’etichetta che punge la pelle, una posizione scomoda, un movimento brusco. Ma può essere anche un raffreddore, un’otite, un’influenza. Verifichiamo la temperatura corporea e chiediamo conferma al pediatra.

 

 

QUANDO E’ CONSIGLIABILE RIVOLGERSI AL PEDIATRA DI FIDUCIA

Se un bambino piange forte, per lungo tempo, in momenti della giornata in cui è solitamente tranquillo e non c’è nulla che possa minimamente tranquillizzarlo potremo consultare il pediatra per individuare eventuali cause di fastidio o dolore.

 

 

 

I TIPI DI PIANTO

Se ci abituiamo ad ascoltare il pianto del nostro bambino potremo osservare caratteristiche e peculiarità:

§  il pianto “da fame” solitamente inizia con una bassa intensità per poi divenire più forte e ritmico.

§  il pianto “da dolore” è intenso e forte fin dall’inizio. Inconsolabile e prolungato nel tempo è seguito da un momento di silenzio per poi passare a singhiozzi alternati a brevi inspirazioni.

§  il pianto “da collera” assomiglia al pianto “da fame” ma con tonalità più bassa ed intensità costante.

Ogni bambino è comunque un mondo a sé e col passare dei mesi impareremo a comprendere meglio la corrispondenza tra tipo di pianto e motivazione.

 

NON CAPISCO PERCHE’ PIANGE!

Non è sempre così semplice stabilire perché il nostro neonato sta piangendo. Abbiamo visto che i bambini hanno a volte crisi di pianto senza che vi sia una vera e propria motivazione. Ecco come puoi affrontare questi momenti con serenità:

–      Cullalo. I neonati amano molto i movimenti ritmici. Potete farli “galoppare” sulle ginocchia o sollevarli e abbassarli ritmicamente. Si può dondolare il bambino tenendolo in braccio, su un’amaca oppure su un lenzuolino tenuto da una parte da mamma e dall’altra da papà. Il movimento energico e regolare aiuta il piccolo a calmarsi.

–      Canta che ti passa. A volte ce ne dimentichiamo ma le filastrocche e le ninne-nanne sono state tramandate fino a noi mica per niente! Spesso il canto aiuta a rilassare la mamma aiutandola a respirare ed agisce di conseguenza sul bambino. L’esperienza di molte mamme suggerisce che un suono regolare come una canzone a bassa voce, un “shhhh” ripetuto, anche il rumore di un aspirapolvere o di un phon hanno effetto calmante.

–      Tienilo stretto a te, pelle a pelle La pratica della marsupio-terapia è antica ma gli studi ne confermano ancora oggi l’efficacia: appoggia il piccolo al Tuo petto, il battito del tuo cuore e il calore della tua pelle lo tranquillizzano.

–      Rilassati Sappiamo di essere in buona compagnia e che tantissimi genitori provano o hanno provato le nostre difficoltà. Armiamoci di pazienza, sapendo che quando impareremo con l’esperienza a capire cosa il nostro bimbo vuole dirci tutto passerà (questo avviene in genere entro i 6 mesi di vita del bambino)

–      Tieni il ritmo Anche se all’inizio ci sembra difficile dare “un senso” alla nostra giornata col neonato, cerchiamo di tenere un piccolo diario su cui segnare i piccoli avvenimenti della giornata, come le poppate, il pianto, i cambi. Col tempo potremo notare un certo ritmo, che dovremo cercare di promuovere e garantire. Proponiamo quindi le attività della giornata, per esempio la passeggiata, il massaggio o il bagnetto, sempre negli stessi orari, questa ritmicità risulta al bimbo molto gradita.

–      Respira L’ansia di non sapere cosa fare si ripercuote a livello corporeo con tensione muscolare, agitazione e soprattutto col blocco del respiro! Allora concentriamoci sul nostro respiro: prima inspiriamo e riempiamo torace e poi addome. Tratteniamo qualche secondo e poi espiriamo con calma. Ripetiamo diverse volte finché ci sentiamo meglio. Spesso questo è il modo migliore per calmare i neonati, infatti finché restiamo concentrati sul sonno del bambino, lui si agita, appena noi ci lasciamo andare, respirando e scaricando la tensione, il bambino magicamente si tranquillizza e addormenta…

–      Tieni duro Se sei da sola in casa tieni duro e non cedere all’agitazione: il bambino percepisce il tuo nervosismo e le cose non riescono a risolversi. Ricorda di rispettare i suoi tempi e di proporre cose nuove con calma, aspettando la sua reazione.

–      Puoi piangere anche tu  Quante volte capita alle neomamme di piangere insieme ai loro bebé. Se ciò succede è buono e naturale, a volte basta solo questo per sentirsi meglio.

–      Chiedi aiuto Se senti di non farcela non sentirti in colpa, tutte le mamme del mondo hanno sempre avuto il sostegno delle donne più anziane e della comunità intorno a loro. Chiedi aiuto al tuo partner o a una persona di fiducia, spesso è sufficiente che il bambino venga tenuto da qualcun altro per calmarsi, è normale.  Spesso la situazione migliora se sappiamo che abbiamo una “scappatoia” o un’”uscita di emergenza”, per esempio possiamo chiamare il pediatra, andare al pronto soccorso o in farmacia. Cerchiamo allora di avere sempre a disposizione nei primi mesi una persona fidata che possiamo chiamare ad ogni ora e che eventualmente può venire a casa nostra in caso di “emergenze”, per esempio una nonna, una zia, una doula o una tata.

–      Sei capace! Tutte le mamme sono in grado di accudire il proprio bambino. Se ti senti insicura puoi frequentare gruppi di incontro o corsi genitore/bambino dove confrontarci con altre mamme, per sentire di non essere sola.

 

STA FACENDO I CAPRICCI?

Il neonato piange spesso in modo disperato anche per motivi che a noi adulti potrebbero sembrare banali. Questo può farci pensare che i suoi siano solo capricci. In realtà occorre sapere che il neonato, ben lungi dal volerci fare un dispetto, piange in questo modo perché vive completamente immerso nel presente. E il presente è lungo un’eternità: il bambino non può sapere che la sua fame tra 5 minuti sarà saziata o che la sua stanchezza, dopo il pisolino, sparirà. Per questo motivo occorre mantenere la calma e far ricorso a tutta la nostra pazienza.  Allo stesso modo  delle urla implacabili non devono subito farci pensare a qualcosa di grave. L’associazione tra bisogno provato e risposta dell’ambiente necessita di alcuni mesi per consolidarsi: un bambino abituato ad essere prontamente assistito dopo i primi 3 mesi di vita comincia a piangere meno.

 

 

CURIOSITA’ – ANCHE I NEONATI HANNO UN ACCENTO

Secondo uno studio condotto da Kathleen Wermke del Centro per lo sviluppo prevocale e dei disturbi dello sviluppo dell’Università di Würzburg, in Germania, l’apprendimento della lingua comincerebbe già nel “pancione” della mamma, così che i neonati nascono con quello che potremmo definire un “accento” peculiare della sua lingua materna, rilevabile ascoltando le particolari melodie dei loro pianti.

 

 

 

FASCIARE UN NEONATO

La tradizione della fasciatura, andata negli ultimi anni in disuso, è stata invece recentemente riabilitata da diverse ricerche (es. Gerard, Harris e Thach)

I benefici riscontrati vanno dalla diminuzione delle coliche gassose, alla facilitazione dell’addormentamento, alla maggiore calma, al maggior numero di ore di sonno.

Si può fasciare con lenzuolini di cotone o copertine avvolte strette intorno al bambino. Possiamo definire la fasciatura come un utero artificiale che avvolge il bambino anche dopo la nascita offrendogli ciò che già conosce e tranquillizzandolo. Ne risulta un buon metodo e un valido alleato per mamme e bimbi.

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IL MASSAGGIO

Fin da quando è nella pancia il feto sperimenta il contatto col corpo della madre.

Attraverso il tocco e il massaggio aiutiamo il nostro bambino a prendere consapevolezza del proprio corpo e a favorirne una nuova nascita: la nascita psicologica.

Il massaggio è un modo di “stare insieme” al proprio bambino, per accompagnarlo, proteggerlo, rilassarlo, dargli sollievo, comunicare, interagire, stimolarne la crescita e favorirne il benessere psico-fisico.

Non è necessario possedere una tecnica, le mamme hanno un vero e proprio istinto nel “toccare” i propri figli. A volte è sufficiente il solo appoggio delle mani calde sulla pelle. Si può massaggiare il bambino tutti i giorni, con olio di mandorle dolci spremuto a freddo, senza profumo né conservanti.

Esistono comunque in tutta Italia corsi di massaggio infantile rivolti alle mamme.

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frequenta il nostro corso di massaggio e aroma massaggio per il bambino ONLINE

 

 

Prodotti utili:

Cuscinetto scalda pancino per bebè per coliche e mal di pancia

Libri consigliati:

Così calmo il mio bambino

Un libro davvero completo, utile e illuminante per tutte le neomamme e non solo.

Il tuo bambino e il pianto

Da un autore di fama mondiale quale T. Berry Brazelton, di sicura utilità.

Il mio bebé non piange più

 Di Nessia Laniado, i cui libri sono sempre simpatici e semplici da leggere come se ci fosse un’amica che ci da consigli sensati con insieme una bella pacca sulla spalla, da leggere.

Ott 28, 2011 - salute e benessere    No Comments

Proteggere i bimbi dal freddo

pioggia.jpgEcco che ritornano pioggia, vento e freddo!

Come proteggere i bambini dai malesseri invernali?

Ecco 10 consigli rapidi:

1- Fare attenzione agli sbalzi di temperatura tra interno e esterno.

2- Mantenere in casa una temperatura non troppo alta (max 20 gradi) per evitare shock termici quando si esce.

3- In auto non esagerare con la temperatura.

4- Se non si è in buone condizioni fisiche non uscire all’aperto quando piove e c’è vento.

 

5- Vestirsi “a cipolla”, a contatto col corpo solo fibre naturali (cotone, lana, seta, lino)

6- Sempre il cappello di lana! Importanti anche sciarpa e guanti.

7- Attenzione a non fare uscire i bambini quando sono accaldati o sudati.

8- All’esterno scarpe calde, ma traspiranti. Attenzione a cambiare subito le calze se sono bagnate (date un paio di ricambio per la scuola)

9- Evitare centri commerciali e ambienti sovraffollati e troppo caldi.

10- No alle attività sportive quando fa troppo freddo.

 

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